Vaccini e autismo: finalmente la sentenza

"Sai, sulle vaccinazioni di Filippo ho avuto tanti dubbi. Alla fine ho deciso di fargli fare soltanto quelle obbligatorie e non le raccomandate”. Le incertezze di questa giovane mamma sono soltanto le ultime di una lunga serie, ma vengono al momento giusto. Importanti novità proprio sul vaccino contro il morbillo, la parotite e la rosolia, che in Italia è una delle vaccinazioni raccomandate, fanno sì che si torni a parlare di vaccini.

La premessa innanzitutto: 

Nel 1998 Andrew Wakefield, un gastroenterologo britannico, pubblica sulla rivista Lancet un articolo in cui ipotizza, in base a una ricerca su otto bambini autistici, che la loro malattia potrebbe essere causata dal vaccino trivalente contro il morbillo, la parotite e la rosolia (detto vaccino MPR). La notizia dell’articolo di Wakefield è una bomba: lo riporta una fra le riviste mediche più autorevoli e credibili al mondo; riguarda una malattia diffusa e dalle cause all’epoca molto indefinite; concerne le vaccinazioni cui sono sottoposti ogni anno milioni di bambini. Non c’è giornale, radio e televisione di quasi ogni Paese che non ne parli. Il clamore è enorme e molti genitori in procinto di far vaccinare i propri figli si allarmano.
(perdonatemi, mi sono autocitata).
 
Ed ecco le novità. A fine gennaio 2010 il General Medical Council (GMC), l’equivalente britannico del nostro Ordine dei medici, ha stabilito dopo oltre cinque anni di indagini, che Andrew Wakefield ha commesso numerosi reati gravi.
 
Tanto per cominciare il vaccino MPR non causa l’autismo. Fin dal 2003 l’OMS aveva dichiarato che non c’erano prove per suggerire che il vaccino MPR fosse responsabile di questa malattia. Conferma e rafforza la dichiarazione dell’OMS l’analisi appena pubblicata dalla Cochrane Collaboration, l’autorevole gruppo indipendente che effettua revisioni sistematiche degli effetti degli interventi sanitari. Non c’è un solo studio che abbia mostrato un aumento del rischio di autismo ricondubile al vaccino contro il morbillo, mentre ci sono numerose ricerche di alta qualità che rassicurano sull’altissima sicurezza e sull’importanza del vaccino MPR, che è per questo somministrato a decine di milioni di bambini in ogni parte del mondo.
 
Ma Wakefield non è solo uno scienziato che non ci ha preso. Sempre secondo il giudizio del GMC Wakefield è stato “disonesto, irresponsabile e ha mostrato insensibilità e indifferenza per la sofferenza e il dolore”  e ha “abusato della fiducia accordata al suo ruolo di medico” mentre conduceva le sue ricerche nel cercare di dimostrare un collegamento fra il vaccino MMR e l’autismo. "Ha effettuato test invasivi e non giustificati dal punto di vista clinico sui bambini senza la necessaria approvazione del Comitato etico del suo ospedale".
 
E non è finita qui. Wakefield riceveva ingenti somme di denaro da studi legali specializzati in cause collettive. Gli avvocati che lo pagavano come perito di parte stavano infatti preparando una class action contro i produttori di vaccini e le agenzie di salute pubblica che li somministrano, con l’accusa di aver causato gravi danni ai bambini autistici. Mentre gli avvocati sognavano grasse parcelle, Wakefield ometteva di divulgare questo conflitto di interesse alla redazione di Lancet, che pubblicava l’articolo scientifico successivamente ritrattato. Qui l’elenco completo delle accuse contro Wakefield.
 
Un’altra frode importante, su cui non mi dilungo, è quella che cercava di propagandare il conservante a base di mercurio come un’altra causa di autismo: un ulteriore falso diffuso da altri ciarlatani che come Wakefield avevano interessi nella stessa causa collettiva.
 
Queste storie sono note da tempo e non varrebbe davvero più la pena di parlarne, se non fosse per la crisi maggiore di sfiducia che hanno generato verso i vaccini, i rimedi più efficaci, sicuri ed economici delle migliori medicine. Una crisi che non sembra finire mai.
 
 La riduzione delle vaccinazione e l'aumento dei casi di morbillo in seguito alla pubblicazione dei dati falsi di Wakefield.
 
Vale la pena chiarire anche un altro tema che spesso genera equivoci. Perché alcune vaccinazioni sono obbligatorie e altre raccomandate?
 
