Fu un’eruzione a estinguere i Neanderthal?

La notizia è di qualche giorno fa:  lo scheletro di Homo nella grotta di Lamalunga (Altamura, Bari) era un Neanderthal. Le analisi genetiche, assieme ai dati paleoantropologici più aggiornati, in corso di pubblicazione sulla rivista Journal of Human Evolution hanno messo fine al dibattito ventennale sulla collocazione sistematica del reperto. L’uomo (di Neanderthal) di Altamura ha ora anche una nuova datazione, che lo colloca a ben 150.000 anni fa, molto prima che la sua specie si estinguesse.

Una estinzione, tante teorie
Ma perché intorno a 40.000 anni fai Neanderthal si estinsero e oggi siamo solo noi H. sapiens a essere sopravvissuti al paleolitico? La risposta non è semplice. Una delle ipotesi diventate più popolari è che i nostri antenati siano entrati in competizione con i massicci cugini del Nord, ma oggi si pensa che i sapiens abbiano rimpiazzato i Neanderthal perché erano in grado di sfruttare meglio le risorse naturali, non perché usciti vittoriosi da una vera e propria guerra inter-specie. Inoltre da diversi studi sembra siano avvenuti incroci tra le due specie, e che in conseguenza di essi parte del genoma dei Neanderthal sopravviva in alcune popolazione umane: sicuramente non tutti gli incontri devono essere stati belligeranti. Tra le caratteristiche che avrebbero permesso a Homo sapiens di prevalere qualcuno ipotizza anche l’alleanza con il cane, che lo avrebbe avvantaggiato nella caccia, mentre secondo altri i sapiens potrebbero aver introdotto nelle popolazioni di Neanderthal dei patogeni letali, un po’ come è successo quando gli europei hanno incontrato gli indigeni del Nuovo Mondo.

A tutte queste ipotesi da qualche anno si è aggiunta quella della catastrofe naturale.

Colpa dei vulcani?
Circa 39.000 anni fa, secolo più, secolo meno, eruttò il vulcano strato Archiflegreo che sorgeva  nella zona degli attuali Campi Flegrei in Campania. L’eruzione fu molto violenta: si stima un volume di 150 km cubi di magma eruttato e una colonna eruttiva di ben 44 kilometri. Nel 2010 un gruppo di antropologi russi propose in uno studio che l’estinzione dei Neanderthal doveva essere stata improvvisa, e che la causa principale era l’ “inverno vulcanico” creato dall’eruzione dell’Archiflegreo. L’ipotesi è affascinante ma ora, per la prima volta, è stata messa alla prova con un avanzato modello climatico.

Neanderthal eruzione

Gli effetti dell’eruzione dell’Archiflegreo sulle temperature. I cali più drastici non riguardano le aree colonizzate dagli esseri umani, Immagine:  B.A. Black et al., Geology (2015), via The Geological Society of America

Secondo lo studio appena pubblicato dalla rivista Geology gli effetti dell’eruzione furono davvero terribili: negli anni successivi le ceneri emesse in atmosfera hanno abbassato le temperature anche di 9 °C. Le simulazioni degli scienziati hanno però rivelato che le aree più colpite dagli effetti dell’eruzione sul clima erano in Europa orientale e Asia, non in Europa occidentale e Medio Oriente, dove cioè si trovavano gli insediamenti umani (sia Neanderthal che sapiens). Difficile quindi che l’eruzione possa aver innescato una rapida disfatta di Homo neanderthalensis, anche se gli autori non escludono che il clima, comunque più rigido, possa aver messo in difficoltà sia Homo neanderthalensis che Homo sapiens, e magari premiato la maggiore capacità di adattarsi di quest’ultimo.

Immagine banner: Eugenio Melotti, Naturhistorische Museum (Vienna)

Immagine box: B.A. Black et al., Geology (2015), via The Geological Society of America

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