Vapori al mercurio dall’oro

Secondo il report rilasciato dal Blacksmith Institute e dalla Swiss Green Cross, ogni anno si ammalano a causa dell’inquinamento 100 milioni di persone, numeri paragonabili solo alle infezioni mondiali di malaria e HIV. Al vertice degli inquinanti per impatto sulla salute umana troviamo il mercurio derivante dalle miniere dell’oro (3,5 milioni di persone a rischio). Un risultato insolito per la nostra realtà quotidiana ma da approfondire per capire un tassello in più sull’annosa questione dell’inquinamento da mercurio.

Anche se non siamo dei fanatici ecologisti, di fronte ai dati rilasciati questo mese dalla organizzazione no profit Blacksmith Institute, quanto meno una scelta la dovremo fare: possiamo rinunciare ai monili d’oro o a mangiare il pesce. Averli entrambi senza mettere la nostra salute a rischio non è possibile, almeno al momento.

Un minatore tiene in mano del mercurio. (Immagine: worstpolluted.org)

L’estrazione dell’oro
Grazie infatti a misurazioni compiute in tre anni, in 47 paesi e in oltre 2.000 luoghi ritenuti a rischio ambientale, al vertice degli inquinanti troviamo il mercurio derivante dalle miniere di estrazione dell’oro. Il 15% dell’oro che acquistiamo proviene da piccole miniere di paesi in via di sviluppo che lo estraggono dalle rocce grazie al mercurio; in un secondo tempo questo evapora e l’oro viene purificato.

Il mercurio nel pesce
Quando il mercurio viene rilasciato in vapori nell’aria, in un secondo tempo ricade a terra e nelle acque, dove sotto forma di metilmercurio (CH3Hg+) può essere assunto dai pesci e in questi accumulato.
Il problema del mercurio nel pescato è globale, e interessa anche il Mediterraneo o il Nord Europa, come vediamo da recenti dati ISPRA e dal report di Legambiente, con valori che spesso superano il limite di sicurezza indicato dall’UE di 0,5 mg per kilogrammo.

Una soluzione
Come sentiamo in questa intervista della BNN a Richard Fuller, fondatore del Blacksmith Institute, le piccole miniere non tutelano la salute dei lavoratori, che sono i primi a respirare i fumi carichi di mercurio. Questi sono comunque stimolati a dedicarsi a questo tipo di attività perché la paga è decisamente alta. La soluzione secondo Fuller non è chiudere le miniere, mettendo a rischio la sopravvivenza di queste popolazioni, ma molto più semplice e poco costosa: l’utilizzo di un congegno come quello qui disegnato, che raccoglie i fumi di mercurio e in questo modo ne limita la dispersione, oltre a garantirne il riutilizzo.

 

 

Metodo per raccogliere e riutilizzare i vapori di mercurio (Immagini: incakolanews.blogspot.com)

 

 

Sull’Aula di Scienze puoi  leggere anche:

Ghiaccio al mercurio

Houston, c’è un problema

Aria di primavera

Per la lezione

Prosegui la lettura

Commenti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *