Da dove viene il cane?

E l’uomo incontrò il cane. Così l’etologo Konrad Lorenz intitolava uno dei suoi famosi libri, ma più gli scienziati studiano il nostro migliore amico (Canis lupus familiaris) e il suo progenitore selvatico (Canis lupus), più la storia di questo incontro diventa complicata e ricca di colpi di scena. Nelle scorse settimane sono usciti ben due studi che contribuiscono a rifinire l’elaborato affresco dell’evoluzione del cane, del lupo e dell’uomo stesso.

 

East side story

Oggi poche cose sono assolutamente certe riguardo all’evoluzione del cane. Sicuramente la sua origine è molto più antica di quanto si potrebbe pensare: almeno 30.000 anni, secondo i reperti archeologici e il DNA mitocondriale. Diversi ricercatori inoltre pensano che la domesticazione sia avvenuta in almeno due fasi. In un primo tempo alcuni, cani primitivi si sono separati dai lupi, legandosi sempre di più alle popolazioni umane. Solo in un secondo momento queste avrebbero operato una vera e propria selezione artificiale, producendo le innumerevoli razze.

Ma dov’è il centro di domesticazione dove questo processo è cominciato? E se ne esistesse più di uno? Un nuovo studio pubblicato su Cell Research e guidato da ricercatori cinesi, sembra fornire una risposta. Gli scienziati hanno raggruppato le razze attualmente presenti in diverse aree geografiche, poi ne hanno analizzato il genoma in modo da ricostruire quello della popolazione ancestrale da cui si erano originate. Confrontando questi raggruppamenti geografici con il genoma dei lupi eurasiatici, gli scienziati sono convinti di aver identificato un unico centro di domesticazione situato nell’Asia sud-orientale. La diversità genetica dei cani indigeni cinesi provenienti da questa zona, infatti, è maggiore che in tutti gli altri raggruppamenti.

I ricercatori ipotizzano che il cane sia nato in quest’area circa 30.000 anni fa e che sia poi uscito dall’Asia arrivando in Medio-Oriente, forse seguendo l’uomo, intorno a 15.000 anni fa. Da qui gli antenati di Fido sarebbero giunti 10.000 anni fa in Europa. Sempre dal Medio Oriente, in un’epoca imprecisata, i cani sarebbero arrivati in Africa. I ricercatori inoltre suggeriscono che circa 10.500 anni fa, nel Nord dell’attuale Cina, diverse popolazioni di cani e lupi si siano ibridate, e da qui alcuni esemplari hanno poi preso la via del Nuovo Mondo.

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  Una possibile storia della diffusione del cane. Le linee piene indicano eventi per i quali esiste una datazione mentre per le linee tratteggiate indicano eventi per i quali la data non è nota. (Immagine: Wang et al, Cell Research, 2015)

Lupi, cani e uomini: una sola storia

Canis lupus è il vertebrato terrestre con l’areale più grande al mondo. Ma come si sono diffusi i lupi sul pianeta? A questo prova a rispondere un altro studio, appena pubblicato sulla rivista Genome Research, che ha analizzato ben 24 genomi di lupi provenienti da tutto il mondo e li ha confrontati con quello di 7 cani appartenenti anche a razze ancestrali. Secondo gli autori il primo evento evolutivo è quello che ha portato i lupi nel continente americano, circa 12.500 anni fa. Sia nel Nuovo Mondo che nel Vecchio, i lupi si sono successivamente differenziati nelle varie aree geografiche: in Eurasia il loro DNA distingue i lupi europei e quelli mediorientali (più simili tra loro) da quelli dell’Asia orientale e del Tibet; mentre nelle Americhe il lupo messicano è ben differenziato da tutte le altre popolazioni. Questa popolazione di lupo, mettono in guardia gli autori, è inoltre molto minacciata, e anche dal DNA è evidente che sia rimasta per lungo tempo ridotta a poche centinaia di esemplari.

Sembra inoltre che la popolazione di lupo che ha dato origine al cane si sia estinta: come avevano suggerito altri studi, nessuno dei lupi attuali sembra infatti più imparentato con i cani rispetto agli altri. Le storie evolutive di lupi e cani sono comunque strettamente intrecciate dagli incroci: fino al 25% di genoma canino è stato trasferito al genoma dei lupi europei e asiatici, e probabilmente questi scambi hanno facilitato l’adattamento di entrambe le forme della specie. Il DNA racconta anche che, a partire da circa 30.000 anni fa, in tutto il mondo il numero di lupi si è fortemente ridotto. Forse, proprio mentre stava emergendo e affermandosi la sua forma addomesticata, il lupo è entrato in competizione con un predatore assai più temibile, Homo sapiens. Secondo il genetista Marco Galaverni, tra gli autori della ricerca pubblicata su Genome Research e specializzato nello studio del lupo italiano«Lo studio della domesticazione del cane a partire dal lupo, o da un suo antenato, è un capitolo assolutamente affascinante della storia evolutiva, di cui stiamo scoprendo sempre nuovi elementi, ma molte pagine restano ancora oscure. Sicuramente, la conoscenza di questo processo, e delle sue basi a livello di DNA, è di fondamentale importanza per conservare al meglio le popolazioni ancora oggi minacciate di lupi in natura, e al contempo per comprendere più in profondità chi è l’amico che ci guarda scodinzolante dal tappeto di casa. Ma forse anche per scoprire una delle chiavi del successo evolutivo della nostra stessa specie».

Immagine in aperturaLiliya Kulianionak/Shutterstock

Immagine box: By Brooks Tracy, U.S. Fish and Wildlife Service [Public domain], via Wikimedia Commons

Per la lezione

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