Ultimo ballo per Cassini

Il 2017 sarà l’anno del gran finale per la sonda Cassini che, dopo 20 anni di onorato servizio e di scoperte, metterà fine alla sua missione disintegrandosi nell’atmosfera di Saturno il prossimo 15 settembre. Non prima però di aver fornito le ultime preziose informazioni. Si è aperta infatti l’ultima fase della missione Cassini-Huygens che porterà la sonda più vicina che mai agli anelli di Saturno e ad alcune delle sue lune.

 

Un viaggio lungo 20 anni

La missione Cassini-Huygens è sicuramente uno dei viaggi più ambiziosi fatti alla scoperta del nostro Sistema Solare. La sonda, che deve il suo nome allo scienziato italiano che scoprì quattro dei satelliti di Saturno, è frutto del lavoro congiunto di NASA, Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ed è nata con l’obiettivo di osservare Saturno da vicino, molto vicino. Lanciata nel 1997, Cassini ha finalmente raggiunto l’orbita del gigante gassoso nel luglio 2004. Pochi mesi dopo, il lander Huygens si stacca dal corpo orbitante della sonda per raggiungere la superficie di Titano, una delle lune di Saturno. Si apre così oltre un decennio di intenso lavoro per Cassini, che non manca di inviare a Terra informazioni del tutto nuove sugli anelli di Saturno, la sua atmosfera, il suo campo magnetico e le sue lune. Si deve, infatti, alla missione il merito di aver scoperto un mare di metano liquido su Titano e un probabile oceano sotto la crosta ghiacciata di Encelado, un’altro dei satelliti di Saturno. Ora ci si prepara al gran finale. Sono partite, infatti, le manovre per l’ultima fase della missione Cassini-Huygens, che porterà la sonda ad attraversare più volte gli anelli più interni di Saturno fino a tuffarsi – e a sparire- nella sua atmosfera.

cassini20161205c

Le ultime fasi orbitali di Cassini: in grigio, le venti orbite che compirà la sonda fino ad aprile, in azzurro, le orbite più vicine a Saturno previste da aprile e in arancione il viaggio finale di Cassini verso Saturno. Immagine: NASA

 

Un tuffo tra gli anelli

Lo scorso 30 novembre, sfruttando la spinta gravitazionale della luna Titano, Cassini ha dato il via all’ultimo capitolo della sua vita, portandosi a una distanza di circa 92.000 km dalle nubi più alte del Pianeta. Da questa distanza, fino al prossimo aprile, la sonda attraverserà 20 volte il piano degli anelli più esterni di Saturno, campionando direttamente le molecole che incontrerà nel suo tragitto e sorvolando i poli del Pianeta. I primi passaggi di queste settimane sono stati sufficienti per capire che, nonostante l’età, la sonda è ancora perfettamente in grado di raccogliere informazioni dettagliate e ci si aspetta, quindi, nei prossimi mesi le migliori immagini di sempre degli anelli e delle lune che orbitano all’interno degli anelli stessi. Ad aprile 2017 inizierà un’ulteriore discesa che porterà la sonda Cassini a fare un vero e proprio tuffo negli anelli più interni, fino a circa 2.000 km dalle nubi alte di Saturno. Il 15 settembre 2017, infine, il team responsabile delle operazioni di volo “guiderà” Cassini all’interno dell’atmosfera di Saturno, per evitare che possa contaminare le lune potenzialmente abitabili che lo circondano. Ma non è ancora tutto. Durante questo “tuffo”, infatti, Cassini continuerà ad inviare dati sulla composizione dell’atmosfera saturniana fino alla totale perdita del segnale. Un vero finale con il botto per la prima sonda spaziale ad essere entrata nell’orbita di Saturno.

 

Immagine banner in evidenza e box di apertura: ESA/NASA

 

Per la lezione

Prosegui la lettura

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *