Fare musica con i battimenti: il theremin compie 100 anni

Il disco volante arriva dallo spazio profondo e appare nel cielo sopra Washington, D.C.: plana con grazia e atterra nel campo da baseball. Dal portellone che si apre subito dopo scende un alieno: che intenzioni avrà? È l’inizio di un classico della fantascienza del 1951, Ultimatum alla Terra, girato da Robert Wise e prodotto dalla 20th Century Fox, una delle grandi case cinematografiche di Hollywood. A rendere unico questo film, e centinaia di altre pellicole di fantascienza, horror e thriller è la musica: tra gli strumenti tradizionali  dell’orchestra si staglia nettamente la voce “aliena”, spiritata, fantasmagorica di un theremin, uno dei primi strumenti elettronici della storia. A inventarlo cent’anni fa è stato un ingegnere e fisico russo, Lev Sergeevič Termen, che ha sfruttato un fenomeno fisico delle onde per ottenere suoni bizzarri e cambiare la storia della musica.

 

Un estratto di immagini e suoni dal film “Ultimatum alla Terra”

Chi è Lev Sergeevič Termen?

Sanpietroburghese di nascita, Lev Sergeevič Termen (1896 – 1993) studia fisica nella propria città proprio attorno agli anni decisivi della Rivoluzione comunista. Nel 1919 (secondo alcune fonti, addirittura nel 1918), Termen costruisce il primo prototipo di uno strambo strumento che doveva servire a studiare in laboratorio l’interazione tra gas e campi magnetici. Ma fin da subito si rende conto che poteva avere un altro scopo: produrre note con un timbro e con caratteristiche uniche nella storia della musica. Termen aveva costruito uno dei primissimi strumenti completamente elettronici della storia della musica. Non solo: aveva il primato, rimasto ancora ineguagliato, di essere l’unico strumento che si suonava senza toccarlo. Basta, infatti, muovere le mani con precisione nello spazio attorno alle due antenne che fuoriscivano dal cabinet di legno che conteneva i circuiti elettrici e il gioco era fatto. Certo, non era semplice, ma dopo la prima presentazione pubblica dello strumento, battezzato «eterofono», il clamore suscitato in patria era tale che la sua presenza era richiesta al Cremlino.

Una foto di Termen che suona la sua stessa invenzione negli anni Venti del Novecento

Siamo nel 1922, e lo Stato sovietico è costantemente a caccia di eroi della Rivoluzione, dimostrazione vivente della superiorità del comunismo sul sistema capitalista. Lenin riceve un nervoso Termen, che si è preparato a dovere: suona, accompagnato al pianoforte dalla segretaria di Lenin stesso, uno dei brani preferiti del capo della rivoluzione: L’allodola di Mikhail Glinka. Addirittura, con qualche difficoltà iniziale, ma con cocciuta determinazione, Termen riesce a insegnare a Lenin i movimenti necessari per eseguire il brano. Scatta la scintilla: ecco il primo strumento musicale comunista, l’innovazione sovietica che indica il futuro oltre la musica borghese.

 

Lev e Natalia Termen suonano il brano L’allodola con theremin e pianoforte.

Come funziona lo strumento inventato da Termen?

Lo strumento inventato da Lev Termen si basa su di un fenomeno fisico che riguarda le onde e che va sotto il nome di battimenti. Nel caso delle onde sonore, il battimento si verifica quando percepiamo contemporaneamente due onde sonore di frequenza molto simile, ma comunque leggermente diversa. Dalla somma delle due onde si genera una terza onda, con un andamento pulsante, che è appunto il battimento.

Gif animata che illustra i battimenti

L’eterofono sfrutta questo fenomeno fisico per generare suoni musicali. Lo strumento, infatti, è costituito da due circuiti oscillatori che generano due onde sonore estremamente acute, che risultano inudibili all’orecchio umano. I due oscillatori sono composti da un condensatore e un solenoide. La corrente alternata dei due oscillatori viene quindi trasformata in un suono che ha la stessa frequenza di lavoro del circuito.

Una dimostrazione acustica di come si generano i battimenti delle onde

A uno dei due oscillatori è accoppiata un’antenna e avvicinandole un ostacolo, come per esempio la mano destra del suonatore, varia la capacità del condensatore a essa collegata e di conseguenza la frequenza del suono emesso. In questo modo, l’eterofono emette due onde leggermente diverse, dando origine a un battimento nelle frequenze udibili dall’uomo, ed è proprio questo il suono che percepiamo.