Le ragioni non sono tanto scientifiche, quanto storiche. Nel secolo scorso, quando sono cominciate le vaccinazioni di massa, una parte considerevole della popolazione era analfabeta; anche chi sapeva leggere e scrivere non è detto che fosse in grado di capire che i vaccini sono strumenti utili per proteggersi dalle malattie infettive. Così il legislatore di molti Paesi, fra cui l’Italia, aveva imposto per legge la somministrazione delle vaccinazioni (se non ci si presentava, venivano i carabinieri a casa!). La misura, certamente autoritaria, è stata straordinariamente efficace.
Oggi la situazione nei Paesi avanzati è ben diversa: con la scuola dell’obbligo (quasi) tutti sanno leggere e scrivere, e comprendere perché le vaccinazioni sono importanti è alla portata di gran parte della popolazione. L’obbligo per legge sarebbe una misura anacronistica. Restano perciò obbligatori per tutti i nuovi nati in Italia i vaccini in uso dal secolo scorso contro difterite, tetano, poliomielite, epatite virale B, mentre i preparati più recenti (MPR contro morbillo, parotite e rosolia; anti-pertosse e anti-Hæmophilus influenzæ b o Hib) sono raccomandati. Sono inoltre disponibili altri vaccini utili a prevenire malattie come l’influenza, le infezioni da pneumococco, la meningite C, la varicella e il papillomavirus umano (HPV).
È importante sottolineare che l’obbligatorietà non è una misura dell’importanza di un vaccino: un’immunizzazione raccomandata, o anche soltanto disponibile, è oggi altrettanto prioritaria di una vaccinazione obbligatoria. L’unica differenza è che si tratta di una libera scelta e non di un’imposizione.
(Mi sono citata di nuovo, un vizio ormai!)
 
In conclusione, chi non ha dubbi prima di vaccinare i propri figli? Le incertezze sono legittime. L’importante è chiarirle affidandosi a fonti autorevoli e non ai siti che disseminano paure infondate a spese di bambini che, se non vaccinati, corrono sì grandi rischi. Sì, perché perfino il morbillo non è un’innocua affezione del buon tempo antico: può provocare cecità, danni cerebrali e anche uccidere (rosolia e parotite non sono da meno). Oggi buona parte delle malattie infettive è evitabile. Perché rischiare?
 
*** *** ***
 

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Commenti [14]

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  1. Riccardo

    E bravi i nostri medici, che sono riusciti nell’intento di insabbiare tutto, proprio come vuole fare la Glaxo.
    Vi invito a leggervi questo articolo, ma se non credete a questo cercate su google mercurio Simpsonwood.
    Smettiamola di fare falsa informazione e di difendere gli interesse delle lobby farmaceutiche, grazie
    Parlo da padre di bimbo autistico, intossicato (guarda caso) da mercurio
    http://www.tremante.it/index_file/Page6144.html

    Per quanto riguarda poi la frase “Un’altra frode importante, su cui non mi dilungo, è quella che cercava di propagandare il conservante a base di mercurio come un’altra causa di autismo: un ulteriore falso diffuso da altri ciarlatani che come Wakefield avevano interessi nella stessa causa collettiva.” invito a leggere sempre l’articoletto sul congresso di Simpsonwood, da cui cito:
    “Ero veramente sbalordito per ciò che vidi” disse Verstraeten a tutti i riuniti a Simpsonwood, citando lo strabiliante numero di studi recenti che indicavano un collegamento tra il thimerosal e ritardo verbale, disordine da deficit di attenzione, iperattività e autismo. Fin dal 1991, quando il CDC ela FDA avevano raccomandato tre vaccini aggiuntivi legandoli alla prevenzione da fornire a livello infantile (in un caso a poche ore dalla nascita), il numero stimato di casi di autismo era cresciuto di 15 volte, da 1 su 2500 a 1 su 166 bambini”

    Anche questo medico è un ciarlatano?
    E’ per questo che faceva parte del CDC, che è stata convocata una riunione in gran segreto e che successivamente è stato assunto dalla Glaxo?

    Rispondi

    • Lisa Vozza

      Gentile Riccardo,

      l’esito delle indagini della Cochrane collaboration e dell’Ordine dei medici britannico è davvero una buona notizia, anche per le famiglie dei bambini autistici.

