Aurornis xui è il primo uccello?

Secondo la biologia tutti gli uccelli sono dinosauri, ma non tutti i dinosauri erano ovviamente uccelli: come esattamente hanno avuto origine questi dinosauri piumati che sono arrivati fino a noi?

Gli uccelli non discendono semplicemente dai dinosauri: gli uccelli sono dei dinosauri sopravvissuti fino ai giorni nostri. Il problema è stabilire quando e come nell'evoluzione questi particolari dinosauri si sono separati dai loro parenti più stretti. Un nuovo fossile, descritto sulla rivista Nature, contribuisce alla comprensione di questo evento.

Aurornis xui, così chiamato anche in onore del paleontologo cinese Xu Xing, celebre in particolare per lo studio dei dinosauri piumati, emerge come tanti altri fossili del suo genere dalla Provincia cinese di Liaoning, in Cina. L'olotipo trovato da un contadino e poi trasferito agli archivi del museo del Parco geopaleontologico di Yizhou viene scovato nel 2012 dal paleontologo belga Pascal Godefroit che decide di comporre un team internazionale per lo studio della nuova specie ancora sconosciuta alla scienza.

 

L'olotipo di Aurornis xui (Immagine:  Godefroit et al., Nature, 2013)

Alla base degli uccelli
Vissuto nel Giurassico tardo-medio, circa 160 milioni di anni fa, l'animale forse non volava, ma le analisi filogenetiche dei ricercatori (tra i quali l'italiano Andrea Cau, anche autore del blog Theropoda) lo collocano alla base del clade Avialae, cioè gli uccelli. La filogenesi proposta, che prende in considerazione 101 taxa dell'ordine Theropoda in base a 992 caratteri, da una parte spodesterebbe quindi il celebre Archaeopteryx, vissuto circa 10 milioni di anni dopo, dal trono di uccello più primitivo, dall'altra colloca quest'ultimo saldamente all'interno del clade, a differenza di quanto proposto da altri autori che ultimamente lo avevano posto addirittura al di fuori, tra i deinonicosauri. Tutto questo implica anche che il volo attivo (cioè non planato) tra i dinosauri si è quindi evoluto una sola volta: negli uccelli.

Per poter ricostruire la storia della vita i paleontologi in pratica hanno solo due strumenti dalla loro: i fossili e la teoria dell'evoluzione. Rispetto alla quantità di specie che sono prosperate e perite sulla Terra, i fossili che troviamo sono una minima parte, un'ombra di centinaia di milioni di anni di biodiversità. La teoria dell'evoluzione invece ci dice che ogni singola specie si è evoluta in maniera graduale da un'altra, quindi ripercorrendo a ritroso la loro storia si disegnerà una sorta di albero genealogico (un albero filogenetico), con antenati in comune a diverse linee di discendenti.

Non tutti sono importanti allo stesso modo
I fossili sono allora dei "capisaldi" di quegli alberi: ci dicono che quel particolare esemplare apparteneva a una specie effettivamente esistita in un certo intervallo di tempo, ma sta a noi capire quel'è stato il suo percorso e come è proseguito. Alcuni capisaldi, come A. xui, sono più importanti di altri: sono quelli la cui morfologia suggerisce l'inizio di una nuova linea evolutiva. Sono cioè fossili particolarmente vicini ai nodi del nostro albero genealogico. 

A conferma della validità di questo approccio, come racconta Cau sul suo blog, Aurornis si avvicina (anche se non combacia perfettamente) a una forma ipotetica di proto-uccello, il "Proavis", che il ricercatore (e artista), Gregory Paul, aveva delineato nel libro Dinosaurs of air (2002). In altre parole il Proavis è il prodotto di una speculazione teorica mentre alla luce delle analisi A. xui ne è invece, almeno in parte, la concretizzazione.

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