Sandy: un percorso di approfondimento

Due settimane fa la città di New York veniva colpita da una tempesta record causato dall’oramai celebre uragano Sandy. Si è trattato di un evento che ha avuto un impatto mondiale per le immagini senza precedenti, con la città che è stata di fatto chiusa per quattro gioni (Wall Street, ha chiuso due giorni di fila e non succedeva dai tempi dell’11 settembre 2001). Ci sono state anche preoccupazioni per l’imminente voto per le presidenziali americane, che però alla fine si sono svolte quasi regolarmente. Dopo il suo passaggio sul suolo americano, Sandy ha lasciato la propria scia di danni e morte (quasi 170 le vittime totali, tra i Caraibi, gli Stati Uniti e il Canada). Ecco una selezione ragionata di approfondimenti scientifici sull’uragano.

Il vento
Il video qui sotto è stato scelto dalla National Science Teacher Association, l’associazione americana di insegnanti di science, perché permette di apprezzare l’andamento del vento durante la tempesta che si è abbattuta sulla città di New York. Il video è stato girato con la tecnica del time-lapse, ovvero con una telecamera o macchina fotografica fissa che registra fotogrammi a intervalli fissi di tempo. In questo modo molte ore si possono condensare in poco più di due minuti di video, che rendono appieno i cambiamenti nelle condizioni climatiche.

Un ritratto più rigoroso
Lo ha realizzato il National Hurricane Center americano, l’ente responsabile anche per la diramazione delle allerte. Su questa pagina si possono vedere le ricostruzione dell’andamento delle previsioni del vento a disposizione dei ricercatori e degli esperti. L’NHC ha anche a disposizione l’archivio storico di cicloni e uragani dal 1871: qui si può vedere la pagina dedicata alla costa atlantica.

L’Agenzia Spaziale Americana (NASA) ha raccolto tutte le informazioni che ha prodotto su Sandy a questo link. Impressiona l’immagine presa dal satellite Suomi NPP (NASA/NOAA) che si può vedere anche qui sotto: è stata scattata durante la notte (newyorkese) del 29 ottobre. L’immagine realizzata fondendo in un unico frame diversi passaggi del satellite e mostra la situazione del cielo sull’oceano Atlantico tra 16 e 18 ore prima che Sandy effettivamente scaricasse a terra la sua energia, ma permette di vedere chiaramente la form dell’uragano e l’addensamento di nubi che sta per coprire l’East Coast.

NASA/NOAA

 

Sempre la NASA ha pubblicato quest’animazione che mostra il comportamento di Sandy tra il 23 e il 31 ottobre scorsi. Le immagini provengono dal progetto NASA GOES.

 

Ultima risorsa da segnalare per tutti i dettagli di Sandy è la pagina che gli ha dedicato il sito della National Oceanographic and Atmosferic Administration (NOAA) del governo americano. In particolare vi si possono trovare indicazioni sui livelli delle acque lungo la costa americana.

Il post-uragano
Scientific American ha pubblicato un articolo che smonta cinque miti che riguardano Sandy. Da leggere soprattutto perché lo mette in prospettiva rispetto alle attuali conoscenze su questo tipo di eventi atmosferici. In particolare, Forrester Masters dell’Università della Florida fa capire in poche parole perché Sandy sia un animale «leggermente differente rispetto a quelli chhe abbiamo osservato nel passato».

Sempre Scientific American analizza le problematiche a lungo termine che Sandy può aver lasciato sulla salute pubblica americana, dalle acque potabili contaminate ai disturbi sul piano psicologico.

Sul New Scientist si trova un articolo a domande e risposte su Sandy. Sebbene sia datato 26 ottobre, vale ancora la pena leggere la risposta alla domanda se Sandy possa essere un 'Frankenstorm', ovvero una tempesta tropicale generata dalla fusione di due diversi cicloni.

Nature si occupa anche degli aspetti che riguardano il dibattito politico. Secondo quanto riportato dai propri autori, infatti, Sandy ha riportato il tema dei cambiamenti climatici al centro del dibattito americano e del secondo mandato di Barak Obama. Sullo stesso argomento si può anche leggere The Front Line, il magazine online dell’American Meteorological Society: molto dettagliato ed esaustivo, soprattutto sul fronte di come le campagne elettorali di Obama e Romney abbiano trattato il tema.

Per la lezione

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