      Provo a spiegarle meglio perché. La Cochrane collaboration, che ha tirato le file dei numerosissimi studi condotti negli ultimi dieci anni sull’ipotesi che i vaccini causino l’autismo, è stata condotta da medici ed epidemiologi volontari, indipendenti da produttori di vaccini, agenzie di salute pubblica o chiunque possa avere un conflitto di interesse in merito. Unico scopo dell’indagine è stato stabilire da che parte stanno le prove scientifiche. E l’esito è davvero chiarissimo: i vaccini non causano l’autismo.

      Ormai i risultati degli studi sono talmente convincenti che diversi genitori di bambini autistici hanno preso le distanze da queste ipotesi ormai screditate e prive di fondamento. Alison Singer, per esempio, ha un fratello e una bambina autistici ed è stata per anni alla testa di Autism Speaks, un’associazione americana di genitori di bambini autistici. Nel 2009 ha rassegnato le dimissioni dalla direzione della comunicazione dell’Associazione con queste parole, riportate in un’intervista a Discover Magazine:

      “In generale, non sono d’accordo con una politica che dice ‘Malgrado quello che dicono gli studi, sono necessarie ulteriori ricerche’. A un certo punto uno deve dire: ‘Alla domanda che abbiamo posto sono state date risposte. È il momento di andare oltre’. Dobbiamo essere capaci di dire: ‘Sì, siamo ormai convinti che la Terra è tonda’”.

      Sempre Alison Singer ha detto, in una recente intervista al Guardian:

      “Il denaro non è infinito, e ogni dollaro speso per cercare dove sappiamo che non c’è la risposta è un dollaro di meno che possiamo spendere dove potremmo trovare nuove risposte. Il fatto è che i vaccini salvano vite e non causano l’autismo”.

      Particolarmente toccante è il resoconto di Alison Singer, pubblicato sul sito della CNN, dopo la notizia che l’articolo di Wakefield su Lancet era stato ritrattato. Ne riporto qui una traduzione parziale:

      “Poiché mia figlia maggiore aveva ricevuto una diagnosi di autismo, avevo letto lo studio di Wakefield con attenzione. Quando è venuto il momento di vaccinare mia figlia più piccola, nel 1999, ho deciso di seguire il suo consiglio e separare le vaccinazioni. A posteriori comprendo che quella decisione ha esposto senza motivo mia figlia al rischio di malattie prevenibili con i vaccini e, in tutta franchezza, non ha affatto diminuito la probabilità che pure lei potesse ricevere una diagnosi di autismo”.

      L’articolo è fra l’altro interessante perché fa il punto sullo stato delle ricerche sull’autismo, il cui risultato forse più rilevante, pubblicato nel 2009 sulla rivista Nature, ha messo in evidenza una serie di geni presenti nel 15% dei casi di autismo.

      Alison Singer ha nel frattempo fondato la Autism Science Foundation, un’associazione che dovrebbe aiutare a distinguere le strade promettenti e autorevoli della ricerca dai venditori di fumo e dai vicoli ciechi. Ci sono numerosi esempi in cui l’attenzione rigorosa di gruppi di pazienti allo sviluppo della ricerca scientifica e il sostegno al lavoro dei ricercatori hanno avuto un ruolo attivo, positivo e determinante per la crescita della conoscenza, della capacità di diagnosi e della scoperta di terapie innovative.

      Chiudo con le parole di Camille Clark, una donna americana lievemente autistica e madre di due figli, uno dei quali malato della stessa malattia:

      “Io non voglio che nessuno dica che mio figlio è stato ‘avvelenato’ o che è una ‘conchiglia vuota’; né voglio che i tassi di vaccinazione scendano così in basso che la mia famiglia o chiunque altro sia colpito da epidemie di malattie prevenibili con i vaccini”.

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  2. Riccardo

    Mio figlio è autistico, ma non per i vaccini, per le amalgame della madre. Anche mio figlio è intossicato da mercurio, analisi alla mano.
    Quindi non tutti gli autistici lo sono per causa dei vaccini, anche le amalgame contengono mercurio.
    Questo non toglie che molti sono autistici SOLO per corla dei vaccini.
    Sto parlando con decine di genitori di bambini autistici, e quasi tutti hanno avuto pesanti ricadute dopo i vaccini.
    Solo coincidenze?
    Il congresso di Simpsonwood mi pare che dica esattamente in contrario, e che le stesse case farmaceutiche ammettano le loro colpe.
    Mi piacerebbe vedere come hanno condotto questi studi, perchè vanno considerate queste cose:
    - L’autismo è causato dal mercurio, non dai vaccini di per sè, quindi i vaccini che non contengono Thimerosal non devono essere considerati. Quelli invece contengono alluminio, che provoca altri danni, ne vogliamo parlare?
    - L’autismo può quindi anche essere causato dalle amalgame dentarie della madre, questo l’hanno considerato?
    In Cina, prima dell’ingresso dei vaccini, non esisteva l’autismo. Ora hanno 2 milioni di autistici. Coincidenze?

