Uomo o Neanderthal? Questione di naso

I Neanderthal erano una sottospecie di Homo sapiens? Le analisi del DNA ormai da diverso tempo smentiscono questa ipotesi: nonostante ci siano stati eventi di ibridazione, le due specie di ominini erano comunque ben distinte. Un nuovo studio ha rafforzato questa interpretazione anche dal punto di vista anatomico.

Un gruppo di ricerca interdisciplinare ha deciso di prendere in esame il naso dei Neanderthal e degli esseri umani anatomicamente moderni, confrontando per la prima volta la totalità delle sue caratteristiche con gli strumenti della morfometria.  Ma anche senza le biotecnologie, questa ricerca è stata comunque resa possibile dalle tecnologie più avanzate. Gli scienziati hanno viaggiato da un museo all’altro armati di scanner 3D archiviando nei loro computer perfetti modelli tridimensionali dei crani di Neanderthal e H. sapiens.

Una struttura unica
Secondo i ricercatori, che hanno appena pubblicato i loro risultati sulla rivista The Anatomical Record, il complesso nasale di uomini e Neanderthal non permetterebbe, anche in assenza di dati genetici, di confondere tra loro le due specie. Il naso è infatti una parte anatomica molto complessa, alla cui formazione partecipano diverse parti della nostra “faccia”, e nonostante la grande variabilità esistente tra le popolazioni umane, in nessuna è presente il mosaico di caratteristiche riscontrato nei Neanderthal.

Tutta colpa di Homo sapiens
Studi precedenti avevano inoltre suggerito che il naso dei Neanderthal non fosse sufficientemente adattato al freddo: troppo grosso per trattenere efficientemente il calore corporeo. Alcuni studiosi pensavano addirittura che si trattasse di un prodotto della deriva genica, cioè che le sue caratteristiche non fossero “premiate” dalla selezione naturale ma il frutto di una fissazione casuale e che, forse, il mancato adattamento aveva avuto un ruolo nella loro estinzione. Questo studio ritiene questa interpretazione errata, poiché basata su un confronto fatto tra i Neanderthal e le popolazioni umane più adattate al freddo (per esempio gli Inuit), me i “piani di costruzione” dei complessi nasali appartenenti alle due specie sono troppo diversi, e semplicemente, si sono adattati al freddo in maniera differente. Se negli esseri umani l’evoluzione ha cercato di stringere l’apertura piriforme (il “buco” nel cranio che sta dietro al nostro naso) per conservare calore, nei Neanderthal ha invece aggiunto, per esempio, una sporgenza ossea che intercettava il flusso di aria fredda prima del suo ingresso nelle vie respiratorie, proteggendo così la mucosa nasale.

L’ipotesi più probabile per l’estinzione dei Neanderthal rimane quindi, secondo gli autori, quella della competizione con gli uomini anatomicamente moderni, una specie forse meno robusta ma più versatile.

In ogni caso noi H. sapiens, gli unici ominini sopravvissuti al Pleistocene, difficilmente riusciremmo a distinguere tra la folla un esemplare di H. neanderthalensis….

Immagine banner in evidenza: Eugenio Melotti, Naturhistorische Museum (Vienna)

Immagine box: Neanderthal Museum (Mettmann, Germany)

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