Battezzati 4 nuovi elementi della tavola periodica

Lo scorso novembre lo IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry) ha anunciato ufficialmente i nomi di quattro nuovi elementi da aggiungere alla tavola periodica, il sistema di classificazione degli elementi chimici ideato da Dmitri Ivanovich Mendeleev nel XIX secolo che ora è una vera e propria icona della scienza. I nomi dei nuovi arrivati, scelti dai ricercatori che sono riusciti nell’impresa e confermati dallo Iupac, sono Nihonium (simbolo Nh, numero atomico 114), Moscovium (Mc, 115), Tennessine (Ts, 117) e Oganesson (Og, 118).

 

Da dove vengono i nomi

Nihonium deriva da Nihon, uno dei nomi del Giappone, patria del gruppo di ricerca autore della scoperta. Allo stesso modo Moscovium omaggia Mosca e Tennessine lo Stato USA Tennessee. Ma le linee guide dello Iupac permettono di usare come base del nome anche uno scienziato, e Oganesson infatti è un omaggio al fisico nucleare Yuri Oganessian, classe 1933, uno dei principali esperti mondiali di elementi superpesanti.

Si considerano superpesanti gli elementi di elevato numero atomico, in genere maggiore di 100, e naturalmente tutti i membri del quartetto appena battezzato rientrano appieno in questo club. Un club molto esclusivo perché questi elementi elementi non sono semplicemente rari: non si possono trovare in natura e devono essere creati con l’aiuto di reattori nucleari e acceleratori di particelle. Si tratta solo di pochi atomi alla volta che decadono in tempi brevissimi, da pochi secondi a qualche microsecondo, e sono spesso necessari diversi anni di lavoro per ottenerli.

 

La stretta via della Tavola

La strada per entrare nella tavola periodica non finisce qui: i risultati  che provano l’osservazione di un nuovo elemento devono essere confermati da un altro team di ricerca indipendente. Solo a questo punto si comincia a prendere in considerazione l’idea di sostituire i nomi provvisori nella tavola (presenti da prima che gli elementi con quel numero atomico fossero effettivamente osservati) con quelli proposti dai ricercatori, una decisione che sarà poi suggellata con un’apposita pubblicazione scientifica sulla rivista dello Iupac.

La caccia a nuovi elementi non termina certo con l’Oganesson: gli scienziati ora si preparano a riempire l’ottavo periodo, ancora alla ricerca della cosiddetta “isola di stabilità”, cioè di elementi superpesanti con un tempo di decadimento nell’ordine di giorni o anni.

 

Immagine in apertura: By Sandbh (Own work) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], via Wikimedia Commons

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