    Smettiamola di prenderci in giro. Il mercurio è il secondo elemento più tossico al mondo dopo il plutonio, bene non fa.
    Se vogliono prenderci in giro per salvare le case farmaceutiche, lo dicano apertamente.
    Se vogliono dimostrarci che il mercurio non fa male, abbiano il coraggio di farsi una bella iniezione di mercurio, dopo ne riparliamo.

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    • Lisa Vozza

      Gentile Riccardo,

      le riporto la parte del libro I vaccini dell’era globale in cui ho trattato il tema del mercurio nei vaccini.

      Mercurio nei vaccini: perché?

      Qualcuno, sentendo parlare di mercurio, potrebbe ritenere che la sola idea di immettere nell’organismo – per qualsiasi ragione – questa sostanza è un po’ sconvolgente. Il mercurio è in effetti conosciuto come un potente neurotossico, un veleno per il sistema nervoso, fin dalla vicenda della baia giapponese di Minamata dove un’industria chimica aveva scaricato in mare fin dagli anni Cinquanta dosi massicce di questa sostanza. Oltre 3000 persone che si sono nutrite degli animali pescati nella baia si sono ammalate gravemente e 600 sono morte. La causa – si scoprì in seguito – era l’avvelenamento da mercurio.
      Se il mercurio è un neurotossico, come mai si è deciso di usarlo come conservante dei vaccini? La decisione risale ad almeno quindici anni prima dell’incidente di Minamata. Oggi i vaccini sono confezionati in fiale monodose, da usare per una singola vaccinazione, ma per buona parte del secolo scorso le industrie hanno prodotto fiale multiuso, utilizzabili per più di una iniezione. Medici e infermieri estraevano dalla fiala ogni dose tramite una siringa, con l’ago che entrava nella fiala attraversando un tappo di gomma. Le siringhe non erano «usa e getta» e quindi è accaduto più di una volta che nel corso di questa procedura il vaccino si sia contaminato con alcuni batteri.
      In seguito a due gravi episodi di infezione in America, nel 1916, e in Australia, nel 1928, le autorità sanitarie di diversi Paesi hanno stabilito che le fiale multidose dei vaccini dovessero contenere una sostanza in grado di uccidere eventuali batteri. In quegli anni la scelta delle sostanze antibatteriche era piuttosto limitata (gli antibiotici non esistevano ancora) e fra gli antisettici più efficaci c’erano alcuni derivati del mercurio (qualcuno ricorderà forse il mercurocromo, un disinfettante per ferite di colore rosso brillante). Per i vaccini si scelse l’etilmercurio, un conservante efficace e non tossico, combinato con un’altra sostanza (il tiosalicilato) a formare quello che è poi stato chiamato tiomersale. Come facciamo a sapere che il tiomersale non è tossico? Innanzitutto la sostanza era stata testata negli animali prima di essere somministrata agli esseri umani. Inoltre il tiomersale era già stato utilizzato nell’uomo nel 1929, durante un’epidemia di meningite, nella speranza che potesse contenere il contagio. Da quel tentativo si è scoperto che il tiomersale non è in grado di uccidere i batteri che causano la meningite, ma è sicuro: persone iniettate nel corso di quell’epidemia con una dose pari a 2 milioni di microgrammi (10 000 volte la dose contenuta nei vaccini) non hanno mostrato alcun segno di avvelenamento da mercurio. Se l’etilmercurio contenuto nel tiomersale non è un neurotossico, come mai il mercurio sciolto nelle acque di Minamata invece lo è? La formula chimica del metilmercurio, questo il nome della sostanza scaricata in mare dalle industrie, è CH3Hg+, mentre quella dell’etilmercurio è C2H5Hg+: fra le due molecole ci sono un atomo di carbonio e due di idrogeno in più o in meno. La differenza, seppur minima, è la causa degli effetti nocivi del metilmercurio. Forse ricorderete la vicenda del vino adulterato con il metanolo, che anni fa provocò la morte di parecchie
      persone in Italia. L’etanolo, l’alcol che si trova di norma nel vino, differisce anch’esso solo per un gruppo -CH2 dal metanolo, ma è proprio quel gruppo di tre atomi a rendere il metanolo un potente
      veleno.
      L’etilmercurio non provoca effetti tossici perché è eliminato in maniera veloce dal nostro organismo, mentre ogni volta che mangiamo metilmercurio con il pesce lo accumuliamo, dal momento che il nostro corpo non lo sa smaltire in modo altrettanto efficace.
      [...]
      Un bambino ha più possibilità di ammalarsi di sindromi autistiche se gli è stato inoculato un vaccino conservato con il tiomersale, rispetto a un bambino che ha ricevuto un vaccino che non conteneva quella sostanza?
      A partire dalla metà degli anni Novanta le autorità di sanità pubblica di molti Paesi avviano studi su diverse centinaia di migliaia di casi di bambini vaccinati e non, per rispondere a queste domande. Le risposte che emergono (sono ormai oltre venti gli studi condotti in molti Paesi, fra cui Stati Uniti, Canada, Finlandia, Danimarca, Svezia) sono negative:[..] il numero di casi di sindromi autistiche è pari [...] fra i bambini che hanno o non hanno ricevuto vaccini conservati con il tiomersale.

