L’anatomia secondo Leonardo da Vinci

La poliedrica personalità di Leonardo da Vinci non finisce mai di stupire. La Royal Collection di Londra dedica una mostra ai disegni anatomici di Leonardo: una miniera di informazioni e scoperte scientifiche in anticipo di secoli sulla scienza ufficiale
 
Si terrà quest’anno a Londra la più grande mostra mai dedicata ai disegni anatomici di Leonardo da Vinci: si tratta di un’occasione unica per riscoprire lo straordinario contributo che uno dei più poliedrici Maestri del Rinascimento diede alla comprensione del corpo umano. Molti dei disegni che Leonardo dedicò allo studio dell’anatomia umana e animale furono acquisite, dopo la sua morte, dalla Royal Collection del Castello di Windsor: grazie a questa mostra, sarà possibile osservare da vicino ottantasette di quelle opere, esposte a Buckingham Palace dal 4 maggio al 7 ottobre 2012.
 

Descrizione dell’anatomia femminile in un disegno di Leonardo da Vinci (Immagine: Wikimedia Commons)

 
I disegni anatomici di Leonardo
Ottica, idrodinamica, geologia, meccanica: innumerevoli sono gli esempi di come l’interesse di Leonardo da Vinci andasse ben oltre l’arte pittorica e la scultura. Tra le indagini che Leonardo seguì con maggior interesse vi è quello per l’anatomia umana: una passione nata probabilmente dalla volontà di comprendere (e riprodurre nelle sue opere) l’espressività del volto umano. Nella mostra organizzata dalla Royal Collection vengono raccolti i disegni eseguiti da Leonardo intorno al 1490 e tra il 1507 e il 1513, periodi in cui Leonardo si dedicò con particolare fervore all’indagine anatomica. Una delle prime raffigurazioni (risalente al 1490 circa) riguarda la struttura del cranio umano, che Leonardo non solo riprodusse con disegni dettagliati, ma descrisse anche con grande accuratezza nella sua abituale scrittura speculare, come una didascalia che incornicia le varie strutture raffigurate.
 
Negli anni a seguire, fondamentale fu l’amicizia con Marcantonio della Torre, professore di anatomia presso l’Università di Pavia, che permise a Leonardo di avere accesso a molti campioni anatomici, nonché ai corpi di pazienti deceduti. In quegli anni si ritiene che Leonardo sezionò circa trenta cadaveri, osservando e descrivendo molti particolari dell’anatomia umana con un dettaglio fino ad allora mai raggiunto. Negli appunti di quel periodo si trova traccia di un’accurata descrizione delle ossa umane, nonché dei principali muscoli e nervi. Ne è un esempio la strabiliante raffigurazione dei muscoli del braccio e della spalla e della loro interazione con le ossa a cui si ancorano: un’immagine da cui si evince il sempre vivo interesse di Leonardo per la meccanica, anche quando riguarda il funzionamento del sistema muscolo-scheletrico.
All’inverno del 1507 risale invece la descrizione dell’autopsia di un uomo morto in un ospedale di Firenze: Leonardo attribuì le cause della morte al restringimento delle coronarie, fornendo – di fatto – quella che è molto probabilmente la prima osservazione di aterosclerosi.
 
Il cuore secondo Leonardo
Tra le più strabilianti descrizioni anatomiche di Leonardo vi è senz’altro quella del cuore. Non disponendo più della collaborazione di Marcantonio della Torre, morto di peste nel 1511, Leonardo si dedicò allo studio dell’anatomia animale. Sezionando un cuore di bue, Leonardo descrisse con grande accuratezza atrii e ventricoli e fornì la prima spiegazione del funzionamento delle valvole cardiache. Ma l’indagine di Leonardo non si fermò alla semplice descrizione: per comprendere fino in fondo il funzionamento del cuore, Leonardo costruì un modello in vetro della valvola aortica e vi pompò dentro una miscela di acqua e semi: così facendo osservò la formazione di piccoli vortici, che egli ipotizzò essere fondamentali per innescare la chiusura della valvola. Si è dovuto attendere il ventesimo secolo perché questa straordinaria intuizione venisse confermata dai cardiologi.


Nel video riportato sopra (in inglese), Martin Clayton – curatore dei disegni e delle stampe di Leonardo presso la Royal Collection – illustra alcune delle intuizioni più significative del grande maestro rinascimentale nel campo dell’anatomia umana.

Per una serie di vicissitudini, Leonardo non riuscì mai a pubblicare i suoi disegni anatomici e molti di essi andarono perduti: un’immensa perdita sia artistica che scientifica se si pensa che ci vollero secoli prima che alcune delle strutture anatomiche descritte da Leonardo venissero «riscoperte» dalla scienza. Dopo la sua morte, centocinquanta dei disegni originali furono acquisiti dalla Royal Collection insieme ad altri componimenti artistici. Quando nel ventesimo secolo gli studi anatomici di Leonardo furono rispolverati, i progressi fatti dalla scienza nel corso dei secoli permisero finalmente di comprendere appieno il valore di quelle opere: la scienza si era finalmente messa al passo con il genio e l’intuito del grande Maestro.

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