Sui libri

La domanda

Sto cercando di collegare tutte le materie al tema che ho scelto e il lavoro è abbastanza difficile considerata la vastità di quest’ultimo: il potere dei libri o della lettura. In italiano ho scelto Lezioni americane di Calvino, in inglese Farhenheit 451 di Bradbury, in francese Comme un roman di Pennac e in spagnolo L’ombra del vento di Zafon. Come contesto storico ho intenzione di portare i regimi dittatoriali e la censura alle opere più rilevanti considerate “pericolose” proprio per il loro potere. Non ho ancora deciso per arte e filosofia, e soprattutto le materie scientifiche rappresentano un grande punto interrogativo. Quella che mi preme di più è fisica, in quanto il commissario sarà esterno, e poi anche matematica e scienze.

Chiara, Liceo Linguistico

La mia risposta

Il percorso di Chiara è in effetti un po’ troppo vasto, ma le scelte che ha fatto finora sono abbastanza indovinate, e comunque adatte al suo indirizzo di studi. Di Calvino preferirei suggerire Perché leggere i classici, che mi sembra più pertinente.
Lo spunto per storia è un po’ generico ma comunque valido. Su una certa diffidenza del pensiero reazionario per i libri e per il loro carattere democratico potrebbe essere interessante toccare il capitolo “Del leggere e dello scrivere” di Così parlò Zarathustra di Nietzsche. Il relazione alla storia dell’arte le possibilità sono infinite, ci sono moltissimi quadri che rappresentano figure umane che leggono o immagini di libri o biblioteche. Personalmente parlerei di Anselm Kiefer e delle sue straordinarie sculture di libri.

Naturalmente il tema non si lascia trasferire facilmente sul piano scientifico. La scienza procede per lo più in fretta, per discussioni dirette e veloci, e i libri sono stati di rado momenti decisivi del suo sviluppo. Forse il libro che ha avuto più importanza nella storia della fisica, e proprio nell’ottica di Chiara, è uno dei primi: il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei.

Per la lezione

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