Gli animali e l’uomo

La domanda

Vorrei parlare della differenza tra uomo e animale, se l’uomo può essere considerato superiore e portare poi il discorso sulle conseguenze della presunta superiorità dell’uomo. Al momento ho trovato solamente un collegamento tra italiano e latino, ma mi piacerebbe estendere il discorso toccando anche altre materie. Per latino ho pensato di parlare di Plinio il vecchio poiché nella sua opera Naturalis Historia tocca l’argomento in più parti e in particolar modo nel libro VII; per italiano ho pensato di parlare di Italo Svevo portando in particolare l’ultima pagina de La coscienza di Zeno dove si parla di come l’uomo si sia evoluto a tal punto da creare un mondo di malati perché evolvendosi si è paradossalmente indebolito. (In realtà per italiano potrei tranquillamente trattare Leopardi, ma mi piace l’idea di una tesina che tocchi autori più vicini ai nostri tempi) Da qui potrei poi parlare del rovesciamento della teoria della lotta per la sopravvivenza e della legge del più forte di Darwin, magari per introdurre qualche concetto di ambito “scientifico”, ma non so proprio come proseguire! So che è un argomento difficile e impegnativo, ma mi interessa molto e mi piacerebbe fare un bel lavoro.

Sofia, Liceo Scientifico

La mia risposta

L’argomento a cui pensa Sofia è vastissimo e offre molto materiale per quasi tutte le discipline. La mia perplessità è proprio, come al solito, come sia possibile che uno studente possa provare tanto interesse per un argomento e allo stesso tempo non sapere come affrontarlo! Ma questo è un problema comune.
Il riferimento a Svevo mi pare indovinato. Pensando a quel libro, mi viene in mente un passaggio del capitolo 7:

Consegnò una lenza ad ognuno di noi dicendo che la mia, a prua, – la sola munita di piombino – sarebbe stata preferita dal pesce. Scorsi nell’oscurità il mio gamberello dalla coda trafitta e mi parve che movesse lentamente la parte superiore del corpo, quella parte che non era diventata una guaina. Per questo movimento mi parve piuttosto meditabondo che spasimante dal dolore. Forse ciò che produce il dolore nei grandi organismi, nei piccolissimi può ridursi fino a divenire un’esperienza nuova, un solletico al pensiero. Lo ficcai nell’acqua calandovelo, come mi fu detto da Guido, per dieci braccia.

L’idea del dolore fisico che costituisce un stimolo al pensiero mi ricorda un’altra sconvolgente riflessione sul rapporto fra l’uomo e l’animale, The Island of Doctor Moreau di H. G. Wells.

Per la filosofia, rimando allo speciale di Zettel, il magazine filosofico di RaiCultura, sul tema. Nella pagina si trovano molti riferimenti, in particolare sulla bioetica.

Per le scienze, il legame evolutivo fra gli animali e l’uomo mi sembra uno spunto più che appropriato.

Perfino a proposito di matematica è possibile accennare a uno sviluppo interessante.

Per la lezione

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