Cassini: “The Grand Finale”

L’ultima fase della missione Cassini, battezzata “The Grand Finale“, ha tutte le carte in regola per essere davvero spettacolare. Dopo 20 anni di permanenza nello spazio, la longeva sonda nata dagli sforzi di NASA, Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Agenzia Spaziale Italiana (ASI) sta finendo il carburante. Dopo aver condiviso con noi le meraviglie di Saturno per oltre dieci anni, Cassini si prepara a concludere il suo viaggio il prossimo 15 settembre nel modo più sorprendente, perdendosi nell’atmosfera del gigante gassoso che ha scrutato per anni. Ma prima, signori e signore, ecco a voi l’ultima fase della missione Cassini, il “Grand Finale”, 22 voli radenti attorno al pianeta che porteranno la sonda più vicino che mai a Saturno.

 

La sonda degli anelli

Sono stati vent’anni intensi, questi, per la sonda Cassini. Lanciata nel 1997, ha raggiunto il pianeta degli anelli dopo un volo spaziale durato sette anni. A Cassini va il merito di aver immortalato le lune ghiacciate di Saturno, i fiumi di metano della sua luna Titano, l’oceano salato di Encelado, un’altra delle sue lune, e le terribili tempeste che animano l’atmosfera del pianeta. Difficile chiedere di più a questa longeva sonda che, tuttavia, tenterà il tutto per tutto sfruttando al massimo le sue ultime gocce di carburante. Lo scorso 22 aprile, infatti, Cassini ha sorvolato per l’ultima volta Titano e, sfruttando la sua gravità, ha deviato la sua traiettoria puntando dritto verso Saturno. Prima di dirigersi verso l’atmosfera di Saturno, Cassini compierà 22 passaggi nello spazio “vergine” compreso tra Saturno e il più vicino dei suoi anelli, cercando di carpire i segreti celati in quella fetta inesplorata di spazio.

Le 22 orbite del Grand Finale di Cassini sono rappresentate in azzurro; in arancione l’ultima orbita che porterà la sonda a perdersi nell’atmosfera di Saturno il 15 settembre 2017. Immagine: NASA/JPL-Caltech

Lo scorso 27 aprile si è conclusa con successo la prima di queste orbite. Cassini, infatti, ha attraversato per la prima volta il lembo di spazio, largo appena 2500 km, compreso tra Saturno e i suoi anelli, “sfiorando” da un lato le nubi del pianeta e dall’altro il più interno dei suoi anelli. La buona riuscita di questo delicato passaggio non era così scontata. Il timore degli scienziati riguardava l’eventuale presenza di detriti che avrebbero potuto danneggiare il satellite. I dubbi si sono sciolti, tuttavia, quando solo 20 ore dopo il “tuffo” tra gli anelli Cassini ha inviato a Terra dati e immagini. Il secondo passaggio dei 22 previsti si è concluso lo scorso 2 maggio e Cassini continua ad essere in ottima salute.

 

Esagono in timelapse

Dopo il suo primo storico passaggio a un passo da Saturno, Cassini ha restituito una sequenza entusiasmante di immagini che immortala ad una risoluzione record di 810 metri per pixel l’esagono di Saturno. Si tratta di una struttura nuvolosa presente al polo nord del pianeta la cui origine è ancora molto dibattuta dagli scienziati. Il video raccoglie un’ora di osservazioni della sonda, da uno dei vortici della struttura verso il centro. Si tratta solo della prima serie di immagini ultra ravvicinate di Saturno restituite da questo “Grand Finale“, che non mancherà di fornire informazioni anche sulla gravità e il campo magnetico del pianeta, sulla natura e l’origine degli anelli e sull’atmosfera di Saturno.

 

Immagine box di apertura: NASA/JPL-Caltech

Immagine banner in evidenza: NASA/JPL-Caltech

 

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