GigaPan, la nuova tecnologia per esploratori di immagini

Il Giardino botanico di Maui è il vostro sogno, ma avete paura di prendere l’aereo? Per consolarvi fate un giro su GigaPan, vale il viaggio. Con le sue foto esplorabili, dei giardini di Maui riuscirete a vedere perfino le formiche sulle foglie.

Le immagini sono il frutto di un collage automatico, a partire da riprese effettuate da scatti robotici, unite in un’unico panorama con una risoluzione 1000 volte superiore a quella della televisione in alta definizione. Ogni immagine finale contiene più dati di quanti ne possa gestire un personale computer, ma non temete per il vostro PC e godetevi il panormama, dei dati si occupa il megaserver di GigaPan.
 
GigaPan è figlio di Pancam, la macchina fotografica automatica che ci ha restituito le più vivide immagini marziane mai viste finora. Oggi quella tecnologia sviluppata dalla NASA è diventata uno strumento straordinario per l’esplorazione scientifica. I naturalisti duri e puri diranno che qui mancano odori, suoni, la fatica di conquistarsi un’avvistamento sul campo. Vero, ma una cosa non esclude l’altra. E l’esperienza interattiva e di immersione che permette GigaPan è comunque reale. Forse è addirittura iperreale, di certo non è un videogame.
 
Guardate le foto di questo boschetto canadese, una piccola foresta urbana che fa parte del Campus dell’Università di Guelph (beati i canadesi, con le università nelle foreste!). Da tempo M. Alex Smith, un ecologo del Campus, cerca di monitorare i cambiamenti del bosco, a forza di faticosissime (e noiosissime) osservazioni, seguite da altrettano fatcose annotazioni con carta e penna. Oggi GigaPan rende il compito più piacevole. E la tecnologia, che forse non è più intelligente, ma è di sicuro più perseverante dell’attenzione umana, riserva sorprese. Una colonia di vespe parassite era per esempio sfuggita all’occhio dei ricercatori (chi la vede?).
 
Se ai tempi della natura preferite la velocità di Charlot, potete anche guardare un anno di cambiamenti del Dairy Bush canadese in meno di 4 minuti (le immagini del filmino però non sono zoomabili):

Amate gli insetti? Osservate questo scarabeo. L’immagine, spettacolare, è di John Rawlins, curatore del Carnegie Museum of Natural History di Pittsburgh, che spera con questa tecnologia di archiviare e condividere online una collezione di 17 milioni di insetti. Non stupisce che un progetto di quest’ambizione nasca in prossimità di Carnegie Mellon, fra le migliori università degli Stati Uniti per la computer science.
 
Le prospettive? Domani andremo in un parco e identificheremo qualunque insetto in pochi secondi, senza la necessità di portarci appresso lo scibile entomologico sulle spalle. Basterà scattare una foto e inviarla a un database online di immagini di insetti per un rapido confronto.
 
La prossima frontiera è il MicroGigapan: immagini panoramiche al microscopio, e la possibilità di osservare oggetti naturali non solo in maniera ravvicinata, ma anche a più strati, tramite un gioco di trasparenze. Godetevi per esempio l’esplorazione di questa piuma, dal grande al piccolissimo. L’opera è di Gene Cooper, della Four Chambers Studio in California e collaboratore di Rawlins.
 
Chi organizza la prima caccia al tesoro su Gigapan?
 
Le informazioni raccolte in questo post sono tratte da Panning for Science di Karen A. Francek (Science, 5/11/2010).

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