La complementarità

La domanda

Avevo pensato di scegliere come tema per la mia tesina la complementarità degli opposti.
Come collegamenti avevo scelto:
Scienze: metabolismo glucidico e azione dell’insulina e del glucagone
Inglese: W. Blake
Filosofia: Hegel e Nietzsche (spirito apollineo e dionisiaco)
Italiano: I. Calvino e il Visconte dimezzato e I. Svevo con Senilità (concentrandomi soprattutto sul finale)
Fisica: natura crepuscolare e ondulatoria della luce.
Volevo innanzitutto chiederle che ne pensa di questi argomenti e, inoltre, chiederle eventuali spunti per collegare la letteratura latina e la matematica. Per la prima avevo pensato a Sant’Agostino e le Due Città, Ma non mi convince molto.

Sara, Liceo Scientifico

La mia risposta

No, non convince molto neanche me. Fra la città di Dio e quella terrena non c’è in Agostino alcuna complementarità, ma un’ostilità senza quartiere.

Per trovare degli esempi relativi al tema proposto da Sara nella letteratura latina o altrove bisognerebbe precisare meglio il tema stesso. Se Sara ha in mente le situazioni in cui due elementi in conflitto sono però inseparabili, allora forse anche l’Odi et amo di Catullo potrebbe essere un utile riferimento.

L’allusione a William Blake è troppo ellittica (quali opere? quali coppie di concetti antagonisti?) perciò non riesco a valutarla.

Il dualismo fra gli aspetti ondulatori e quelli corpuscolari della luce e in generale delle particelle quantistiche (mi raccomando, fate attenzione ai correttori ortografici troppo zelanti che trasformano “corpuscolare” in “crepuscolare”!) sembra un riferimento appropriato, in particolare in relazione al principio di complementarità di Bohr.

Per la lezione