      Di amalgame non mi sono mai occupata, ma ho qualche dubbio che possano avere un nesso causale con l’autismo. Data la grande diffusione delle amalgame nella popolazione, statisticamente il numero dei casi dovrebbe essere molto maggiore; inoltre sempre per la statistica madri con denti meno sani e più amalgame dovrebbero avere in media più figli autistici rispetto a madri con denti sani, ma non mi pare di aver mai letto studi rigorosi che riportassero risultati simili.

      Rispondi

  3. Riccardo

    Ok, ho letto tutto.
    Mi dispiace dirlo, ma ripeto, sono balle.
    Non voglio fare il presuntuoso, ma ripeto, sono in contatto con decine di genitori di bambini autistici, tutti contaminati dal mercurio, esami alla mano…
    Inoltre ripeto, basta cercare su internet congresso di Simpsonwood per vedere CHE LE STESSE CASE FARMACEUTICHE HANNO AMMESSO IL NESSO TRA MERCURIO E AUTISMO E HANNO STABILITO CHE BISOGNA FARE TUTTO IL POSSIBILE PER DIMOSTRARE IL CONTRARIO…
    Ricordo inoltre, riguardo l’ultima osservazione (Data la grande diffusione delle amalgame nella popolazione, statisticamente il numero dei casi dovrebbe essere molto maggiore) che i bambini autistici sono passati da 1 su 2.000 degli anni 80 a 1 su 166 dei primi anni 90 ad addirittura 1 su 98 ai giorni nostri.
    Non mi sembrano pochi…
    Il mercurio viene rilasciato dalle amalgame nel giro di 20-30 anni.
    Se una madre fa otturazioni verso i 15 anni e ha un figlio entro i 20-25 anni è molto probabile che nel suo organismo non ci sia abbastanza mercurio per intossicare il feto. Discorso diverso se il bimbo lo mette alla luce 20-30 anni dopo aver fatto le otturazioni (come nel caso di mia moglie)
    Mia moglie ha anche altri problemi dovuti al mercurio, ma ci stiamo ancora studiando. Se scopriremo che anche quelli sono causati dal mercurio, cercherò di mettere al corrente più persone possibili. Trovo che sia corretto che la gente sappia come curarsi…

    P.S.: Se non è il mercurio a causare l’autismo, perchè chi si cura con la chelazione guarisce? La chelazione altro non è che un’operazione che consente al corpo di espellere i metalli pesanti, per lo più mercurio, piombo e alluminio.

    La invito a cercare il congresso di Simpsonwood su google prima di rispondermi

    Grazie

    Rispondi

    • Lisa Vozza

      Gentile Riccardo,

      sul resoconto della riunione di Simpsonwood da parte di Robert Kennedy può leggere questa lunga citazione che le ho tradotto quasi integralmente. È tratta da Autism false prophets (I falsi profeti dell’autismo), di Paul Offit, fra i massimi esperti di vaccini al mondo. Le royalties sui diritti d’autore di questo libro sono destinati interamente a ricerche sull’autismo.

