Il 17 agosto del 1999 le regioni del nordest della Turchia, non lontane da Istanbul, sono state scosse per 37 secondi da un terremoto di magnitudo 7,6 della scala Richter. In quell'occasione morirono più di 17 mila persone e la città di Izmit, un tempo nota come Nicomedia, è stata ferita in modo gravissimo. Da un punto di vista scientifico, però, il terremoto del 1999 è tra quelli che hanno permesso di registrare la maggior mole di dati e, quindi, di studiarne più a fondo la dinamica. È proprio quello che ha fatto un gruppo di ricercatori del CNRS francese, del Kandilli Observatory di Istanbul e del Tübítak research center (Turchia) e hanno individuato un fase preparatoria, rispetto a quella delle scosse vere e proprie, che è durata ben 44 minuti e ha caratteristiche particolari.
I ricercatori hanno analizzato i dati sismologici registrati molto vicino all'epicentro del terremoto e vi hanno individuato un segnale che non era mai stato osservato prima. Si tratta di una serie di vibrazioni molto simili che è durata complessivamente quasi tre quarti d'ora. Si è trattato di scosse provocate dal movimento della faglia, ma erano di un'intensità sufficientemente bassa perché la popolazione non le avvertisse. Analizzando più dettagliatamente queste vibrazioni, gli scienziati hanno capito che erano provocate dal continuo scivolamento della faglia che ha poi rilasciato l'energia che ha devastato Izmit. Secondo quanto spiegato nell’articolo che i ricercatori hanno pubblicato sulla rivista Science, i segnali individuati mostrano che la faglia ha cominciato a scivolare in profondità, circa a 15 km dalla superficie. Nei 44 minuti successivi all’inizio, il movimento sarebbe poi aumentato fino al vero e proprio terremoto.
Questa ricerca si inserisce in quel filone di studi che cerca di individuare eventuali segni premonitori dei terremoti. In questo caso, secondo gli autori, è possibile che terremoti che avvengono su faglie dalle caratteristiche simili a quella dell'evento di Izmit presentino gli stessi segnali che preannunciano il terremoto. In ogni caso, l’allerta sarebbe comunque limitata a poche decine di minuti, forse non del tutto sufficienti a mettere in salvo la popolazione. Di sicuro, comprendere anche come si manifestano gli eventi sismici in una fase precoce, come in questo caso, è un passo avanti nella comprensione dei terremoti.
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Riferimento
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Extended Nucleation of the 1999 Mw 7.6 Izmit Earthquake. Michel Bouchon, Hayrullah Karabulut, Mustafa Aktar, Serdar Özalaybey, Jean Schmittbuhl, Marie-Paule Bouin. Science. 18 February 2011 | Link
