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C’è un nuovo luogo per imparare nel mondo

Volete frequentare un corso di alto livello, senza volare a New York o in California e senza spendere 60.000 dollari? Coursera fa per voi.

Il nuovo luogo per imparare si chiama Coursera ed è gratis.

Ha aperto sei mesi fa e ha già convinto più di un milione e mezzo di studenti a iscriversi. I professori vengono da una lista di università impressionante: Ivy Leagues come Columbia e Brown; scuole di alta specializzazione, come la Mount Sinai School of Medicine; istituzioni pubbliche o private; politecnici europei, come quello di Losanna, e università asiatiche, come quella di Hong Kong.
 
A provare questo esperimento sono alcuni fra gli atenei più quotati al mondo: quelli che possono permettersi di mettere i corsi online senza il rischio di un’emorragia di studenti, visto che ogni anno arrivano a dire no anche al 90% delle richieste di iscrizione.
 
Sono incuriosita dal corso introduttivo alla system biology (così magari capisco che cos’è). Dura 5 settimane, con 3 lezioni di un’ora a settimana e almeno altrettante ore di studio. C’è già un programma e qualche requisito: è meglio aver frequentato un corso di universitario di biologia (fin qui mi sa che ce la posso fare) e avere qualche rudimento di statistica (me la caverò?). Per la valutazione il prof, che mi sembra molto qualificato, darà dei compiti da fare e dei problemi da risolvere. Chi li completerà, alla fine riceverà un certificato firmato dal direttore.
 
Un esempio di test online
(cliccando sull'immagine la potete vedere più grande)
 
Se vi piace la chitarra e l’improvvisazione, c’è un corso che ha l’aria favolosa: tenuto da Gary Burton, docente alla celeberrima Berklee college of music di Boston, mi sa che avrà un mucchio di studenti. Potrei continuare con esempi di ogni genere: il problema, su Coursera, è semmai scegliere.
 
Da dove vengono gli studenti? Anzi, scusate, il nome giusto è Courserians… I courserians vengono da 196 paesi: un terzo dagli Stati Uniti; seguono Brasile e India.
 
L’aspetto del sito ha qualcosa di facebook, più intelligente: si può interagire con gli altri studenti, ma lo scopo e l’interesse comune sono chiaramente studiare e imparare.
 
Non è l’unico esperimento in corso. MIT e Stanford offrono già da qualche anno corsi online, ma Coursera, fondata da due prof. di Stanford, Andrew Ng and Daphne Koller, è però la prima grande piattaforma di corsi che permette di scegliere il meglio da tanti. Un po’ come Amazon per i libri e Yoox per l’alta moda.
 
A questo genere di corsi qualcuno ha già provveduto a dare un nome mostruoso: MOOC o “massive open online courses”. Nome a parte, i MOOC saranno sostenibili? Speriamo. Un analisi del Moody’s Investors Service prevede che Coursera e piattaforme simili crescano molto nei prossimi anni. Potrebbero generare reddito per le università coinvolte e le società che distribuiscono i corsi, tramite la distribuzione dei contenuti (immaginate un’università di livello più basso che prende in “affitto” il corso di una migliore) o la vendita dei certificati di frequenza agli studenti. Ma i prezzi saranno sempre infinitamente più bassi dei circa 60.000 dollari all’anno, necessari a pagare la retta di molti di questi college.
 
Mi pare un’opportunità interessante. Speriamo che qualche studente italiano si svegli! Qualcuno l’ha già fatto: se cercate Courserians Italy su Google, trovate già qualche gruppetto in Sicilia, a Milano, a Gorizia.
 
 
Gruppi di studio Coursera si stanno formando ovunque nel mondo
(cliccando sull'immagine la potete vedere più grande)
 
Buono studio!
 
Ho scoperto Coursera leggendo un articolo di Tamar Lewin sul New York Times. Le immagini del post sono tratte dal Coursera mediakit.

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