      Robert F. Kennedy Jr. il terzo figlio dell’ex attorney general Robert F. Kennedy, lavorava per l’Hudson RiverKeepers, un’associazione dedita a evitare che nel fiume Hudson venissero riversati inquinanti pericolosi. In questo ruolo Kennedy aveva sviluppato un interesse per gli avvelenamenti da mercurio. A giugno ’95 Kennedy pubblicava un articolo sulla rivista Rolling Stone, intitolato “Deadly Immunity” (Immunità letale). Fin dall’incipit l’articolo aveva un tono sinistro.
      “A giugno 2000 un gruppo di scienziati e funzionari di punta delle agenzie di salute pubblica si incontravano a un convegno nel remoto centro congressi di Simpsonwood, a Norcross, in Georgia. Convocato dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, il convegno era tenuto rigorosamente segreto. I CDC non pubblicavano alcun annuncio pubblico di tale sessione, ma inviavano soltanto inviti personali a 52 partecipanti. I funzionari dei CDC ricordavano più volte ai partecipanti che tutti i dati scientifici in discussione erano sotto stretto embargo”.
      Sfortunatamente l’articolo di Kennedy conteneva molti errori, uno dei quali era proprio questa frase. Infatti Tom Verstraeten, [NdT un esperto di Epidemic Intelligence, all’epoca funzionario dei CDC, che analizzando la relazione fra la quantità di mercurio nei vaccini e il rischio di sviluppare l’autismo aveva concluso che essa “non era statisticamente significativa”] presentava i suoi dati a una conferenza pubblica ai CDC qualche settimana dopo la conferenza di Simpsonwood.
      L’articolo di Kennedy conteneva altre imprecisioni. Kennedy scriveva:
      (1) “[I CDC] impedivano la pubblicazione dei risultati di Verstraeten, sebbene essi fossero stati proposti per la pubblicazione immediata, e dicevano ad altri scienziati che i dati erano andati ‘persi’ e non si sarebbero potuti replicare”.
      Verstraeten pubblicava il suo studio soltanto dopo che i problemi presentati dai dati preliminari erano stati risolti.
      (2) “Per bypassare il Freedom of Information Act, [i CDC] consegnavano il loro gigante database con i registri delle vaccinazioni a una società privata, vietando l’accesso a tali informazioni ai ricercatori”.
      I genitori dei bambini i cui dati di vaccinazione erano contenuti nel database avevano consentito di partecipare a tali studi con l’accordo che le loro informazioni mediche sarebbero rimaste confidenziali.
      (3) “Il tiomersale sembrava essere responsabile della drammatica crescita dei casi di autismo”.
      Durante questa investigazione preliminare Verstraeten aveva trovato che il tiomersale avrebbe potuto essere forse responsabile di alcuni problemi neurologici [NdT Studi successivi hanno negato che questo potesse essere il caso, nelle dosi utilizzate nei vaccini], ma l’autismo non era fra questi.
      (4) “All’epoca in cui Verstraeten pubblicava il suo studio nel 2003, era andato a lavorare per la GlaxoSmithKline e aveva rielaborato i suoi dati per insabbiare la correlazione fra tiomersale e autismo”.
      A influenzare la revisione di Verstraeten non erano stati i funzionari della GlaxoSmithKline, ma i 50 ricercatori di Simpsonwood. [NdT In un altro passo del libro si legge che a Simpsonwood ascoltando i dati di Verstraeten alcuni epidemiologi si erano immediatamente accorti che “lo studio presentava errori”, che “richiesero 3 anni per essere corretti e rivisti”. Al termine dei tre anni Verstraten “trovò che i suoi dati preliminari erano stati fuorvianti: il mercurio nei vaccini non causava alcun danno”].
      (5) “Nel 1930 [la Ely Lilly] aveva testato il tiomersale somministrandolo a 22 pazienti affetti da meningite terminale, che morirono tutti nel giro di poche settimane dalla somministrazione – un fatto che la Lilly non si preoccupò di riportare nel suo studio in cui dichiarava che il tiomersale era sicuro”.
      I pazienti erano morti di meningite e non di avvelenamento da mercurio.
      (6) “All’età di 6 mesi [ai bambini] veniva iniettato un livello di mercurio 187 volte superiore al limite di esposizione giornaliera fissato dell’EPA.
      Le concentrazioni in effetti erano superiori di 2 volte, ma il limite fissato dall’EPA riguardava il metilmercurio e non il tiomersale.
      (7) “Molti di coloro che sedevano nel comitato consultivo dei CDC e che sostenevano i vaccini supplementari [contenenti tiomersale] avevano rapporti stretti con l’industria. Il Dr. Sam Katz, un consulente retribuito da molti produttori di vaccini, è contitolare di un brevetto su un vaccino anti-morbillo della Merck”.
      Sebbene Sam Katz avesse fatto parte del gruppo di ricerca che ad Harvard ha sviluppato il primo vaccino anti-morbillo, egli non ha mai depositato un brevetto su tale scoperta.
      (8) “Quattro degli otto consiglieri dei CDC che hanno approvato le linee guida per un vaccino contro il rotavirus con aggiunta di tiomersale avevano conflitti di interesse di tipo finanziario con con le aziende farmaceutiche che stavano sviluppando diverse versioni del vaccino”.
      Nessun vaccino contro il rotavirus ha mai contenuto tiomersale.
      [...]
      Inondato di lettere e email di rettifica dei molti errori di Kennedy, Rolling Stone pubblicò una serie di smentite il 17, 22 e 24 giugno.