Schema elettrico generale di un eterofono (tratto da “Come costruire un Theremin” dal sito www.leradiosophie.it)

Inoltre, con la mano sinistra, il suonatore può agire su di una seconda antenna (vedi schema a blocchi) che è in grado di modificare il volume del suono emesso. Quindi, ricapitolando, l’eterofono si suona senza mai toccarlo, con le due mani: la destra che determina che nota viene suonata, la sinistra con che volume.

 

La conquista dell’America

Il successo ottenuto in patria spinge rapidamente Termen nell’empireo sovietico degli anni Venti. È uno dei pochi cittadini sovietici a ottenere il permesso di viaggiare all’estero, addirittura negli Stati Uniti, dove arriva nel 1927, per suonare con il suo eterofono, ormai ribattezzato thereminvox (e poi solamente ‘theremin’ come storpiatura del suo cognome), per due giganti della musica dell’epoca: il russo in esilio Sergej Vasil’evič Rachmaninov e l’italiano Arturo Toscanini. Ma si tratta solamente della punta dell’iceberg degli estimatori dei particolari suoni emessi dal nuovo strumento. Nel 1928 Termen tiene un concerto con la New York Philarmonic Orchestra e ovunque tenga una dimostrazione, il successo è assicurato. Sempre nel 1928 registra un brevetto (U.S. #1.661.058), in barba alle idea comuniste, e dal 1929 l’RCA, una delle più importanti etichette musicali e produttrice di strumenti, comincia a produrre il theremin per il mercato americano.

Nonostante il successo con musicisti e l’incontro con Clara Rockmore, un’emigrata russa che diverrà la più famosa virtuosa del theremin, manca la conquista del mercato. Un po’ è colpa della crisi economica seguita al Martedì Nero del ‘29, ma in parte è dovuta anche alla difficoltà di suonare lo strumento stesso: veramente pochi sono coloro che in questa fase iniziale della sua storia, sono in grado di suonarlo alla perfezione.

Clara Rockmore interpreta “Le Cygne” del compositore francese Camille Saint-Saëns.

L’eredità di Termen

Alla parziale sfortuna della sua invenzione, segue la disgrazia del suo inventore. Nel 1938, infatti, Termen viene rapito dal KGB, la polizia segreta sovietica, e fatto rientrare in patria come traditore. Dopo un anno in una prigione viene creduto morto, ma in realtà è tenuto prigioniero in una base militare assieme ad altri scienziati russi, come l’ingegnere aeronautico Andrej Tupolev e il più grande progettista sovietico di razzi Sergej Korolëv. dove lavora a progetti segreti per conto del governo. Da qui riemerge solamente nel 1947, riabilitato da Stalin, che però gli chiede di continuare a lavorare per altri vent’anni nei servizi segreti. Tra le cose di cui si occupa, per esempio, mette a punto una microspia in grado di percepire e trasmettere a distanza i suoni di una stanza che viene installata con uno stratagemma nell’ufficio dell’ambasciatore americano a Mosca. È una delle primi “cimici” della storia e viene scoperta solo dopo molti anni di “onorato servizio”.

Nel frattempo, il theremin non è diventato lo strumento in grado di conquistare la musica internazionale che si aspettava Lenin, nonostante siano stati molti i compositori, soprattutto sovietici, a utilizzarlo nelle proprie partiture. Ha trovato, invece, terreno fertile a Hollywood, dove è diventato elemento centrale di centinaia di colonne sonore come, appunto, quella che Bernard Herrmann ha composto per Ultimatum alla Terra.

Nella musica di consumo, il theremin è comparso in grandi brani pop, come Good Vibrations dei Beach Boys e composizioni dei Pink Floyd (Echoes) e dei Led Zeppelin (Whole Lotta Love). Più recentemente è tornato a essere molto utilizzato, anche grazie a versioni relativamente più economiche prodotte dall’azienda americana Moog, soprattutto nell’ambito della musica cosiddetta alternative, da band come Pixies e Mercury Rev. Lo strumento è usato soprattutto per espandere la possibilità compositive della classica formazione chitarra-basso-batteria-tastiere, come avviene per esempio nell’originale uso che ne fa Wayne Cox dei Flaming Lips in Race for the Prize, una canzone contenuta in Soft Bulletin (1999), che parla, ironicamente, di due scienziati in competizione in un clima che ricorda vagamente quello della Guerra Fredda.

 

Il videoclip del brano dei Flaming Lips

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