DNA learning center, analisi di un successo

Ha appena vinto il premio SPORE, assegnato dalla rivista Science alle migliori risorse educational online. Ma non è nato ieri, anzi. Ha già 16 anni. Il sito, DNA Learning Center (DNALC), fondato nel 1996 dal Cold Spring Harbor Laboratory è diventato nel tempo un vero e proprio punto di riferimento, contenitore e aggregatore anche di altri siti a contenuti specializzati, per un totale di più di 7 milioni di visitatori di siti all’anno.

David Micklos, Susan Lauter e Amy Nisselle, autori di un lungo articolo intitolato «Lessons from a Science Education Portal», pubblicato su Science il 23 dicembre 2011, raccontano il progetto e ne traggono interessanti spunti per capire come costruire siti educational che funzionano e che attirano pubblici molto ampi.

I siti tematici accessibili da DNALC sono diversi: dal primo, Dna from the beginning, inteso come un luogo dove proporre per la prima volta riuniti tutti i concetti fondanti della genetica moderna, si è passati a svilupparne uno centrato sulle malattie genetiche, Your Genes, Your health, e uno che ripercorre i momenti principali della scoperta del Dna nel 50esimo anniversario, Dna Interactive. Il sito accoglie anche un’operazione coraggiosa, il rilascio online di più di 2400 immagini dell’American Eugenics Movement, un momento particolarmente buio della storia scientifica americana. E poi ci sono Inside Cancer e Genes to Cognition. Tutti siti che affiancano a spiegazioni e testi anche proposte di esperimenti, protocolli, schede di laboratorio. E che sono completati anche dalla disponibilità di strumenti online di analisi bioinformatica.

Secondo gli autori, il sito ha avuto un vantaggio notevole dal fatto di andare online in un momento in cui gli utenti della rete erano ancora in pochi: c’erano solo una ventina di milioni di siti web attivi. Nel tempo, dunque, DNALC ha potuto crescere seguendo anche le evoluzioni del web, andando incontri ai requisiti per essere sempre più visibile, ottimizzando le possibilità che i propri contenuti venissero trovati dai motori di ricerca. Gli autori spiegano che hanno dovuto pensare a utilizzare in modo intelligente le tag dei contenuti multimediali, le parole chiave, i titoli per far sì che una semplice ricerca portasse l’utente proprio su quel sito e non su altri. Un lavoro molto accurato è stato fatto per archiviare in modo corretto e rendere facilmente reperibili oltre 5300 animazioni e altri contenuti multimediali. Strategie ampiamente compensate dai risultati: quasi l’80% delle visite al sito, oggi, arrivano da ricerche fatte sui motori di ricerca per parole chiave.

La strategia di diffusione dei contenuti però non si è fermata qui. Gli autori infatti raccontano di aver deciso di utilizzare in modo massiccio e con continuità anche i vari canali dei media sociali: YouTube, applicazioni per smartphone, tablet, blogs e via dicendo.

Un punto fondamentale di tutto il processo, spiegano gli autori, è la valutazione continua del sito, e dell’utilità dei suoi contenuti. E per soddisfare le esplicite richieste perfino da parte del Congresso degli Stati Uniti sull’utilità delle risorse educational online, sono stati fatti studi comparativi sui risultati ottenuti dagli studenti utilizzando i materiali dei siti di DNALC con quelli ottenuti utilizzando altri materiali. In tutti i casi considerati, gli studenti che avevano usato materiali interattivi proposti da DNALC raggiungevano risultati migliori e voti più alti, a dimostrazione dell’efficacia di un sito interattivo e ben fatto, che crea continuità tra il mondo della scuola e quello della ricerca, della sperimentazione scientifica e dell’interpretazione dei risultati.

Infine, gli autori discutono dell’unicità del momento presente, quello in cui è possibile, per la prima volta, esporre gli studenti alla stessa mole di dati disponibili ai ricercatori e addirittura farli partecipare grazie al web, in modo utile e innovativo, all’uso di tecniche bioninformatiche e renderli protagonisti, al fianco dei ricercatori, della costruzione collettiva di conoscenza nel campo della genomica. Esperienze che vanno, collettivamente, sotto il nome di citizen science e che possono dare un contributo significativo alla classificazione delle specie, nella costruzione di una tassonomia sempre più accurata e di una descrizione sempre più raffinata della biodiversità delle specie viventi.

Il .pdf dell'articolo «Lessons from a Science Education Portal», Science, Vol 334, 23 dicembre 2011

Il sito Dna Learning Center da cui si accede a tutti gli altri portali e siti specializzati

Per la lezione

Prosegui la lettura

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *