I duecento anni dell’HMS Beagle

Nel dicembre del 1831 una nave lascia il cantiere navale della Marina reale a Devonport, vicino a Plymouth in Inghilterra, per una circumnavigazione di cinque anni attorno al mondo. L’imbarcazione è piccola rispetto alla maggior parte delle navi militari: è un brigantino che in meno di 30 metri di lunghezza ospita un equipaggio di oltre 70 marinai (immaginate l’assembramento).

Dopo le guerre napoleoniche l’Inghilterra non ha più bisogno di grandi navi da guerra. Mai usato in battaglia, il brigantino è destinato a viaggi di esplorazione e di studio. Il capitano della seconda spedizione (ve n’era stata una negli anni Venti) si chiama Robert Fitzroy, il brigantino è l’HMS Beagle e il naturalista di bordo è un giovanissimo Charles Darwin.

Nel 2020 ricorre il duecentesimo anniversario dell’HMS Beagle. La BBC Radio Wales ha dedicato a questa ricorrenza un’interessante puntata del programma “Science Café” condotto da Adam Walton, di cui in questo post vi offro una sintesi. Nel 1820, quando il Beagle viene varato, l’Inghilterra è in fase di espansione imperiale e cerca di primeggiare sui francesi disegnando le mappe di parti del mondo ancora inesplorate, ottenendo sempre più prestigio internazionale. La missione che parte nel 1831 punta a rivisitare il Sud America per completare quella precedente, la prima del Beagle, rimasta incompiuta.

Perché Darwin è a bordo? All’epoca sta quasi pensando di farsi prete. Ha appena finito di studiare a Cambridge da alcuni ottimi insegnanti, tra cui Il professor Henslow, un grande botanico, e il professor Sedgwick, tra i maggiori geologi dell’epoca. Con quest’ultimo ha fatto da poco un’escursione scientifica, quando riceve la lettera di Fitzroy, il quale sta cercando qualcuno che sappia qualcosa di geologia oltre che un compagno di viaggio.

Darwin non è nato per fare il marinaio e fino all’ultimo giorno di navigazione soffrirà di mal di mare. Ciò nonostante il carattere equanime e la buona conversazione fanno di lui un compagno socievole.

Charles Darwin da giovane, ritratto da George Richmond (Immagine: Wikimedia Commons)

Come si intende col capitano Fitzroy? Nell’Ottocento un capitano di marina non può non essere un despota, ma Fitzroy ha un carattere particolarmente volubile e seri problemi mentali. In Sud America soffre di un esaurimento nervoso che complica non poco la vita all’equipaggio e a Darwin, che pure cerca di evitare ogni conflitto fin quando è possibile. Hanno serie diversità di opinioni sullo schiavismo, opposto pubblicamente dalla famiglia di Darwin e invece sostenuto da Fitzroy. Dopo il suicidio di quest’ultimo, avvenuto anni più tardi, Darwin scriverà che nel capitano Fitzroy c’era molto di amabile, ma anche tanto di complicato.

Il viaggio è spesso pericoloso. A Capo Horn, uno dei luoghi più turbinosi al mondo, una tempesta impressionante li sorprende nel gennaio 1931. Molte navi finiscono distrutte e il Beagle per un soffio non affonda. Osservazioni e campioni raccolti meticolosamente da Darwin rischiano di scomparire nel nulla, insieme a lui stesso e all’equipaggio.

Sul Beagle inizia già a pensare alla selezione naturale. Nel 1836, quando fa ritorno in Inghilterra, Darwin è abbastanza sicuro che le specie siano entità instabili. Fra i campioni raccolti, ci sono le ossa giganti del megaterio, un animale enorme che circa 15 mila anni fa scorrazzava in Sud America. Le spedisce in patria, quindi si accorge che sono simili a quelle di un animale molto più piccolo e vivente all’epoca, l’armadillo: è il primo collegamento tra una specie estinta e una vivente.

Mentre il Beagle naviga su e giù per il Sud America, Darwin fa altri collegamenti di questo tipo. Per esempio, un piccolo struzzo del Sud è simile a uno più grande del Nord. Come spiegare queste somiglianze? L’amico Charles Lyell gli aveva insegnato che piante e animali sono adattati ciascuno al proprio ambiente, eppure Darwin non vede differenze ovvie fra quei luoghi. Ma ecco che, quando sta già pensando al rientro, arrivano alle Galapagos.

Lo scheletro del Megaterio con parte delle ossa raccolte da Darwin, esposto al Natural History Museum a Londra.

