Insegnanti per scelta

Insegnare è una scelta di vita che comporta sacrifici ma anche soddisfazioni. Riprendiamo i punti chiave dell’intervista di Science a Jeff Cruzan, ex ricercatore di biologia molecolare affermato, oggi insegnante di scienze in un liceo di Providence. Cruzan spiega come sia nata la voglia di cambiamento, dal laboratorio alla cattedra, quali siano state le difficoltà in questo percorso e quali siano, dal suo punto di vista, le doti che un bravo insegnante deve avere.

Jeff Cruzan ha studiato a Berkeley e poi ha continuato il suo percorso con un postdoc ad Harvard, come esperto in chimica e biologia molecolare. Ha pubblicato diversi articoli, come questo di Science sui legami chimici nella molecola dell’acqua. Poi la svolta: ha deciso di intraprendere una nuova carriera nell’insegnamento.

 

Insegnare per scelta

Il chimico statunitense ha da sempre avuto doti comunicative particolari, tanto da avere il compito di istruire le nuove leve anche negli anni di ricerca in laboratorio. «Mi piace spiegare le cose» dice, «sono felice di poter insegnare veramente qualsiasi cosa, anche come pescare a mosca o come lavorare il legno».
Il primo impatto nei confronti dell’insegnamento per Cruzan è stato comunque brutale. Pensava che, dopo gli anni passati a insegnare in un ambito considerato difficoltoso come il laboratorio, la scuola superiore sarebbe stata tutto sommato semplice. «Invece sono rimasto scioccato da quanto difficile sia» confessa, «ma ora sento di fare il lavoro per il quale sono nato».

 

Percorsi alternativi

Jeff Cruzan è riuscito a ottenere le credenziali necessarie per insegnare grazie ad alcuni programmi statunitensi chiamati «alternative pathways to certification», che, come dice il termine, permettono di accedere all’insegnamento in modo alternativo al classico percorso magistrale. Si tratta di programmi sempre più utilizzati negli ultimi anni, il 40% degli insegnanti che hanno iniziato il lavoro tra il 2005 e il 2010 infatti hanno sfruttato questa via. Anche le scuole sempre di più sembrano apprezzare e richiedere figure che vengono da esperienze lavorative diverse.

Jeff Cruzan al lavoro (Immagine: jeffcruzan.com)

 

Un esame di coscienza

Prima di valutare una carriera nell’insegnamento secondo Cruzan bisogna chiedersi se siamo disposti a vivere con uno stipendio piuttosto basso, se ci piacerebbe avere a che fare con ragazzi tutti i giorni e di quell’età particolare (nel suo caso adolescenti), se ci piace spiegare e se pensiamo di poter ripetere le stesse cose senza annoiarci. E infine se siamo persone dalla spiccata pazienza, non solo per aver a che fare con gli studenti, ma anche con la burocrazia e con i supervisori.

«Insegnare non è un lavoro per chiunque» dice l’intervistato, «ma soddisfa appieno le persone che sono tagliate per farlo. Non puoi fare la predica ai ragazzi, ma puoi aiutarli ad avere una visione più ampia del loro futuro, a fornire loro delle prospettive che è difficile possedere a quell’età».

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