I bonobo usano gli attrezzi come i nostri antenati

I bonobo o scimpanzé pigmei, le scimmie antropomorfe con cui siamo più strettamente imparentati, ci assomigliano molto più di quanto il loro aspetto lascerebbe supporre. Non solo oltre il 98% del loro patrimonio genetico è identico al nostro, ma i loro comportamenti sono straordinariamente simili a quelli dei nostri antenati.

Lo rivela uno studio di dottorato condotto da Itai Roffman dell’Istituto di Evoluzione dell’Università di Haifa (in Israele) e pubblicato sull’American Journal of Physical Anthropology. Roffman descrive per la prima volta la fabbricazione e l’uso di sofisticati utensili pre-agricoli nei bonobo, in un modo che finora era ritenuto esclusivo degli arcaici ominini pre-umani e di altri membri del genere Homo.

bonobo

Un giovane bonobo ospitato presso lo zoo di Francoforte. Queste scimmie antropomorfe sono i nostri parenti più stretti (immagine: Eugenio Melotti)

 

Le grandi potenzialità dei bonobo

I bonobo sono noti per la loro esuberanza sessuale (praticano il sesso in tutte le forme a noi note) ma non sono mai stati osservati utilizzare strumenti in natura. Negli scimpanzé invece, i loro stretti cugini, è stato ampiamente documentato l’uso di rami per scavare il terreno alla ricerca di tuberi, per raggiungere nidi di termiti e alveari, e per stanare piccole proscimmie nascoste in cavità degli alberi. Inoltre gli scimpanzé sono molto abili nel rompere noci usando pietre e legni a mo’ di incudine e martello.

Ma in contesti adeguati e motivanti, i bonobo possono fare anche meglio. Tre anni fa, Roffman dimostrò che due bonobo (Kanzi e Panbanisha) erano in grado di preparare e utilizzare una serie di strumenti di pietra per raggiungere del cibo inaccessibile in contesti naturali. Questi individui, cresciuti con gli umani, sono diventati famosi soprattutto per aver imparato a comunicare attraverso un ricco ed elaborato linguaggio artificiale (lo Yerkish) basato su lessigrammi (simboli che rappresentano parole).

Kanzi e Panbanisha, due bonobo famosi per aver imparato a comunicare con gli umani con un linguaggio artificiale, alle prese con la fabbricazione di utensili (Fonte: YouTube)

Nel nuovo studio, Roffman ha voluto verificare se bonobo che vivono in contesti differenti sono in grado di impegnarsi in sofisticate attività di foraggiamento estrattive. Sono stati osservati otto bonobo ospitati in totale cattività allo zoo di Wuppertal, in Germania, e altri sette individui (inclusi Kanzi e Panbanisha) che invece vivono nel Bonobo Hope sanctuary in Iowa, USA, in un ambiente più ricco e con accesso a un tratto di foresta.

santuario bonobo

Il Bonobo Hope presso l’Iowa Primate Learning Sanctuary è un santuario e centro di ricerca che ospita un piccolo gruppo di bonobo in un ampio ambiente naturale (immagine: Bonobo Hope)

Entrambi i gruppi dovevano affrontare sfide naturali simili: raggiungere il cibo nascosto in vari posti. A volte era sepolto in profondità nel terreno (coperto da uno strato di pietre di varie dimensioni), altre volte era infilato in grandi ossa cave di ungulati (riempite con frutta secca per simulare il midollo osseo), oppure nascosto all’interno di piccole capsule di cemento. Oltre alle pietre, i bonobo avevano a disposizione altri materiali forniti dal ricercatore, come rami verdi di varie dimensioni e corna di cervo.

