Da dove vengono le nuove parole che usiamo per descrivere cose sconosciute legate alle scienze dello spazio? Spesso dalla fantascienza più che dagli stessi scienziati. Lo afferma un libro - vincitore dello Hugo Award - intitolato Brave new words. The Oxford dictionary of science fiction. L'autore, Jeff Prucher, raccoglie un sacco di parole ed espressioni usate per la prima volta in libri e film di fantascienza e poi finite ad arricchire il vocabolario della scienza.
Qualche esempio: uno dei termini più noti è Robotica, termine preso dal ceco robota (che significa lavorare) e usato dallo scrittore ceco Karel Čapek, nel 1920 nel suo racconto R.U.R.. Successivamente la parola è stata presa a prestito da Isaac Asimov per un suo racconto. Altre espressioni sono virus informatico, gravità zero, spazio profondo, gigante gassoso, worm, ingegneria genetica. Provate a scoprire la loro origine nei libri di fantascienza e il loro significato odierno.
