Per una didattica laboratoriale produttiva (anche) con l’aiuto del digitale

Come conciliare le attività didattiche laboratoriali con l’insegnamento di una grande mole di contenuti disciplinari come spesso siamo chiamati a fare? Le due opzioni possono sembrare incompatibili tra loro e far lavorare gli studenti in modo attivo, laboratoriale o in gruppo, ci sembra portar via troppo tempo alla trasmissione di contenuti fondamentali e al loro apprendimento. Da qui la scelta più facile e apparentemente efficace di una didattica tradizionale che ci aiuti a ‘svolgere e completare il programma’. A cambiare paradigma e risolvere il dilemma didattico vengono in nostro soccorso due libri 5 Practices for Orchestrating Productive Mathematics Discussion e 5 Practices for Orchestrating Task-Based Discussion in Science  rivolti all’area scientifica, ma generalizzabili su tutte le discipline.

Il consiglio centrale che forniscono, una sorta di uovo di Colombo didattico, è quello dell’incompletezza: non sentirsi vincolati a far esporre a ciascun studente o gruppo il proprio lavoro, in una carrellata espositiva che mal si presta ai tempi ridotti di molti di noi (magari con poche ore di lezione a settimana in una classe). Meglio scegliere invece solo pochi lavori da presentare alla classe sulla base del loro collegamento con i contenuti della lezione e secondo un filo conduttore didattico da noi preordinato e pianificato in precedenza. Il tutto finalizzato a una tabella di marcia su argomenti e contenuti successivi, come da ‘programma’, ma con il coinvolgimento attivo degli studenti che costruiscono così in forma personale il loro sapere.

Quali sono le fasi di questo paradigma didattico?

Per fare tutto ciò possiamo seguire le 5 tappe consigliate in questo percorso didattico:

  1. Anticipare prima della lezione quelle che possono e le possibili risposte o le strategie di soluzione degli studenti al problema o lavoro di gruppo. Decidere così quali tra queste risposte, percorsi, o procedure sia utile per introdurre gli argomenti e le spiegazioni successive in modo da indirizzare l’attività nella direzione didattica scelta.
  2. Monitorare e osservare gli studenti mentre lavorano in aula per guidarli verso i risultati attesi con domande e richieste di argomentare le loro conclusioni. In questa fase il docente può assicurarsi che tutti siano coinvolti nell’attività e stimolarli alla partecipazione.
  3. Selezionare i lavori che rispondono all’obiettivo didattico e per presentarli alla classe. Si possono comunque accettare alcuni contributi volontari di studenti che desiderino descrivere il loro percorso per apprezzare il loro ma mantenendo il controllo sul flusso della lezione .
  4. Ordinare  lavori scelti in base ad un’opportuna sequenza. Per es. dal più semplice al più complesso, dal più concreto al più astratto (valorizzando anche approcci meno sofisticati anche in ottica BES). Questa fase permette di porre l’attenzione su preconcetti e di confrontare le strategie possibili evidenziando quelle  migliori per risolvere un problema.
  5. Collegare o meglio, aiutare gli studenti a farlo, le presentazioni ad altri contenuti noti o nuovi e evidenziando differenze e tra i diversi approcci e traendo conclusioni.

Di fatto l’attività laboratoriale e per scoperta diventa uno strumento per introdurre nuovi concetti e procedure dando il tempo, ma senza perderne  troppo, agli studenti di farli propri con tentativi e strategie personali o di gruppo .

 

Quali strumenti e ambienti digitali sono utili per queste attività didattiche?

L’impresa può sembrare di non semplice attuazione per la delicata fase di anticipazione e selezione dei lavori. Ma se decidiamo di farci aiutare dal digitale abbiamo a disposizione un ambiente online dedicato allo scopo, Teacher Desmos (con la sua nuova funzionalità Snapshot creata specificamente per questo tipo di attività) e altri strumenti di raccolta e presentazione delle risposte degli studenti quali Nearpod.

 

Di  Teacher Desmos abbiamo già parlato in altri articoli che potete trovare qui e qui.

Dai corsi di Formazione in Rete Zanichelli si ricava una playlist di video che ci aiuta a orientarci nel suo funzionamento.

 

Il software permette di predisporre percorsi di apprendimento esplorativi e laboratoriali.Lo studente ha la possibilità di modificare e completare grafici e tabelle, disegnare ‘a mano libera’ e tracciare immagini, inserire testi brevi, porre domande e motivare le risposte date.

Il punto di forza di Teacher Desmos è che il docente, sia che faccia  svolgere il lavoro agli studenti a casa, sia che lanci l’attività a scuola in un laboratorio di informatica (nel qual caso può prendere il controllo delle schermate mettendole in pausa e indirizzandole su diapositive specifiche), visualizza in chiare schermate le sintesi delle risposte degli studenti. E può usare lo strumento Snapshot per ‘fotografare’ le risposte più interessanti o utili, e ritrovarle quindi nella cartella apposita dove può raggrupparle secondo l’ordine che preferisce e presentarle alla classe (con il bottone ‘present’).

Nelle due immagini sopra un esempio di attività per la matematica tratta da Marbleslides: Periodicsdove gli studenti inserendo opportune funzioni riescono a colpire, al lancio di una pallina, alcune stelline opportunamente collocate dal sistema sullo schermo. Le schermate delle risposte degli studenti sono catturate e raggruppate dal docente per introdurre le funzioni periodiche e le differenze grafiche date da funzioni con periodi diversi.

Anche Nearpod permette di visualizzare schermate riassuntive in diretta d’aula (in questo caso presupponendo la possibilità di far lavorare gli studenti su dispositivi personali o di gruppo). E anche qui il percorso di apprendimento viene predisposto dal docente con diapositive che permettono ai ragazzi di inserire attività di disegno, di risposta aperta, di sondaggi e anche bacheche di scrittura collaborativa. Il docente può quindi selezionare all’interno di schermate riepilogative alcune risposte, soluzioni o procedure e proiettare direttamente sugli schermi di tutti gli studenti.Non è invece possibile selezionare più risposte per ordinarle in gruppi e sequenze di presentazione.

Nelle immagini sopra due esempi  in Nearpod di videate con il pulsante Share con cui il  docente che può decidere di inviare alcuni elementi scelti sui dispositivi degli studenti.

 

Anche per Nearpod abbiamo realizzato una playlist di video tratti dai corsi di Formazione in Rete Zanichelli.

 

Come si colloca questa metodologia didattica rispetto ad altre più diffuse?

Questa metodologia si concilia in modo del tutto naturale con tutte le metodologie legate a attività collaborative quali il Problem Based Learning o l’Inquiry Based Learning. Così come può essere utilizzata abbinata alla Flipped Classroom per attività d’aula laboratoriali e attività di studio a casa. Di fatto si abbina bene a tutte le pratiche didattiche che collocano lo studente attivamente al centro del suo apprendimento e che lo stimolino ad imparare per sperimentazione, esplorazione, recupero da errori.

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Commenti [4]

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  1. Botti Fiorenza

    Molto interessante ed utile, cercherò di farne uso il più possibile.

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  2. Adriana Domenica Locane

    Molto interessante. Da provare per attività laboratoriali che possano coinvolgere tutti gli alunni, soprattutto quelli meno motivati.

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    • Dany Maknouz Autore articolo

      In effetti l’aspetto più interessante di questi spunti didattici è raggiungere tutti gli studenti e potersi concentrare anche sui più deboli. Grazie Adriana!

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