A lezione di economia dagli scoiattoli

Le settimane d’autunno sono piuttosto frenetiche per uno scoiattolo. Trovare noci, nocciole, ghiande e altro cibo da nascondere per un lungo inverno è un lavoro intenso, ripetitivo e senza tregua. Lucia Jacobs, docente del Dipartimento di Psicologia e dell’Istituto di Neuroscienze dell’Università della California a Berkeley, è un’esperta e ha raccontato cose molto interessanti su questi animali in un podcast di “Science Friday”, intervistata dal giornalista Ira Flarow. Di seguito vi propongo un riassunto.

Non tutti vanno pazzi per gli scoiattoli. Alcuni li considerano topi o ratti con la coda, altri detestano che attacchino le mangiatoie per gli uccelli o distruggano i bulbi a riposo. Altri ancora potrebbero invece guardarli incantati per ore mentre saltellano su e giù dagli alberi, seguiti dalla loro lunga coda danzante (io sono tra questi).

 

Uno scoiattolo che sta per attaccare una mangiatoia per uccelli (Wikipedia)

Sono animali onnivori e quando sono affamati mangiano quasi qualunque cosa. Hanno però preferenze forti per ghiande, noci e altri frutti secchi in cui si sono specializzati nel corso dell’evoluzione. Questa specializzazione ha letteralmente plasmato l’aspetto odierno di molti boschi e foreste, che in assenza di questi animali sarebbe verosimilmente molto diverso.

Nocciole sgranocchiate da scoiattoli (Wikipedia)

L’effetto che hanno sul paesaggio è grande almeno quanto quello dei castori, altri roditori a cui da questo punto di vista somigliano. Si può dire che gli scoiattoli hanno creato le proprie foreste, essendo anche bestiole molto antiche dal punto di vista evolutivo. Si stima che i loro antenati abbiano abitato la Terra da almeno 36 milioni di anni e sono diffusi ovunque, con tantissime specie oltre a quelle a noi più note degli scoiattoli rosso e grigio.

Le abitudini di accumulo variano tra le diverse specie. Mentre lo scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris) tende a mettere tutte le sue provviste in un unico nascondiglio che difende strenuamente, lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) – studiato da Jacobs – seppellisce individualmente ogni singolo frutto secco in posti diversi. Queste due strategie rivelano due sistemi economici diversi e complessi, che implicano scelte su come nascondere e mangiare le riserve alimentari.

Sono scelte che facciamo anche noi quando (raramente!) abbiamo dei soldi in più. Innanzitutto ci chiediamo se spenderli subito o metterli da parte. Poi, se abbiamo un’indole da risparmiatori, i pensieri sono: dove li mettiamo? Come li proteggiamo perché non vadano persi o distrutti? In che modo possiamo difenderli dai ladri? Come possiamo recuperarli al bisogno? Riguardo al cibo e non ai soldi, sono ragionamenti che gli scoiattoli fanno migliaia di volte l’anno.

Quando arriva l’estate gli scoiattoli sono in genere molto magri perché hanno esaurito da tempo le scorte messe via l’autunno precedente. Da marzo ad agosto si sono dunque nutriti di qualunque cosa siano riusciti a trovare: boccioli, foglie, insetti, funghi e così via. Per sopravvivere, prima che il nuovo raccolto sia pronto a fine estate, devono per forza essere di bocca buona e creativi. La fame li spinge ad attaccare le mangiatoie degli uccelli e qualunque cosa contenga roba per loro commestibile.

Uno scoiattolo mangia una mela in un parco di Boston ad agosto 2012 (L.V.)

Nonostante in questo periodo siano famelici, curiosamente non si avventano sul cibo. Quando trovano, per esempio, una noce, la fanno roteare tra le zampe, quindi la portano alla bocca e scuotono la testa da una parte e dall’altra. Quello che stanno facendo è soppesare la noce: a seconda di quanto è pesante, la porteranno a una distanza maggiore o minore dal luogo in cui l’hanno trovata. Luogo che è in genere affollato da altri scoiattoli. Il loro istinto è andare il più lontano possibile dai concorrenti, bilanciando però la decisione con le energie necessarie al trasporto.

