Beehave, manuale di comportamento per api (e per chi vuole salvarle)

Per cercare di capire meglio i fenomeni responsabili del collasso di sempre più colonie di api mellifere, ricercatori dell’Università di Exter (UK) hanno messo a punto Beehave, un modello informatico in grado di simulare il comportamento e lo sviluppo di una colonia di api in un arco temporale di diversi anni.

beehave_news3Api mellifere all’interno di un alveare (Foto: Wikipedia)

La spinta arriva dal preoccupante declino che, in tempi recenti, si è registrato nelle colonie di api mellifere e dei loro alveari: il nome del software, Beehave, è un azzeccato gioco di parole tra la parola “bee” (ape, in inglese) e “behave” (comportarsi). L’obiettivo di Juliet Osborne, developer del software, è infatti proprio quello di mettere a punto un sistema che aiuti a capire come il comportamento delle api venga influenzato dall’ambiente.

Lo sviluppo di una colonia di api e le dinamiche interne agli alveari sono da molto tempo oggetto di studio da parte dei biologi: una conoscenza che ha permesso negli anni di identificare alcuni dei fattori più importanti in grado di influenzare le dinamiche di un alveare. L’assalto di parassiti all’alveare o altre malattie sono senza dubbio tra i fenomeni più d’impatto sullo sviluppo di una colonia, ma non sono gli unici: oggi sappiamo che anche elementi più generici, come la disponibilità di cibo o la distanza che api foraggere devono coprire per procurarselo, contribuiscono a determinare se un nuovo alveare potrà prosperare o quanto miele produrrà.

beehave_news1I fattori che influenzano le dinamiche di un alveare sono molteplici: parassiti, disponibilità di cibo e pesticidi sono tutti elementi che hanno una ricaduta non solo sulla produzione di miele, ma sulla sopravvivenza della colonia stessa (Foto: Wikimedia Commons)

Avvalendosi di queste conoscenze, la developer di Beehave ha quindi cercato di mettere a punto un sistema che permettesse di intrecciare tra di loro tutte queste variabili, ricostruendo un’immagine il più possibile realistica di tutti gli eventi che scandiscono la vita di un alveare: il risultato è un modello che, identificando i principali fattori che pongono a rischio la colonia, ne disegna le dinamiche di sviluppo nel tempo, consentendo di agire immediatamente su quei fattori che sono potenzialmente più pericolosi.

Con Beehave si arricchisce ancora di più quel filone di ricerca che, negli ultimi anni, ha contribuito a dimostrare la multidisciplinarietà della programmazione informatica e il suo aiuto sostanziale a comprendere le dinamiche di sistemi complessi. Nello specifico, l’ausilio di Beehave è cruciale soprattutto per identificare fattori di rischio che vengono inizialmente sottovalutati, ma che possono, con il tempo, avere gravi ricadute sugli alveari. Un esempio classico è dato dalle infezioni dell’acaro parassita Varroa destructor, i cui danni vengono spesso trascurati dagli apicoltori perché, almeno in una prima fase, sono piuttosto lievi. Eppure, gli effetti deleteri di questa infezione crescono esponenzialmente negli anni e possono portare con il tempo al collasso dell’intera colonia.

Non tutti i fattori di rischio hanno però la stessa portata. Tra i più importanti vi è senza dubbio la disponibilità di cibo nelle vicinanze dell’alveare: se questo scarseggia, le api diventano immediatamente più vulnerabili a tutti gli altri rischi presenti nell’ambiente. Proprio per questo, una  delle più grandi preoccupazioni per gli apicoltori è legata all’utilizzo di pesticidi, i cui effetti si ripercuotono soprattutto sulla popolazione di api foraggere, quelle incaricate di procurare cibo per l’intero alveare. Anche in questo caso, gli effetti più gravi emergono solo in una fase avanzata, quando il destino della colonia è già compromesso.

Created with GIMPUna schermata del software di analisi Beehave, in cui vengono analizzati in contemporanea diversi fattori di rischio per una colonia di api e il loro impatto nel tempo (Foto: Beehave Model Website)

Fino a oggi gli elementi che mettono a repentaglio la sopravvivenza di un alveare o la sua produttività sono stati analizzati per lo più singolarmente. Tuttavia, come ci insegnano le dinamiche dei sistemi emergenti, la combinazione di più elementi è in grado di produrre effetti molto diversi da quelli che si otterrebbero dalla semplice somma delle singole parti. Il software Beehave permette ora di testare la combinazione dei vari fattori contemporaneamente, fornendo una previsione molto più accurata del loro impatto sulla colonia, prima ancora che questi eventi si verifichino sul campo. La speranza è quella di identificare le colonie più a rischio in una fase molto precoce, quando è ancora possibile mettere in atto azioni che ne prevengano il collasso. Perché questo avvenga, sarà importante la collaborazione non solo degli apicoltori, ma anche di agricoltori e responsabili della gestione del territorio, affinché vengano preservate il più possibile le condizioni che permettono agli alveari di prosperare: un contributo alla biodiversità di cui Edward Wilson – grande sostenitore di un approccio etico all’ecologia – sarebbe molto grato.

Per la lezione

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