D’improvviso vede questi stranissimi e docili animali, diversi da un’isola all’altra, le cui differenze sono difficili da spiegare con la sola teoria di Lyell perché le isole, vulcaniche e di formazione piuttosto recente, hanno ambienti pressoché identici.

Mentre il Beagle naviga nel Pacifico, Darwin ha tempo di riflettere. Inizia a concepire che sia l’isolamento tra le isole ad avere favorito le differenze e la formazione di nuove specie. Nel 1837, ormai rientrato in Inghilterra, cita nel suo diario questo indizio come il più importante nella conversione all’idea che le specie non siano immutabili.

Il viaggio sul Beagle e l’affiliazione alla marina militare hanno aiutato Darwin in altri modi forse meno evidenti. Gli hanno infatti dato la possibilità di comunicare ampiamente, anche per tutto il resto della vita passata a terra, una volta sbarcato dal brigantino. Se ha potuto proseguire le sue ricerche grazie al numero grandissimo di persone a cui si è affidato tramite corrispondenza, è stato anche grazie all’infrastruttura dell’ammiragliato che lo ha aiutato e sostenuto nei contatti con specialisti in tutto il mondo. Senza questi contatti non avrebbe mai potuto collezionare la miriade di campioni di ogni tipo di organismo e di specie, che è stato il fondamento tangibile della sua carriera scientifica.

Nelle lettere di Darwin dal Beagle si osserva lo sviluppo della teoria dell’evoluzione dai suoi primi germogli. Nelle discussioni epistolari Darwin butta dentro idee straordinarie che fa rimbalzare, per così dire, nella mente dei corrispondenti. Gli scambi proseguono per il resto della vita di Darwin, dalla casa di Down. Darwin vi descrive i suoi esperimenti sia quando riescono, sia quando non riescono. Inoltre le lettere spesso mostrano la preoccupazione di Darwin di cercare di rispondere alle critiche. Le sei edizioni “Dell’origine delle specie” pubblicate durante la sua vita possono essere viste come una sorta di conversazione aperta con i colleghi scienziati e naturalisti, oltre che col pubblico dei lettori.

Le parole della canzone in questo video vengono dalle lettere di Charles Darwin (dal Darwin Correspondence Project).

Quali lezioni e insegnamenti dell’avventura dell’HMS Beagle valgono per i ragazzi di oggi? Quando Darwin è invitato a unirsi alla spedizione, è un ragazzo che non sa bene che cosa fare della sua vita; quando scende dal Beagle è diventato uno dei più importanti scienziati dell’Ottocento e della storia. I cinque anni che passa in mare sono una parabola dell’educazione moderna, un’enorme impresa umana sull’imparare per osservazione, portata a termine superando ogni giorno enormi difficoltà pratiche.

In mostre e musei ho visto diversi modellini del Beagle e ricostruzioni di parti degli interni, ma la nave intera che fine ha fatto? Nel 1837, sei mesi dopo la fine del terzo e ultimo viaggio, in Australia, l’imbarcazione è ricoverata in un cantiere navale inglese. A luglio 1845 la Marina militare la distacca al servizio di guardia costiera. Rimossi alberi e vele, è trasformata in una sorta di stazione di polizia galleggiante, attraccata all’estuario del fiume Roach, nell’Essex. All’epoca ci sono molti contrabbandieri che arrivano dal continente e si nascondono nelle acque basse e paludose degli estuari. Lì rimane fino al 1850, quando viene tirata in secco in seguito a una petizione da parte di commercianti di ostriche che lamentano l’ostruzione di un canale.

Attorno al 1870 viene infine ceduta a qualcuno del luogo che la fa a pezzi vendendo quel poco di valore che rimane. I resti giacciono verosimilmente sotto il suolo fangoso di quello che al tempo doveva essere un attracco per questo tipo di operazioni. Così è finita la nave più importante della storia della scienza. Parecchia gente del luogo sostiene ancora oggi di possederne qualche reliquia.

 

Questo post è una sintesi di “Science Cafe – 200th Anniversary of HMS Beagle” condotto da Adam Walton su BBC Radio Wales il 27/10/20. Alla trasmissione hanno contribuito Alison Pearn, Associate Director del Darwin Correspondence Project presso l’Università di Cambridge, che ha raccolto oltre 9000 lettere di Darwin; Gordon Chancellor, fra i curatori del sito Darwin Online, la maggiore risorsa in rete delle opere di Charles Darwin;  David Lort-Phillips e Richard Oliver, del HMS Beagle Project. In apertura, l’HMS Beagle nella Terra del Fuoco, in un dipinto dell’artista di bordo Conrad Martens (1833).

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