      Sempre nel libro di Offit si parla estesamente della chelazione dei metalli pesanti, una terapia senza alcuna validità scientifica, “non approvata dall’FDA, mai testata adeguatamente nei bambini e di cui non è mai stata provata la capacità di causare l’escrezione dei metalli pesanti”.

      Riguardo all’aumento dei casi di autismo, molti esperti ritengono che ciò sia in realtà dovuto a una crescita apparente dovuta a un cambiamento dei criteri diagnostici (ricadono oggi sotto l’ombrello delle cosiddette sindromi autistiche casi lievi, che un tempo erano classificati come stranezze di carattere, e casi molto gravi, che una volta erano considerate psicosi).

      Infine mi permetto di segnalarle che le informazioni che mi sono data la pena di riportarle, e che lei ha definito come “tutte balle” sono documenti pubblicamente consultabili, frutto di ricerche rigorose da parte di scienziati autorevoli, pubblicate su riviste scientifiche che sottopongono i contenuti a un’accurata revisione da parte di esperti. Lo stesso non si può dire di Rolling Stone, che non è una rivista scientifica, né di Robert Kennedy, che non è mai stato un ricercatore.

      Rispondi

      • Liberi Dai Vacicni

        Lisa Viozza – Si faccia un po’ di risciacqui a base di mercurio e sali di mercurio, poi, se è ancora viva, continui pure a scrivere queste fesserie ! Cordialmente e senza rancore…

        Rispondi

  4. Daniela

    E’ sicuramente importante avvalersi dell’evidenza scientifica per dimostrare qualsivoglia teoria senza diventare preda di ciarlatani e imbroglioni.
    Non basta tuttavia riportare in un articolo la conclusione di questo o quel comitato scientifico per dimostrare che un’affermazione sia vera.
    In questo caso, se la teoria da confermare o da smentire è l’intossicazione da mercurio, bisognerà innanzitutto illustrare in termini chiari e comprensibili quali si studi si sono compiuti e con quali risultati in termini numerici. Affermare che la tal comunità scientifica dice che non si è mostrata evidenza scientifica di un rapporto tra mercurio e autismo non vuol dire che ciò sia vero per partito preso. La comunuità civile dovrebbe avere la possibilità di valutare in che modo si è sviluppato lo studio, al fine di avvalorarne la correttezza, e quali risultati in termini numerici ha prodotto. Altrimenti si chiede alla popolazione di credere ai dottori come si crede a Dio.
    E’ inoltre fondamentale riportare in termini semplici e chiari ogni studio, non tanto per rendere comprensibili ai più difficili principi scientifici, ma al fine di verificare che non siano snaturati i termini di una ricerca.
    Per fare un esempio concreto del caso in questione, va spiegato bene cos’è il tiomersale, in quale percentuale è presente nei vaccini, se è l’unica fonte di mercurio che i vaccini contengono. E soprattutto in che modo è stato condotto lo studio che ha decretato che non c’entra con l’autismo!
    Vorrei a tal proposito sottolineare che ogni studio serio che vuole avvalorare o smentire l’ipotesi di partenza, deve partire con lo studio di 4 campioni di bambini: uno sano e vaccinato, uno sano non vaccinato e uno non sano e vaccinato e uno non sano e non vaccinato. A quel punto vanno analizzate le quantità di mercurio presenti nell’organismo. Dunque alla fine si deve capire prima di tutto se il mercurio c’entra o no con la malattia, e in secondo luogo se è il mercurio presente nel vaccino a determinare l’intossicazione. Per esempio un bambino vaccinato che non è entrato in contatto con altre fonti di mercurio può essere meno a rischio di uno stesso bambino che oltre alla vaccinazione ha subito ulteriori contaminazioni.
    Se non si parte a vagliare tutte queste ipotesi, quindi se non si cerca di aprire strade nuove, non si potrà arrivare ad altro che a una relazione negativa, non essendoci ad oggi nessun preliminare studio sulle cause dell’autismo.
    Magari questo studio è stato fatto, allora si pecca di comunicazione non chiara. Oppure questi studi non ci sono, allora va riaperto il caso.