 

I bonobo del santuario…

Nel giro di pochi giorni, i bonobo del santuario hanno iniziato a preparare e utilizzare gli strumenti di lavoro appropriati in modo deliberato e pianificato. Ad esempio, si sono resi conto che per raggiungere il cibo sotto terra dovevano lavorare in più fasi (specifica catena di azioni) utilizzando diversi strumenti e tecniche. Per prima cosa hanno rimosso lo strato di pietre con mani e bastoni, adoperando anche le corna di cervo come rastrelli. Quindi, dopo aver raggiunto il livello del suolo, sono ricorsi a rami corti utilizzati come pugnali o picconi per scavare buche nel terreno.

Nella fase successiva hanno allargato e approfondito le buche maneggiando rami più grandi come fossero badili o picche, mentre le corna di cervo sono state utilizzate come punteruoli o zappe. Infine, hanno estratto il cibo con un lungo ramo usato come palo o leva. Hanno anche usato le pietre e le corna come martelli per rompere le ossa di ungulati e le capsule di cemento.

bonobo con baby

I bonobo sono in grado di costruire e usare un’ampia gamma di strumenti, in modi finora ritenuti esclusivi degli arcaici ominini pre-umani (immagine: Wikimedia Commons)

 

… e quelli dello zoo

Anche i bonobo dello zoo si sono cimentati nella ricerca del cibo, ma hanno impiegato un mese per ottenere gli stessi risultati. Inoltre, hanno portato a termine con successo i propri compiti in molti meno casi e la qualità delle loro prestazioni si è rivelata di gran lunga inferiore a quella dei bonobo del santuario. Una differenza così netta è stata spiegata con la mancanza nello zoo di adeguati habitat naturali, in grado di stimolare la loro creatività.

Una femmina dominante di nome Eja, tuttavia, si è fabbricata una lancia con un lungo bastone, creando una punta acuminata con i denti e cercando di attaccare il ricercatore attraverso le sbarre. Nemmeno negli scimpanzé era mai stato osservato prima un simile comportamento: le lance vengono usate solo per stanare altri animali, non in contesti sociali di attacco e difesa. Tale comportamento aggressivo, in una specie come il bonobo dall’indole pacifica e socievole, è sicuramente il frutto delle condizioni di prigionia che favoriscono lo stress e aumentano la sfiducia negli esseri umani.

 

Problemi simili, soluzioni simili

I bonobo del santuario se la passano decisamente meglio, tanto da manifestare abilità e  comportamenti che per la prima volta vengono assimilati a quelli di ominini pre-umani, come Paranthropus. Nelle grotte del Sud Africa dove viveva sono stati rinvenuti corni e ossa con gli stessi segni di usura, che testimoniano il loro utilizzo come strumenti di scavo. Anche il modo in cui Neanderthal e Cro-Magnon rompevano le ossa lunghe nelle grotte europee non doveva essere molto diverso dalla tecnica utilizzata dal bonobo Panbanisha, a giudicare dai risultati.

bonobo

Il bonobo Kanzi intento a scheggiare pietre per costruire strumenti. Se adeguatamente stimolati, questi primati rivelano abilità tecniche sorprendentemente simili a quelle dei nostri antenati (immagine: Itai Roffman/Haifa University)

Paranthropus visse tra 2 e 1 milione di anni fa, in un habitat di savana con risorse limitate, e dovette sviluppare sofisticate strategie per procacciarsi il cibo. I bonobo di questi esperimenti non vivono in zone povere di risorse, ma una volta indotti a compiere uno sforzo per procurarsi il loro cibo preferito, hanno dimostrato di non essere da meno.

L’uso di strumenti, tuttavia, non è l’unico risultato degno di nota. Gli esperimenti dimostrano ancora una volta la necessità di offrire a questi primati detenuti in cattività condizioni di vita quanto più simili a quelle naturali. Non a caso gli Stati Uniti hanno appena annunciato la fine della ricerca scientifica sugli scimpanzé e il loro trasferimento in santuari e rifugi.

 

Immagine banner in evidenza: Wikimedia Commons

Immagine box in homepage: Eugenio Melotti

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