Inquinamento del suolo oceanico a Fukushima

Nel silenzio dei mezzi di comunicazione di massa, i ricercatori continuano a occuparsi delle conseguenze dell’incidente ai reattori di Fukushima. Il materiale radioattivo continua a fuoriscire e le misurazioni di radioattività effettuate in mare mettono in evidenza una situazione difficile

La centrale atomica di Fukushima, in Giappone, continua a rilasciare scorie radioattive nell’oceano. Uno studio statunitense e giapponese ha misurato il livello di alcuni radioisotopi nelle acque attorno alla centrale nei mesi successivi all’incidente. Fino a luglio di quest’anno i livelli erano ancora elevati. Grazie a misurazioni sul campo del Cesio137, Cesio134 e Iodio13 nelle acque attorno alla centrale di Fukushima il chimico Ken Buesseler della Woods Hole Oceanographic Institution ha potuto fare una stima dei danni e alcune considerazioni importanti. A luglio 2011 il rilascio di scorie era ancora 10.000 volte più alto rispetto a quello misurato nello stesso periodo del 2010. Per avere dei riferimenti concreti infatti i ricercatori hanno voluto fare un paragone con la radioattività misurata nello stesso luogo e periodo nell’anno precedente.

Un’immagine di Fukushima che mette in evidenza la vicinanza dei reattori all’oceano

I risultati
I risultati sono di una catastrofe ambientale peggiore di Chernobyl per la quantità di scorie riversate nelle acque dell’oceano, anche perché la centrale di Fukushima sorge proprio su una baia, mentre quella di Chernobyl si trova nell’entroterra. I livelli di inquinamento più alti sono stati registrati dopo circa un mese dall’incidente, nel mese di aprile. A maggio sono calati di 1000 volte, rimanendo comunque molto elevati anche nei mesi successivi.

Le fonti di contaminazione
Le fonti di contaminazione radioattiva sono diverse: oltre allo sversamento dai reattori, allo stoccaggio di scorie in contenitori non ermetici, anche la falda acquifera sotto la centrale e i sedimenti di roccia e sabbia dei dintorni hanno accumulato molte radiazioni e ora le rilasciano nelle acque circostanti.

In rosso la scia radioattiva e in bianco i siti di prelievo dei campioni di acqua (Immagine: WHOI)

Il sottosuolo oceanico
Proprio lo studio di Buesseler, pubblicato su Environmental Science & Technology, ha messo in evidenza che i livelli di radioattività rilevati attorno a Fukushima non rappresentano un problema diretto per la fauna marina o per l’uomo.
Tuttavia la capacità di accumulo di isotopi radioattivi da parte del sottosuolo oceanico è sicuramente una fonte di preoccupazione. «Non sappiamo come questo possa influenzare la vita marina bentonica alla lunga, e con un’emivita per alcuni radioisotopi di 30 anni, l’accumulo di Cesio137 nei sedimenti del sottosuolo e a livello di acque del fondo potrebbe essere un problema per i decenni a venire», ammette lo stesso ricercatore.

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