Un nuovo albero evolutivo per i dinosauri

Non capita tutti i giorni di mettere radicalmente in discussione un caposaldo della propria disciplina, ma in queste settimane è esattamente quello che ha fatto il paleontologo britannico Matthew G. Baron assieme ai colleghi David B. Norman e  Paul M. Barrett. Nel loro studio, celebrato sulla copertina della rivista di Nature, raccontano che per 137 anni i paleontologi hanno pensato all’evoluzione dei dinosauri nel modo sbagliato…

 

Saurischi e ornitischi

Dai libri per bambini ai più avanzati testi universitari, una delle più note biforcazioni dell’albero evolutivo dei dinosauri è quella tra saurischi (dinosauri con bacino da rettile) e ornitischi (dinosauri con bacino da uccello). Attenzione però: i teropodi, cioè il gruppo di dinosauri che comprende anche gli attuali uccelli, farebbero parte dei saurischi assieme ai sauropodomorfi (dinosauri a collo lungo come il diplodoco), mentre negli ornitischi troviamo, per esempio, adrosauri e triceratopi.

Immagine: By Dino_evol_1_modificated_ES.svg: *Dino_evol_1.jpg:Mollwollfumble at en.wikipediaderivative work: mario modesto (talk)derivative work: Azcolvin429 (Dino_evol_1_modificated_ES.svg) [Public domain], from Wikimedia Commons

Baron e colleghi sono saliti sulle spalle dei giganti e hanno visto qualcosa che non tornava: la dicotomia tra ornitischi e saurischi era stata stabilita quando la filogenesi dei dinosauri era ancora agli albori, e con molte meno specie su cui ragionare. Da allora è stata fatta moltissima strada, ma la divisione basata sulla forma delle pelvi sembrava essersi consolidata “per tradizione”, senza essere seriamente riesaminata.

 

Tutto da rifare

Baron, dottorando dell’Università di Cambridge. ha passato gli ultimi 3 anni a costruire un database di 74 taxa di dinosauri, concentrandosi soprattutto su quelli del Triassico e del Giurassico: molti erano ignoti ai tempi dell’originaria classificazione, ma è in questo periodo che devono essersi affermati le principali divisioni dell’albero evolutivo. Di questi dinosauri (e loro stretti parenti), Baron ha identificato 457 caratteristiche anatomiche, che ha poi dato in pasto a un famoso software utilizzato per la filogenesi costruendo un nuovo albero.

Immagine: Matthew G. Baron et al., Nature, 2017

Il risultato è stato che, bacino o non bacino, i teropodi non potevano far parte dei saurischi, cioè condividere un antenato comune coi sauropodi. Uccelli e tirannosauri condividerebbero invece un antenato comune con gli ornistischi. Gli autori propongono quindi una nuova divisione evolutiva (clade) che comprenda sia gli ornitischi che i teropodi; Ornithoscelida. I saurischi invece, stando alla nuova analisi, comprenderebbero oltre ai sauropodi gli herrearasauridi, precedentemente inclusi tra i teropodi.

 

Una rivoluzione?

Come ha scritto il giornalista scientifico Ed Yong: «è come se qualcuno stesse dicendo che né i gatti, né i cani sono quello che pensavi, e che alcuni degli animali chiamati “gatti” in realtà sono cani».

Il paleontologo e divulgatore Darren Nash da canto suo ha scherzosamente fotografato i suoi testi di sistematica dei dinosauri gettati nella spazzatura.


Le conclusioni studio, che sposta anche l’area di origine dei dinosauri nell’emisfero nord (Laurasia) di 247 milioni di anni fa (invece di massimo 242 stimati in precedenza) non sono certamente scritte nella pietra, ma come minimo costringerà gli scienziati a guardare con occhi nuovi, e più critici, un “dogma” della paleontologia. Se questo è l’inizio di una rivoluzione, lo stabiliranno come al solito le nuove ricerche.

 

Immagine in apertura: By Petter Bøckman (Own work) [Public domain], via Wikimedia Commons

Immagine box: il numero di Nature sulla scrivania di Matthew Baron (foto via Twitter)

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