L’autunno è invece la stagione in cui gli scoiattoli si trasformano in macchine per la memorizzazione dei nascondigli. Con l’abbondanza di noci e ghiande, la scarsità estiva è un problema dimenticato, e le decisioni possono essere molto più veloci. Da esperimenti con scoiattoli in cattività è risaputo che gli scoiattoli ricordano la posizione dei propri nascondigli con grande precisione. Quando hanno fame, vanno prima a recuperare il cibo nascosto da loro stessi. Se non basta trovano i nascondigli di altri scoiattoli, guidati da un ottimo olfatto. Si può fare la prova: seppellite un centinaio di noci in giardino e in un mese uno scoiattolo ve ne avrà lasciata una o due se va bene.

Per quanto piccoli, questi animali hanno dotazioni, abilità e forza straordinari. Con i denti affilati quasi come la lama di una motosega, sono in grado di tagliare perfino il metallo. Con le zampe anteriori possono manipolare e trattenere oggetti. Possono correre, saltare, arrampicarsi sugli alberi, alla stessa velocità in salita o in discesa. Hanno articolazioni che possono ruotare di 180 gradi, in modo da potersi appendere facilmente alle zampe posteriori.

Cosa succede quando fa molto freddo e il terreno è coperto di neve o ghiaccio? Gli odori si sentono meno e lo scoiattolo se ne sta rintanato nella sua tana, evitando di morire congelato. Ma appena la temperatura risale, esce e si dirige verso i suoi nascondigli. In questo periodo gli scoiattoli spiccano sulla neve, mentre vi si buttano dentro a capofitto per risalire subito dopo con una nocciola recuperata, da sgranocchiare in un posto sicuro e riparato.

 

Uno scoiattolo rosso sulla neve (Wikidata)

Come fanno a ricordare tutti i posti in cui hanno seppellito qualcosa? Come memorizzano e misurano i percorsi da fare? Di preciso non si sa, anche se sembrano distribuire le scorte in base al tipo di alimento. Lo si è osservato in esperimenti in cattività, nei quali agli animali sono state distribuite noci, mandorle, nocciole di diverso aspetto e dimensioni.

“Questa è una mandorla: dove ho già nascosto le altre mandorle?” sembra pensare lo scoiattolo mentre studia le provviste da nascondere. Nel decidere dove portare il bottino, entrano forse in gioco anche aspetti come il peso e la densità. Il massimo sembra essere una noce grande e leggera, più ricca cioè in grassi. Pesando poco in relazione alle dimensioni, è particolarmente preziosa e merita che la si nasconda a maggiore distanza. L’obiettivo è soprattutto non farsi rubare le scorte dagli altri, visto che gli scoiattoli sono tutti ladri. Anche in questo forse ci somigliano.

Quanto è importante per loro imparare dai genitori? Per rispondere a questa domanda la professoressa Jacobs sta studiando il comportamento di cuccioli orfani, recuperati per esempio da associazioni animaliste quando un albero sta per essere abbattuto insieme alla “casa” degli scoiattolini. Sarà interessante capire se questi animaletti cresciuti senza poter osservare i genitori diventeranno bravi quanto gli altri scoiattoli a nascondere e recuperare il cibo.

Anche se li si vede agire perlopiù da soli, è possibile che abbiano relazioni in famiglie allargate e che nel territorio in cui si muovono ci sia una lasca rete organizzata di parentela.

Sono piuttosto longevi. In laboratorio vivono anche vent’ anni, mentre in natura si fermano a dodici circa. Lo sviluppo cognitivo è un po’ più lungo di quello di un topo, che in tre settimane è già maturo. Le loro capacità cognitive sono notevoli: hanno sofisticate capacità motorie e di cognizione spaziale, e la memoria permette loro di ritrovare dopo mesi migliaia di nascondigli sparsi in un territorio in tre dimensioni.

Tra i loro predatori ci sono diversi uccelli, da cui sembrano difendersi ascoltando il canto per sapere quando nascondersi.

Rispetto ad altri roditori sono insoliti perché sono diurni, quindi hanno una migliore visione a colori, con cortecce visive più simili a quelle dei primati. Per certi aspetti somigliano più alle scimmie che ai topi.

Questo post è tratto dal podcast “Squirrel-Nut Economics And Other Agility Tricks”, Science Friday. In apertura uno scoiattolo dalla coda grigia (Wikipedia).

 

 

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