Il pollo venuto dal medioevo

Molte piante e animali su cui si fonda la nostra agricoltura sono stati domesticati per la prima volta tra il paleolitico e il neolitico, ma da allora la loro evoluzione, guidata dalla mano dell’uomo, è stata tutt’altro che lineare. Il pollo, per esempio, ha una storia molto complessa e ancora oggi non del tutto nota. Secondo una ricerca pubblicata questo mese Molecular Biology and Evolution, per omelette e cotolette si dovrebbero ringraziare in particolare i monaci benedettini, che nel medioevo diedero inconsapevolmente un impulso decisivo a creare il pollo così come lo conosciamo ora….

 

Dal combattimento al piatto

Si pensa che il pollo si stato domesticato in Asia 8000 anni fa, e che almeno due specie (il gallo rosso, Gallus gallus, e il gallo grifio, Gallus sonneratii) abbiano contribuito a forgiare il suo genoma. Inizialmente sembra che lo scopo fosse principalmente il combattimento tra galli, e solo successivamente vari popoli (tra cui i romani) abbiano trovato i vantaggi di usarli come pietanza. Ma quando, e perché, si sono fissate nel pollo determinate caratteristiche? Per rispondere a questa domanda gruppo di genetisti ha cominciato a studiare due varianti ritenute fondamentali nel pollo moderno, TSHR (Thyroid Stimulating Hormone Receptor, associato a ridotta aggressività e più frequente deposizione delle uova) e BCDO2 (Beta-Carotene Oxygenase 2, responsabile del colore giallo delle zampe), analizzando sia campioni archeologici a partire da oltre 2000 anni fa, sia dei giorni nostri. Almeno per quanto riguarda TSHR, le analisi dei ricercatori indicherebbero chiaramente una fortissima selezione a partire da 1100 anni fa, nel bel mezzo dell’Europa medievale. Le zampe gialle, invece, sembrerebbero un contributo relativamente recente (un paio di secoli fa) arrivato dall’Asia.

 

Il digiuno stimola la creatività….

I ricercatori a questo punto si sono chiesti se nel medioevo fosse avvenuto qualcosa che poteva aver particolarmente stimolato l’allevamento di pollo, e in effetti è in questo periodo che si sono diffuse le regole benedettine del digiuno. Queste vietano il consumo di carne di quadrupedi, ma concedono una salvacondotto per pesce e uccelli. Questo, secondo i ricercatori, avrebbe fatto aumentare la domanda per carne di pollo e, assieme alla crescente urbanizzazione che avrebbe favorito il mantenimento di singoli animali nelle abitazioni (per latte, uova, e a volte carne) avrebbe intensificato la selezione artificiale portando a polli più mansueti e che deponevano le uova in modo slegato dai cicli stagionali. Insomma, se ogni anno è possibile allevare decine di miliardi di polli (spesso in spazi assurdamente ristretti) potrebbe essere anche essere a causa della nostra abitudine di inventare divieti divini, e della determinazione a interpretarli piuttosto elasticamente…

 

Immagine in apertura: Pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Immagine box: Pubblico dominia via Pixabay

Per la lezione

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