Come si formano i continenti

La maggior parte dei pianeti terrestri del sistema solare presenta una crosta basaltica simile alla crosta oceanica della Terra. Le masse continentali, però, formate da spesse zattere ricche di rocce silicee che galleggiano sul mantello, sono una caratteristica unica del nostro pianeta. Se non ci fossero, gli oceani ricoprirebbero tutto il globo, e il clima e la vita sarebbero molto diversi da come li conosciamo oggi.

Continenti antichi…
Ma come si sono formate le masse continentali? Tutto è cominciato circa 2,5 miliardi di anni fa, nell’eone Archeano, quando la Terra era tre volte più calda, l’attività vulcanica molto più intensa e la vita molto più limitata. Gran parte degli scienziati ritiene che tutta la crosta continentale del pianeta si sia generata all’epoca, e il materiale sia stato continuamente riciclato attraverso collisioni di placche tettoniche sul guscio più esterno del pianeta. Tuttavia è rimasto un mistero in che modo rocce continentali andesitiche – l’andesite è una roccia ignea effusiva che prende il nome dalle Ande – si originano dalla subduzione di rocce magmatiche tipiche dellla crosta oceanica.

 Gazel

Esteban Gazel, un geologo della Virginia Tech che ha preso parte allo studio, raccoglie campioni di lava sull’Etna, in Sicilia, per studiare l’evoluzione chimica del pianeta (immagine: Virginia Tech)

… e recenti
Un team internazionale di geologi, però, ha pubblicato su Nature Geoscience un articolo che fornisce le prove della formazione di nuova crosta continentale nel corso della storia della Terra. Il laboratorio naturale per capire come si formano i continenti è il ponte di terra dell’America centrale oggi compreso negli stati di Panama e Costa Rica. Qui eventi geologici relativamente recenti – una forte attività vulcanica risalente a 10 milioni anni fa – custodiscono il segreto della formazione delle grandi masse continentali, miliardi di anni prima.

 nuova crosta

Un grafico che mostra il tracciato delle onde sisimiche P indotte dai ricercatori nella crosta continentale in America centrale (immagine: Nature Geoscience)

Nuova crosta dagli abissi
La collissione delle placche oceaniche ha fuso le rocce ricche di ferro e magnesio durante gli ultimi 70 milioni di anni, portando tra l’altro alla formazione delle isole Galápagos. Le lave eruttate hanno poi raggiunto la composizione simile a quella della crosta continentale circa 10 milioni di anni fa. Campioni di rocce raccolti in tutto il mondo e l’analisi di onde sismiche P di velocità intermedia tra quelle oceaniche e quelle continentali confermano la recente evoluzione della crosta continentale in America centrale. Gli scienziati hanno individuato la presenza di crosta giovane anche in altre zone di subduzione, come gli archi vulcanici delle isole Aleutine occidentali e delle isole Izu-Bonin, rispettivamente nel Pacifico settentrionale e occidentale.

L’impatto sulla vita e sul clima
Lo studio solleva interrogativi sull’impatto globale che la crosta continentale di nuova formazione ha avuto nel corso dei secoli, in particolare sull’evoluzione non solo dei continenti, ma della vita stessa. Per esempio, la formazione del ponte di terra nell’America centrale ha cambiato la circolazione delle correnti oceaniche, separato specie marine, unito specie terrestri e modificato il clima di tutto il pianeta.

 

Immagine banner in evidenza: Wikimedia Commons

Immagine box in home page: Nature Geoscience

 

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