115 anni: il limite per la vita umana?

I miti della longevità, come quello di Matusalemme, ci insegnano che l’uomo è da sempre affascinato dalla possibilità di prolungare la propria vita (se non addirittura di gabbare la morte). Nel mondo reale, i progressi della medicina hanno effettivamente allungato di decenni la nostra esistenza, al punto che ci si è cominciati a chiedere quanto riusciremo a spingerci oltre.

Forse è già nata la prima persona che vivrà 150, 200 anni? Molti futuristi e transumanisti lo danno quasi per scontato. Secondo una nuova ricerca, però, la vita umana avrebbe un limite che la medicina non può scavalcare: non sarà mai possibile vivere molto più di 115 anni.

 

L’analisi dei dati demografici

L’ipotesi è stata proposta su Nature dai genetisti Xiao Dong e Brandon Milholland del laboratorio del professore di genetica Jan Vijg all’Albert Einstein College of Medicine (Bronx, USA) sulla base dei dati sulla mortalità mondiale degli ultimi due secoli archiviati dallo Human Mortality Database.

 

(Immagine: Dong, X., Milholland, B. & Vijg, J. Nature http://dx.doi.org/10.1038/nature19793, 2016).

(Immagine: Dong, X., Milholland, B. & Vijg, J. Nature)

Osservando l’età raggiunta dai cittadini più longevi in decine di nazioni, è evidente che questa, a partire dagli inizi del secolo scorso, è aumentata di pari passo con i progressi della medicina. Seguendo l’andamento della curva non stupisce che qualcuno abbia pensato che la vita umana potesse essere indefinitamente allungata. Ma intorno agli anni ’80 del secolo scorso è stato raggiunto un plateau: l’età massima registrata negli ultimi anni non è molto diversa da quella di trent’anni fa. Secondo i ricercatori questo dimostrerebbe che non è possibile aspettarsi di vivere molto oltre i 114,9 anni. Casi come quello della signora Jeanne Calment, morta a ben 122 anni, non sarebbero altro che eccezioni che confermano la regola: sulla base dei dati raccolti i ricercatori stimano che ogni anno ci sia una possibilità su 10.000 di un decesso a un’età maggiore di 125 anni.

 

Un limite invalicabile?

Secondo Dong e colleghi ci troveremmo di fatto di fronte a un limite “biologico”. Anche se l’analisi non può naturalmente prendere in considerazione gli sviluppi futuri della medicina, è plausibile che dopo decenni di sostanziale “stasi” anche gli scenari più fantascientifici potranno fare ben poco per estendere la nostra esistenza. Non tutti gli scienziati sono però d’accordo con a queste conclusioni, per esempio il professor James W. Vaupel (Max Planck Institute for Demographic Research) ha dichiarato a Nature News che in alcuni paesi, tra cui anche l’Italia, l’età massima sta continuando ad aumentare.

Inoltre da tempo i ricercatori stanno riuscendo, intervenendo sul genoma o sulla dieta, ad aumentare la longevità di topi da laboratorio e altri organismi modello a livelli davvero sbalorditivi: per quale motivo non dovrebbero essere raggiunti risultati analoghi anche negli esseri umani? Ma a queste obiezioni Jan Vijg ribatte che anche in paesi come il Giappone l’incremento dell’età massima registrata ha rallentato molto, e riguardo ai modelli animali fa notare che gli stessi risultati danno esiti molto più modesti con topi selvatici o scimmie: «Non sto dicendo che i farmaci o l’ingegneria tissutale non saranno utili per aumentare la nostra longevità media, ma saranno davvero in grado di farci sfondare questo limite di 115? Non mi sembra molto plausibile. La longevità è controllata da troppi geni. Possiamo riuscire a tappare uno di questi buchi, ma avremmo ancora 10.000 buchi che zampillano».

 

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