La pancia del nuotatore pinguino

Secondo uno studio pubblicato in questi giorni su PNAS, i pinguini hanno perso la capacità di volare per diventare nuotatori professionisti. Per competere con altri predatori di pesci le loro ali hanno assunto la stessa funzione delle pinne, e persino i loro corpi goffi e panciuti hanno una funzione precisa nel nuoto.

Quando pensiamo a un nuotatore professionista probabilmente il nostro immaginario si sofferma su muscoli e agilità, non proprio caratteristiche che associamo a un pinguino che trotterella sul ghiaccio in maniera precaria. Eppure, una volta in acqua i pinguini si muovono come piccoli bolidi, raggiungono profondità di 500 metri per catturare le loro prede e escono dal ghiaccio a velocità ragguardevoli. Durante lo sviluppo evolutivo, infatti, le loro ali si sono rimpicciolite e hanno assunto la stessa funzione delle pinne dei pesci, mentre le loro ossa e i corpi si sono appesantiti, raggiungendo un peso che è utile per fendere come una lama le acque, come si può vedere nello spezzone di video della BBC.


 

Perché non entrambe le cose?
Kyle Elliott, biologo dell’Università di Manitoba (Canada), insieme ai propri colleghi ha studiato il dispendio energetico di alcune specie di uccelli come i cormorani, che sono in grado sia di volare che di nuotare molto bene, per poi mettere a confronto i dati con la biomeccanica dei pinguini. La teoria evolutiva basata sulla biomeccanica infatti ha sempre sostenuto che a un certo punto per i pinguini mantenere entrambe le abilità di nuoto e volo sarebbe stato troppo svantaggioso dal punto di vista energetico. I dati sperimentali hanno confermato questa ipotesi: i cormorani sono stati monitorati nei movimenti e nelle concentrazioni nel sangue di ossigeno e idrogeno per poter quantificare il costo delle attività dei singoli soggetti. Questi uccelli alternano riposo, volo e nuoto in maniera sistematica, con un enorme dispendio di energia.

Pinguini contro cormorani

Ipotizzando una gara tra pinguini e cormorani della stessa taglia, come i pinguini minori blu, questi ultimi per la loro particolare anatomia e fisiologia perdono nettamente. Ecco perché, nella loro storia evolutiva, per poter competere con gli altri uccelli nella caccia ai pesci, i pinguini hanno dovuto rinunciare al volo e puntare tutto sulle loro abilità acquatiche.

Il cretaceo
Purtroppo non è ancora stato trovato un reperto fossile dell’antenato aviatore dei nostri pinguini, quello più antico rinvenuto finora risale a circa 60 milioni di anni fa. «Si suppone che dopo l’estinzione di massa del Cretaceo ci sia stato un periodo di grande competizione per le fonti di cibo, come i pesci, anche per la presenza di moltissimi cetacei e pinnipedi», dice John Speakman, a capo dell’Energetics Research Group all’Università di Aberdeen, in Scozia, in una intervista del National Geographic. «Questo nuovo ambiente fortemente competitivo potrebbe aver creato i presupposti per un vantaggio evolutivo nell’essere nuotatori e tuffatori più efficienti. E questa spinta verso una maggiore efficacia di caccia in acqua potrebbe essere stata sufficiente per controbilanciare la perdita della capacità di volare», spiega Speakman.

Per la lezione

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