Il tuo nome su Marte con Insight

Qualcuno ha criticato il suo modo di anticipare alcune scoperte (o presunte tali, come nel caso dei famigerati batteri all’arsenico), ma non si può negare che la NASA, anche per quanto riguarda la pubblicità, non è seconda a nessuno. Trattandosi di un ente pubblico, il coinvolgimento dei cittadini è sia una missione, sia una necessità, visto che i fondi provengono in massima parte dalle loro tasse. La nuova trovata? Inviare il proprio nome su Marte grazie alla missione Insight, prevista per il 2018.

 

In attesa dell’imbarco

Di tutte le missioni NASA, ora nessuna cattura di più l’immaginazione dell’esplorazione di Marte. Da qualche anno anche l’ipotesi di una missione con equipaggio umano entro i prossimi decenni sembra meno irrealistica. La NASA potrebbe inoltre avere un concorrente in questa impresa. L’imprenditore e inventore Elon Musk, le cui capsule Dragon, spinte da razzi in parte riutilizzabili, inviano regolarmente rifornimenti alla Stazione spaziale internazionale. Il mese scorso Musk ha dichiarato l’intenzione di portare un equipaggio su Marte addirittura nel 2024.

Anche se si tratta del genio visionario dietro a SpaceX, Tesla e altri progetti fantascientifici, in molti sono scettici che soli 7 anni ci separino da un traguardo così epocale. In ogni caso la NASA ha già molto lavoro da fare sul Pianeta Rosso: il lancio della sonda Insight è previsto per maggio 2018. Erede di Phoenix, si tratta di un altro robo-geologo ma, a differenza dei rover Curiosity e Opportunity, si tratta di un lander, cioè una sonda stazionaria.

Un lander è molto più economico di un rover ma nonostante il limite di non potersi spostare può fare molte osservazioni interessanti per gli scienziati. Insight per esempio trasporta lo strumento HP3 , soprannominato “La talpa”. Progettato per penetrare primi 5 metri della gelide rocce di Marte, è costituito da una specie di chiodo che martella sé stesso, trascinandosi dietro un nastro dotato di diversi sensori. È dalla sfortunata missione Beagle 2 che gli scienziati cercano di portare questo strumento sul Marte: l’obiettivo è misurare il calore che proviene dall’interno del pianeta, e nessun altro strumento, nemmeno dei rover, può arrivare a quella profondità.

Completano la suite di Insight un sismometro e una radio con la quale sarà possibile, grazie all’effetto doppler, misurare i piccoli spostamenti dell’asse del pianeta (nutazione), da cui sarà possibile dedurre dimensioni e consistenza del suo nucleo.

 

2 chip

Come creare un po’ di tifo per questo ambizioso lander? NASA ha ben pensato di proseguire con l’esperimento del primo volo di test di Orion, l’astronave in progettazione per le missioni umane: imbarcare virtualmente le persone scrivendo i loro nomi su un chip di silicio trasportato a bordo della sonda. Visto il rinvio della missione la NASA ha deciso di aggiungere un altro chip a quello già al completo previsto per Insight, estendo la deadline per l’imbarco fino al prossimo 1 novembre.

Per far volare il proprio nome su Marte basta andare sul sito dedicato e compilare il modulo con nome, cognome e nazionalità. Se invece avete già volato con Orion, basta inserire la mail e il cognome per avere una nuova carta di imbarco. L’iniziativa infatti prevede già un programma di fidelizzazione: chi vola di più con le sonde NASA può collezionare più punti e badge. Le prossime opportunità saranno il volo sperimentale di Orion intorno alla luna (2019) e la missione rover Mars 2020. Per ora il viaggio è virtuale, domani chissà.

 

Immagini: NASA

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