Pi day 2012

Da un paio di decenni il 14 marzo è giorno di festa. Non lo troverete segnalato sui calendari e durante la giornata ben difficilmente sentirete parlare della ricorrenza, ma basta fare un giro in Rete per rendersi conto che oggi, 3/14 (usando la notazione anglosassone), si festeggia in tutto il mondo il Pi day, il giorno di Pi greco.

Una festa anche per «babbani»
L’idea di istituire una apposita giornata per la celebrazione di quella che è forse la più nota tra le costanti matematiche si deve a Larry Shaw, fisico ed educatore al leggendario Exploratorium di San Francisco, uno dei primi e più importanti science center della storia creato da Frank Oppenheimer (fratello del più celebre Julius Robert, uomo di punta del Progetto Manhattan). Il primo Pi day risale al 1988 e venne celebrato praticamente solo all’Exploratorium, ma l’iniziativa ha poi preso rapidamente piede e negli ultimi anni, grazie alla Rete, è diventato molto noto anche tra i «babbani» ignari o indifferenti a una festività così ben adattabile ai (ridicoli) luoghi comuni riguardo alla scienza: fredda e lontana dalla realtà. Infatti persino Google ha omaggiato questa giornata (nel 2009 proposta anche come festività nazionale negli USA) con uno dei suoi famosi doodle.

Il doodle con cui Google celerò il Pi day del 2009

Irrazionale e trascendentale
Pi greco ci circonda, letteralmente. Dato dal rapporto tra la circonferenza e il suo diametro, non è quindi possibile calcolare nulla con precisione quando si ha a che fare con sfere, cilindri o cerchi. Ma Pi greco è una costante che non si applica solamente in questi ambiti geometrici. Spazia anzi dalla fisica alla statistica. Da un punto di vista matematico è un mistero: tutti conoscono le prime due cifre decimali, come suggerisce del resto la data della sua celebrazione, ma le cifre dopo la virgola continuano all’infinito, tutte racchiuse convenzionalmente in quel semplice simbolo, π. Non solo la sequenza non si ripete mai, infatti si tratta di un numero irrazionale e quindi non esprimibile come frazione di due numeri interi col numeratore diverso da zero, ma è anche un numero trascendente: non importa quanti miliardi di decimali un supercomputer possa calcolare,  Pi non potrà mai stare sulla carta per intero. Così ne scroveve il premio Nobel  Wislawa Szymborska nel suo poema Pi:

[…] Il corteo di cifre che compongono il Pi greco
non si ferma sul bordo della pagina,
È capace di srotolarsi sul tavolo, nell'aria,
attraverso il muro, la foglia, il nido, le nuvole, diritto fino al cielo,
per quanto è gonfio e senza fondo il cielo […].

Oltre che stimolare la creatività della poestessa polacca, il numero ha ispirato sia opere cinematografiche, come Pi – Il teorema del delirio (1998), che letterarie, come Contact (1985) di Carl Sagan. Non stupisce, a questo punto, un’iniziativa come il Pi day, ma rimane ancora una domanda: come si festeggia?

Imamgine: GJ [Public domain], via Wikimedia Commons

Una torta (vedi foto in questa pagina) è sempre d’obbligo in quanto perfetto abbinamento tra festa e significato, ma è anche occasione per esibirsi in sfide di memorizzazione delle prima centinaia (o migliaia) di decimali (il record è 67.890). Per gli educatori (e qui il cerchio si chiude!) è, ovviamente, occasione di fare un po’ di divulgazione. In Italia per quest’anno ricordiamo la festa al Museo del Balì, e sul web non poteva mancare il Carnevale della Matematica #047, uno dei più «rodati» carnevali scientifici italiani.

Buon Pi day dall’Aula di Scienze!

Per la lezione

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