Nuovi dettagli sul bosone di Higgs

Ci sono voluti cinquant’anni per trovare il bosone di Higgs, la più famosa particella prevista in base al Modello Standard, e ora gli scienziati intendono sapere proprio tutto di lei. Mentre il Large Hadron Collider (LHC) del CERN era fermo per i lavori di aggiornamento e ampliamento del titanico acceleratore, i fisici hanno continuato a analizzare l’enorme volume di dati prodotti dagli esperimenti ATLAS e CMS, i due rivelatori di particelle che tra il 2011 e il 2012 identificarono l’elusivo bosone.

Massa più precisa

ATLAS e CMS sono molto simili, ma non identici, e lo stesso evento creato dalle collisioni produce dati diversi ma complementari. Per capire meglio come era fatto (o meglio: come si comportava) la particella di Higgs, i fisici hanno allora combinato tra loro i dati dei due rivelatori. In questo modo è stato possibile ridurre l’incertezza dei parametri misurati, per esempio la massa stessa del bosone. Secondo ATLAS, la particella di Higgs aveva una massa di 126 GeV (gigaelettronvolt), mentre secondo CMS era più vicina a 125 GeV. Prendendo i considerazione entrambe le misurazioni i fisici del CERN hanno concluso che la massa del bosone è intorno a 125,09 GeV. Questa nuova stima è stata pubblicata a maggio sulla rivista Physical Review Letters, ma usando il principio che potremmo forse paragonare al guardare la stessa cosa da diverse angolazioni, i fisici sono ora riusciti anche a capire meglio come la particella decade una volta che è stata prodotta, cioè a quali particelle può dare origine. Questi risultati sono invece stati presentati all’inizio di settembre alla Large Hadron Collider Physics Conference, a Ginevra.

Nessuna deviazione dal Modello Standard

Come l’esistenza stessa della particella di Higgs, tutto quello che la riguarda sembra finora in perfetto accordo con le previsioni del già citato Modello Standard della fisica delle particelle, cioè la migliore teoria di cui i fisici dispongono per descrivere la realtà. Questa potente teoria è però soprannominata “teoria del quasi tutto”, cioè esistono fenomeni che non è in grado di descrivere, per esempio la gravità. Studiando il bosone di Higgs sempre più in dettaglio, gli studiosi sperano quindi di continuare a mettere alla prova questa potente, ma non onnicomprensiva, teoria: una deviazione dal Modello Standard getterebbe le basi per la costruzione di nuove teorie.

Per la lezione

Prosegui la lettura

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *