Video: Il peso del Paese

Dal 1980 a oggi il numero di persone sovrappeso o obese nel mondo è raddoppiato. È quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito come "globesity", una vera e propria epidemia globale di obesità. I chili di troppo non hanno un impatto solamente estetico, ma possono avere gravi conseguenze sulla salute delle persone, essendo una dei fattori di rischio principali per una serie di malattie gravi, come quelle che coinvolgono l’apparato cardiovascolare, il diabete e alcuni tipi di tumore.

Al mondo, il record mondiale di paese più obeso spetta al Messico, in cui circa il 70% degli abitanti è tecnicamente sovrappeso o obeso. Ma sono gli Stati Uniti il paese in cui c'è il più alto tasso di obesi "estremi", pari a oltre 4% della popolazione totale. Gli americani con problemi di eccesso di peso sono comunque tantissimi: due su tre, che tradotto in termini assoluti vuol dire circa 78 milioni, più di tutti gli abitanti dell’Italia messi insieme. Il problema dell’eccesso di peso è stato preso molto seriamente dalla presidenza Obama, con la First Lady Michelle che si è fatta promotrice di un programma di aumento dell’attività fisica e di educazione a una corretta alimentazione. 

Per raggiungere un pubblico il più vasto possibile, le principali istituzioni americane che si occupano di ricerca nel campo della medicina e della salute (l’Institute of Medicine, i Centers for Disease Control and Prevention e i National Institutes of Health) hanno commissionato alla casa di produzione televisiva HBO, quella di Sex and the City e i Sopranos per intenderci, un documentario sull’obesità e il sovrappeso in America. Ne è uscito un ciclo di quattro film dal titolo collettivo di The Weight of the Nation (Il peso del Paese, un titolo che si rifà a The Wealth of the Nations di Adam Smith) che è stato mandato in onda qualche mese fa. Tutti e quattro i documentari, più una serie di episodi brevi rimasti fuori dall’edizione definitiva, e una grande quantità di materiali di approfondimento sono disponibili gratuitamente sul sito del progetto. Qui sotto, invece, è possibile vedere il trailer.

Purtroppo tutto il progetto è in inglese (ma è almeno possibile attivare i sottotitoli, anche in spagnolo), ma vale lo sforzo della visione perché siamo di fronte a un progetto dalla qualità altissima a cui ci ha abituato l’HBO unita alla serietà scientifica dei consulenti interpellati e la bellezza delle storie simboliche che sono entrate nella versione definitiva del documentario. Nei quattro episodi si trovano i racconti di studi epidemiologici oramai diventati dei classici della medicina, come il Bogalusa Heart Study, il più lungo e dettagliato studio su malattie coronariche e ipertensione, che prende il nome dalla piccola città di Bogalusa, in Louisiana, dove è cominciato nel 1972. Da allora si sono osservati oltre 16000 bambini e bambine che nel frattempo sono diventati adulti, regalando alla scienza una serie di dati senza precedenti.

In Italia la situazione non è grave come quella dipinta da The Weight of the Nation, ma non è nemmeno così rassicurante. Secondo i dati più recenti raccolti dall’OCSE, gli italiani obesi e sovrappeso sono il 45,2% della popolazione e il tasso di crescita dagli anni Ottanta a oggi è uno dei più alti in Europa (attorno al 25%). Il dato più preoccupante, però, arriva sul fronte dei bambini. Secondo i dati raccolti dal progetto di monitoraggio della salute sui più piccoli (Okkio alla salute): il 31,6% dei bambini italiani (si fa riferimento a quelli che frequentano il terzo anno delle scuole elementari) è sovrappeso o obeso. Un dato non troppo lontano dal 35,5% dei "recordisti" mondiali americani. A voler essere pessimisti, quindi, guardare il documentario americano per noi italiani potrebbe essere un po’ come guardare nel futuro.

Per la lezione

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