Le origini di Minoici e Micenei

Antropologia

Le civiltà minoica e micenea fiorirono in Grecia durante l’età del bronzo, tra il 3000 e il 1000 a.C.. Nonostante le vaste ricerche archeologiche e linguistiche, le loro origini e i rapporti con altri popoli dell’età del bronzo sono rimasti un rompicapo. Uno studio internazionale sul DNA antico, pubblicato su Nature, fa finalmente luce su questi aspetti.

 

Dai Minoici ai Micenei: la culla della civiltà occidentale

Le radici della civiltà minoica risalgono al 3100 a.C. e si perdono nella leggenda. Quella di Minosse, re di Creta, e del Minotauro, il mostro avido di carne umana, mezzo uomo e mezzo toro, rinchiuso nel labirinto del palazzo di Cnosso.

Gli splendidi affreschi e le sontuose architetture emerse con gli scavi raccontano di una cultura raffinata, che da Creta intratteneva rapporti commerciali in tutto il Mediterraneo orientale. Abbiamo anche testimonianze scritte, che però non siamo in grado di decifrare.

Alcuni dei magnifici affreschi minoici rinvenuti all’interno del palazzo di Cnosso, sull’isola di Creta (immagine: pixabay)

L’arrivo dei Micenei, intorno al 1400 a.C., segnò la fine della supremazia minoica. Questo popolo guerriero prende il nome dalla città fortificata di Micene, sede del re Agamennone che fece guerra a Troia. La lingua micenea, una forma precoce del greco, fa parte della famiglia delle lingue indoeuropee, parlate in tutta Europa e in Asia centrale e meridionale fin dagli albori della storia registrata.

 

Il mistero delle origini

Da dove provenissero questi popoli è stato oggetto di lunghi dibattiti. Tra le ipotesi vi sono migrazioni dall’Europa e dall’Asia Minore, in diversi momenti prima e durante l’età del bronzo. Ma mancava una prova decisiva, che è venuta grazie alle nuove indagini genomiche.

I ricercatori, provenienti dall’Howard Hughes Medical Institute, dall’Harvard Medical School, dal Max Planck Institute e dall’Università di Washington, hanno analizzato le sequenze di DNA antico estratte da ossa e denti di 19 individui scavati da tombe e altri siti in tutto l’Egeo.

La famosa maschera funeraria in oro conosciuta come “maschera di Agamennone”, rinvenuta a Micene da Heinrich Schliemann nel 1876 (immagine: Wikimedia Commons)

Tra questi vi sono 10 Minoici, 4 Micenei, 3 provengono dall’Anatolia sud-occidentale (che si trova nella moderna Turchia), uno da Creta dopo l’arrivo dei Micenei, mentre il più antico, rinvenuto sulla terraferma, precede la nascita di queste civiltà e risale al neolitico (5.400 a.C.). I campioni sono stati confrontati con altri 332 genomi antichi e 2.616 moderni, inclusi due cretesi.

 

Venuti dall’Oriente… e dalle steppe del nord

I risultati suggeriscono che Minoici e Micenei condividono gran parte del proprio patrimonio genetico. Circa i tre quarti della loro ascendenza risalgono ai primi agricoltori del Mar Egeo, diffusi in Anatolia occidentale, Grecia e isole greche. Ma, a differenza di questi e degli altri popoli dell’età del bronzo, vi sono parentele anche con le genti del Caucaso e dell’Iran.

Il genoma dei Micenei, inoltre, rivela affinità coi popoli delle steppe, a nord del Mar Nero e del Mar Caspio. Il popolo che parlava la prima lingua greca, quindi, potrebbe essere parte del ramo meridionale delle migrazioni che hanno contribuito alla diffusione delle altre lingue indoeuropee.

Resta da chiarire il momento in cui i comuni antenati orientali di Minoici e Micenei colonizzarono l’Egeo. I prossimi studi cercheranno anche di capire se il contributo “nordico” nel DNA dei micenei sia dipeso da un’unica migrazione, o da diverse ondate successive.

 

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