La sopravvivenza delle mezze misure?

Quando si parla di rischio di estinzione, le dimensioni degli animali minacciati contano. Così sì potrebbero riassumere i risultati di un ricerca pubblicata su PNAS che ha preso in considerazione tutti i vertebrati della lista rossa dello IUCN e individuato una relazione tra loro probabilità di estinzione e la loro massa corporea.

 

Estinzione di massa in corso

La biodiversità del pianeta sta diminuendo velocemente e molti indicatori hanno convinto gli ecologi che sia in corso la sesta estinzione di massa. Questa volta però non c’entrano meteoriti o altre catastrofi naturali: è la nostra specie a determinare lo sterminio, sia in maniera diretta, per esempio attraverso la caccia, sia “indiretta”, attraverso la distruzione degli habitat. Non tutte le specie, però, sono ugualmente a rischio di estinzione: almeno per i vertebrati, la taglia degli animali adulti sembrerebbe predire quanto la specie è minacciata.

 

Né troppo grande, né troppo piccolo

Partendo dalla lista rossa dello IUCN, il professore di ecologia William J. Ripple (Oregon State University) e i suoi colleghi hanno assemblato il più ricco database delle taglie dei vertebrati in termini di masse corporee, cercando di capire se e in che modo questa era correlata alla probabilità di estinzione. Tra i mammiferi, pesci cartilaginei e uccelli sembra che all’aumentare delle dimensioni corporee aumenti anche il rischio di estinzione. Invece per pesci, anfibi e rettili anche le specie troppo piccole risultano svantaggiate. Prendendo in considerazione tutti i gruppi questa relazione emerge in maniera ancora più netta: nell’Antropocene (su questo tema rimandiamo al nostro Come te lo spiego) a un vertebrato non conviene né essere troppo grande, né troppo piccolo. Per la precisione, nella distribuzione elaborata dai ricercatori, il rischio di estinzione comincia a salire man mano che ci si allontana dalla massa corporea di circa 35 grammi.

Relazione tra massa corporea e livello di minaccia nei vertebrati (Immagine: Ripple et al, Pnas, 2017)

Implicazioni per la conservazione

Nelle parole di Ripple: «Conosce in che modo le dimensioni di un animale sono correlate alla probabilità della specie di essere minacciata è un strumento per assegnare un rischio di estinzione alle tante specie di cui conosciamo poco». Ma se dimensioni degli animali permettono di prevedere il rischio di estinzione, le cause sono diversificate.

Secondo i ricercatori gli animali più piccoli sono minacciati in particolare dalla scomparsa degli habitat, mentre gli animali più grandi hanno più probabilità di essere uccisi direttamente con la caccia. In generale sono proprio gli animali più grandi e carismatici a ricevere più attenzione, mentre secondo questa ricerca il rischio per le specie più piccole era stato sottostimato. Non c’è comunque da stare allegri nemmeno per le mezze misure. Come ricordano gli autori sia i Davide che i Golia del regno animale hanno importanti funzioni nell’ecosistema, la loro estinzione inevitabilmente condiziona anche le altre specie.

 

Immagine in apertura: capodogli di Gabriel Barathieu [CC BY-SA 2.0] via Wikimedia Commons

Immagine box: Oliver Day, Oregon State University, via Flickr

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