Formaldeide nello shampoo?
Rimossa anche se innocua per la dose

Avete in mente il baby shampoo Johnson? Sì, quello che non fa lacrimare gli occhi. Me lo rivedo ancora, con la sua forma rassicurante, appoggiato nell’angolo della vasca da bagno: ha accompagnato il bagnetto di milioni di bambini piccoli per diverse generazioni.

Alla fine del 2013 è cambiata la formula: dagli ingredienti è sparito il quaternium-15, un conservante dal nome astruso che rilascia la ben più nota e temibile formaldeide. Un’ottima notizia, non trovate?

La formaldeide è stata usata ampiamente come conservante per le sue proprietà antibatteriche, ma da quando sappiamo che è un noto cancerogeno, certificato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione, se possiamo eliminarlo siamo tutti più contenti.

La formaldeide ha un odore che, una volta che lo conoscete, non ve lo scordate più. Io l’ho incontrata per la prima volta all’università, in una lezione di anatomia comparata. Poi l’ho ritrovata in laboratorio, dove si usava per conservare i tessuti. Miliardi di biopsie, i campioni biologici asportati per diagnosticare i tumori o altre malattie, sono conservate in una soluzione acquosa di formaldeide, la formalina, negli ospedale di ogni parte del mondo.

Ma ho ritrovato l’odore della formaldeide anche nelle mele e nelle banane andate un po’ oltre la maturazione. Anche se erano biologiche. Sì, perché la formaldeide è ovunque intorno a noi a basse dosi. Ce lo dice il suo stesso nome, che deriva dall’acido formico, un veleno urticante prodotto dalle formiche.

Il 90% della formaldeide viene dalla natura. Il nostro corpo crea formaldeide ogni volta che produce una nuova proteina, e inoltre nel fegato, tutte le volte che quel grande trasformatore di sostanze spacca una molecola complessa per renderla eliminabile. In tutti questi processi, umani ma anche degli altri animali e delle piante, la formaldeide è un sottoprodotto estremamente comune. Con le sue basse dosi conviviamo da millenni. E la formaldeide prodotta dall’industria chimica è identica a quella naturale, dato che ha la stessa formula chimica, CH2O.

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La formaldeide che si trova nell’ambiente è prodotta per il 60% dalle piante

Come sappiamo che la formaldeide causa il cancro? Lo sappiamo principalmente dagli studi negli animali: inalata ad alte dosi provoca tumori negli animali esposti. Negli esseri umani gli studi che hanno collegato chiaramente la formaldeide al cancro riguardano persone che ne hanno inalato grandi quantità per una vita intera. Per esempio, i professionisti dell’industria funeraria americana che avevano oltre 34 anni di attività e avevano eseguito più di 500 imbalsamazioni avevano un rischio più alto di sviluppare leucemie e linfomi (negli USA l’imbalsamazione è la norma per conservare il corpo dei defunti). Anche gli operai delle industrie che hanno lavorato per molti anni con la formaldeide prima degli anni Novanta avevano un rischio maggiore di sviluppare questo tipo di tumori.

In base a questi studi l’Agenzia europea per la sicurezza sul lavoro (OSHA) e l’Agenzia per l’Agenzia per la protezione dell’ambiente americana (EPA) hanno introdotto limiti entro i quali l’esposizione è sicura. Limiti particolarmente importanti per l’esposizione dei lavoratori, che sono le persone più a rischio per le alte dosi continuative.

Ma quali dubbi c’erano sulla sicurezza della formaldeide alla dose usata nel baby shampoo Johnson? Nessun dubbio. La concentrazione presente o rilasciata da altri conservanti era al di sotto dello 0,2% del totale degli ingredienti, il limite fissato dalle linee guida della Cosmetic Ingredient Review e della severissima legge californiana, nota come Proposition 65, che regola l’esposizione alle sostanze chimiche. Secondo un rappresentante della Johnson & Johnson, ci sarebbero voluti 40 milioni di bagnetti in un solo giorno per raggiungere la dose limite della Proposition 65.

Insomma, la formaldeide che era rilasciata dallo shampoo Johnson non era pericolosa come non lo è la quantità che si trova nell’aria che respiriamo e nelle mele che mangiamo.

Perché allora la Johnson & Johnson ha tolto il quaternium-15 dagli ingredienti? Per una questione di immagine. Sotto pressione da parte dell’Environmental Working Group, un’associazione che ha molta presa sul pubblico, la ditta ha dichiarato che avrebbe sostituito la sostanza entro dicembre 2013 e così ha fatto, offrendo argomenti a chi sostiene, senza alcuna base scientifica, che quella sostanza a quella dose minima fosse dannosa.

Perché la gente crede di essere più sicura senza le microdosi di formaldeide nello shampoo? Perché la mente umana ama le scorciatoie, senza considerare che un cammino mentale breve crea spesso illusioni e false credenze.

La prima scorciatoia mentale è la chemofobia o la paura di tutto ciò che è chimico. Ma tutto, proprio tutto è chimico, anche in natura. Senza chimica non esisterebbe nulla, neanche noi stessi o il nostro gatto.

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Il gatto Giulio, un concentrato di chimica

La seconda scorciatoia è che tutto ciò che fa l’industria è necessariamente velenoso, senza pensare che l’industria non ha un grande interesse a vendere prodotti nocivi e uccidere le persone. Se a volte le industrie prendono scorciatoie per profitti a breve termine, o se più di frequente usano in modo legittimo sostanze di cui non si conoscono ancora gli effetti, ci sono enti appositi che vigilano su tali effetti. Questi enti pongono seri limiti non appena verificano che alcune sostanze sono nocive e controllano che tali limiti siano rispettati.

La terza scorciatoia, che sarebbe meglio chiamare amnesia, riguarda appunto la dose. Non la consideriamo mai nei nostri ragionamenti su che cosa fa bene o fa male. Ma la valutazione della tossicità di ogni sostanza riguarda sempre la sostanza e la dose. Perfino l’acqua più pura che esce da una sorgente di montagna è tossica ad alte dosi, mentre l’arsenico a basse dosi è usato contro alcuni tipi di tumori. Acqua, arsenico e formaldeide sono sostanze naturali.

Io ho un sogno: Paracelso in TV. L’alchimista svizzero resuscitato è invitato tutti i giorni in almeno una trasmissione televisiva, a ripetere come un mantra una delle frasi più importanti mai scritte nella storia: “Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto”.

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Ritratto di Paracelso
(fonte: Wikipedia; il ritratto si trova al Museo del Louvre)

Non avrei mai pensato di fare l’avvocato difensore della formaldeide, ma anche il più impresentabile degli imputati ha sempre qualche attenuante. Qui l’attenuante che discolpa la formaldeide almeno nello shampoo Johnson è la dose. Ma ormai da lì l’hanno tolta, perciò la difesa non serve più, se non a usare meglio la testa. E a concentrarsi sui rischi veri per la salute.

Per questo post mi sono ispirata al bell’articolo di Tara Haelle, No more formaldehyde baby shampoo – How chemophobia made Johnson & Johnson reformulate its products, pubblicato su Slate il 3 marzo 2014.

Per la lezione

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