Benvenuto all’olinguito!

La scoperta di una specie di mammifero è un evento raro. Sul numero dello scorso 15 agosto della rivista Zookeys, però, è apparsa la descrizione di Bassaricyon neblina, un mammifero carnivoro che allarga la famiglia Procyonidae. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori dello Smithsonian Institution di Washington guidati da Kristofer Helgen che circa dieci anni fa ha cominciato a studiare un altro mammifero, l’olingo, attraverso gli esemplari e i reperti conservati presso i musei. Osservando quelli del Field Museum di Chicago, Helgen si è accorto che non erano compatibili con le caratteristiche note delle cinque specie note di olingo (Olingo di Allen , Olingo di Beddard, Olingo di Gabbi, Olingo di Harris, Olingo del Chiriquí) scoperte tra il 1880 e il 1936. I denti avevano un forma diversa, le pellicce erano più folte e in generale la taglia era inferiore.

olinguito_smithsonian

L’olinguito fotografato nel suo ambiente naturale (Immagine: Smithsonian Institute)

Per essere certo di essere sulla strada giusta, però, Helgen doveva riuscire a trovare l’olinguito in natura. È accaduto in una spedizione condotta nelle foreste andine tra Ecuador e Perù, «foreste così incredibili», ha dichirato Helgen alla stampa, «che se non avessimo trovato l’olinguito, avremmo sicuramente trovato qualcosa di interessante». La spedizione ha permesso di documentare non solo l’esistenza della nuova specie, ma le sue abitudini principali. Con il suo chilo scarso di peso e una lunghezza di circa 35 centimetri, Bassaricyon neblina è il più piccolo membro della famiglia dei procioni. È un animale dalle abitudini prettamente notturne e sebbene sia a tutti gli effetti un carnivoro, si ciba soprattutto di frutta, oltre a insetti e nettare, che trova sugli alberi dai quali scende raramente.

Quella dell’olinguito è una scoperta eccezionale perché le stime più recenti indicano che il 98% dei mammiferi è conosciuto, mentre altri rami dell’albero della vita nascondono ancora molti segreti. Per esempio, conosciamo solamente il 31% dei crostacei e il 20% degli insetti che si stima esistere sul nostro Pianeta.

Per la lezione

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *