Le donne e la matematica

La domanda

Sto preparando la mia tesina di maturità sul femminismo ma non riesco a trovare un argomento che possa collegare il femminismo (o comunque la figura della donna nella scienza) con uno studiato durante l’anno scolastico in matematica.

Maria, Liceo Scientifico

La mia risposta

Credo che discutere il contributo che le donne hanno dato (o che per molto tempo hanno cercato di dare, affrontando difficoltà e umiliazioni gravissime) alla scienza in generale e alla matematica in particolare sia un’ottima idea. Non è un bel segnale sulla scuola italiana il fatto che siano ancora rari i percorsi d’esame che affrontano questo tema: è evidente che esso appare ancora una questione di nicchia, priva di autentico valore culturale. Per quanto ne so io, anche il pensiero femminile e femminista è assai poco presente nei curricoli di filosofia.
Eppure la bibliografia in merito è ormai sterminata, tanto che non saprei come cominciare a citarla. Incoraggio Maria a lavorare su queste idee, senza preoccuparsi troppo dei collegamenti con il programma scolastico, che per le ragioni che dicevamo è un programma compilato da uomini a partire dal lavoro di uomini. Penso che Maria dovrebbe almeno citare la vita e le opere di due dei miei personaggi preferiti, Sof’ja Vasil’evna Kovalevskaja e Emmy Noether.
In ogni caso, almeno una matematica immediatamente pertinente con il programma scolastico c’è, ed è anche un’italiana, vissuta fra il 1718 (il 16 maggio sarà il tricentenario della sua nascita) e il 1799: Maria Gaetana Agnesi (ma la pagina in inglese è più ricca) la quale, oltre a studiare la famosa curva (che nei paesi di lingua inglese è nota con il termine misogino e del tutto fantasioso di strega di Agnesi), ha dato un contributo importante alla diffusione dell’analisi matematica nell’insegnamento con la sua opera Istituzioni analitiche.

Per la lezione

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