    Rispondi

    • Lisa Vozza

      Gentile Daniela,

      la non esistenza dell’associazione fra tiomersale e autismo è provata da oltre venti studi condotti in molti Paesi, fra cui Stati Uniti, Canada, Finlandia, Danimarca, Svezia, nei quali si è visto che il numero di casi di sindromi autistiche è pari fra i bambini che hanno ricevuto vaccini conservati con il tiomersale e i bambini che hanno ricevuto vaccini senza tale conservante. Gli studi, tutti molto autorevoli, hanno seguito le procedure epidemiologiche standard per questo tipo di analisi e sono stati pubblicati su giornali scientifici autorevoli, in seguito a un’attenta revisione da parte di esperti.

      Se vuole approfondire può leggere le referenze che seguono, soltanto un piccolo campione fra le numerosissime che potrei citarle:

      Autism and thimerosal-containing vaccines: lack of consistent evidence for an association.
      Stehr-Green P, Tull P, Stellfeld M, Mortenson PB, Simpson D.
      Am J Prev Med. 2003 Aug;25(2):101-6.

      Thimerosal and the occurrence of autism: negative ecological evidence from Danish population-based data.
      Madsen KM, Lauritsen MB, Pedersen CB, Thorsen P, Plesner AM, Andersen PH, Mortensen PB.
      Pediatrics. 2003 Sep;112(3 Pt 1):604-6.

      Thimerosal exposure in infants and developmental disorders: a prospective cohort study in the United kingdom does not support a causal association.
      Heron J, Golding J; ALSPAC Study Team.
      Pediatrics. 2004 Sep;114(3):577-83.

      In merito alle cause delle sindromi autistiche, la rivista Nature ha pubblicato nel 2009 i risultati del più ampio studio genetico mai effettuato su queste malattie, condotto su oltre 10 000 individui e guidato da un gruppo di ricerca del Children’s Hospital di Philadelphia. Dallo studio sono emersi diversi geni come probabili candidati per un ruolo causale nel predisporre i bambini allo sviluppo delle sindromi autistiche.
      A questo e a questo link può approfondire i risultati degli studi.

      Altre informazioni attendibili in tema, in italiano, si trovano sul sito di Autismo Treviso onlus, un’associazione di genitori e parenti di persone con autismo e disturbi generalizzati dello sviluppo.

      Non avevo scritto in esteso di questo argomento sul post poiché la notizia non è nuova e inoltre ne avevo già parlato diffusamente nel libro I vaccini dell’era globale.

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  5. piergiorgio bertucci

    Io credo che la sua esposizione sia perfetta…garbata e precisa.
    Purtroppo molte persone, in buona fede, parlano di “guarire l’autismo con la chelazione”, non vedono altro quel che vogliono sentire e non sentono altro che quel che vogliono sentire.
    E’ triste vedere di molte persone che non sanno quello che dicono.
    I vaccini, come ogni altro farmaco, sono gravati anche da effetti collaterali. A volte gravi. E una persona che subisca un danno da vaccinazione ha diritto ad essere risarcita.
    I vaccini restano una delle armi più efficaci a favore della sanità pubblica.
    Ma non bastano le evidenze, non basta la scienza, non basta tutto quanto possiamo dire.
    Chi vorrà credere a fandonie e leggende metropolitane, ahinoi, ci crederà sempre, e non esisteranno argomentazioni atte a far loro valutare altri aspetti della situazione.

    Un ottimo lavoro, comunque. Grazie.

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