Cambiare semina per combattere le erbacce

Da decenni l’agricoltura non può fare a meno della ricerca scientifica, ma non sempre l’innovazione passa attraverso l’alta tecnologia, come un nuovo organismo geneticamente modificato o una varietà rapidamente selezionata grazie a marcatori molecolari. Per esempio si è scoperto che le siepi che attraversano le colture non hanno solo una valenza “estetica”, ma proteggono i suoli dall’erosione e costituiscono dei corridoi ecologici che arricchiscono la biodiversità. Molte siepi sono state trasformate in terreno arabile per aumentare la produzione, ma finché gli agricoltori avranno bisogno della collaborazione degli insetti sarà meglio che ne tengano in piedi qualcuna e infatti oggi molti paesi applicano una serie di regole per preservare quelle più antiche.

Bassa tecnologia, alti vantaggi
Una recentissima ricerca suggerisce invece un metodo a bassa tecnologia per limitare la crescita delle erbacce, promettendo di ridurre in alcune colture l’utilizzo di erbicidi e di forza lavoro e, quindi, far risparmiare denaro agli agricoltori e immettere nella produzione meno sostanze potenzialmente dannose. Due ricercatori hanno studiato la crescita di Brachiaria brizantha e altre erbe infestanti in una serie di campi sperimentali seminati a mais in Colombia. Le condizioni di coltivazione erano identiche, eccetto la varietà e il modo in cui le piante erano state seminate. Da precedenti studi sul frumento si era già capito che aumentando densità (numero di semi per superficie) e l’uniformità nella distribuzione è possibile ostacolare la crescita delle erbacce e, in alcuni casi, aumentare anche la resa, ma gli autori volevano capire se valeva lo stesso per il mais, una coltura normalmente disposta in filari, e quali erano le differenze da una varietà all’altra.

Hvede

 Effetti del tipo di semina in campi di frumento. In questo caso l’erbaccia è la colza, ben riconoscibile dai fiori gialli. A sinistra, bassa densità, frumento seminato in file. In mezzo: alta densità, frumento in file. A destra: alta densità, frumento seminato uniformemente (Immagine: University of Copenhagen)

Un erbicida naturale: la competizione
Durante il 2012 e il 2013 i ricercatori hanno quindi seminato i campi in diverse maniere, cercando così di distinguere il contributo di ognuna delle tre variabili, cioè densità, distribuzione e varietà, sia sulla rese sia sulla soppressione delle erbe infestanti. Per ricreare condizioni di alta competizione, le erbacce sono state anch’esse seminate nei campi dopo il mais. Come si aspettavano, i ricercatori hanno visto che sia un’alta densità di semina, sia una distribuzione uniforme limitano la crescita delle erbacce fino al 72%, perché in questo modo le piante di mais riescono a togliere luce, cioè nutrimento, alle altre specie vegetali. Alcune combinazioni di densità di semina e varietà hanno addirittura aumentato le rese per ettaro rispetto alla semina tradizionale.

Jacob Weiner dell’Università di Copenhagen (Danimarca), che ha appena pubblicato questi risultati sulla rivista Weed research assieme a César Andres Marín della Jorge Tadeo Lozano University di Bogotà, ha commentato: «Secondo i nostri risultati è possibile fare agricoltura in maniera molto più sostenibile e allo stesso tempo mantenere alte le rese. Servono nuove tecnologie a prezzi accessibili perché diventi funzionale nei campi degli agricoltori. Possiamo sviluppare metodi per combattere le infestanti ancor più efficacemente se impariamo come le piante interagiscono tra loro».

Immagine in apertura e immagine box: Pubblico Dominio via Pixabay

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