Vivo, morto o “higgs”?

Nella storia del cinema horror, si può essere trasformati in uno zombie per diverse ragioni. In Decay, film autoprodotto e interpretato da un gruppo di fisici del Cern che esce oggi in anteprima mondiale, la colpa è del bosone di Higgs…

Vi siete mai domandati come si diventa uno zombie? Nel film L’isola degli zombie del 1932, il primo della storia in cui compaiono i famigerati morti viventi, la colpa è di un macabro rito voodoo; nell’ormai mitico La notte dei morti viventi del 1968 i protagonisti sono ridotti nella miserevole condizione dopo essere stati esposti a un agente patogeno; la stessa cosa accade in Io sono leggenda del 2007, mentre nella fortunata saga Resident Evil, il cui ultimo capitolo è uscito nelle sale qualche mese fa, il responsabile è uno strano virus T, un’arma batteriologica creata per scopi militari. Luke Thompson, fisico e videomaker, ha avuto invece un’altra idea. Nel suo Decay, film autoprodotto che esce oggi in anteprima mondiale e sarà scaricabile gratuitamente a partire dalla prossima settimana in licenza Creative Commons, il regista inglese ha deciso che a trasformarsi in zombie fossero dei giovani ricercatori esposti alle radiazioni del bosone di Higgs.

Tunnel di Lhc al Cern di Ginevra (fonte: Cern)
 
Zombie di laboratorio
Girato interamente al Cern di Ginevra, il film racconta la storia di un gruppo di fisici che tenta di fuggire dalle grinfie di alcuni colleghi diventati zombie in seguito a un malfunzionamento di Lhc, il più potente acceleratore mai costruito dall’uomo. «L’idea di ambientare un film horror nei sotterranei del Cern», ci racconta Luke Thompson, «mi è venuta circa un paio di anni fa, quando facevo il dottorato a Ginevra. La prima volta che ho messo piede nel tunnel che ospita Lhc ho pensato subito che fosse il set perfetto.» Così il fisico inglese arruola una dozzina di fisici che fanno il dottorato insieme a lui: alcuni di loro si trasformeranno in zombie dopo essere rimasti intrappolati nel tunnel durante l’accensione del fascio; gli altri correranno nei sotterranei per tentare di salvarli, finendo presto per diventarne le vittime.
Raccontata in questi termini, sembrerebbe la storia di un gruppo di giovani scienziati con la passione del cinema, che si sono voluti divertire, prendendo un po’ in giro uno dei luoghi più sacri della scienza mondiale. Per Luke Thompson, però, c’è di più. «Senza dubbio il motivo principale che ci ha spinto a girare Decay è stato divertirsi», confessa il regista inglese, «ma in realtà, a poco a poco, ci siamo resi conto di avere l’opportunità di mostrare luoghi che sono in un certo senso molto esclusivi e difficilmente accessibili al grande pubblico. Inoltre è stata davvero l’occasione, da una parte per prendersi un po’ meno sul serio, dall'altra, per portare agli estremi alcuni dei luoghi comuni che circondano la ricerche che si conducono al Cern.»
 
Un film di cui avere "paura"?
Divertimento, dunque, ma anche voglia di mostrare un po’ a tutti cosa c’è dietro le quinte del Cern, mettendoci un bel pizzico di satira e ironia. Per queste ragioni, non ci si può stupire del fatto che Decay non sia stato finanziato e pubblicizzato dal centro di ricerca europeo. «Se giri un film nel quale il malfunzionamento di Lhc ha conseguenze potenzialmente apocalittiche», dice Thompson, «non puoi certo aspettarti che il Cern ti sponsorizzi, anche se il tuo intento è chiaramente quello di mettere in ridicolo ipotesi del genere.»
A sentire il suo regista, d’altra parte, non sembra che Decay abbia bisogno di un appoggio da novanta per essere lanciato. «Il film è costato circa duemila euro e senza dubbio non l’abbiamo portato fino in fondo per guadagnare dei soldi», afferma Thompson. «Siamo sostenitori della cultura open source e distribuire Decay gratuitamente in rete è stata da subito un’idea condivisa da tutti.» E allora se siete appassionati del genere, prima di scaricare tutto il film, gustatevene un assaggio guardando il trailer:

Trailer ufficiale di Decay (Fonte: http://www.decayfilm.com)

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