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Darwin by night

Si è aperta a Milano la mostra su Darwin: un'occasione da non perdere per capire con semplicità e chiarezza che cosa significano la teoria dell'evoluzione e le altre grandi scoperte del più grande naturalista di tutti i tempi.
Ieri sera sono uscita a cena con mia figlia (pizza per festeggiare la pagella di 3° elementare).
La cena è rapida e la serata è troppo bella e fresca per tornare subito a casa. Così, girovagando in bicicletta, capitiamo per caso davanti alla Rotonda della Besana. E sempre per caso scopriamo che la mostra su Darwin, appena sbarcata a Milano da Roma, è aperta fino alle 22.30.
 
In meno di un secondo (dopo un aver acquistato un conveniente biglietto famiglia: ottima iniziativa!) siamo dentro l’antico lazzaretto, incollate alla prima vetrina, a guardare quanto si somigliano gli scheletri di uno scimpanzé, di un delfino e di altri animali.
 
La mostra è tutta per noi: un privilegio assoluto vederla con così poca gente e l’atmosfera magica di una bella serata d’estate.
 
Darwin a scuola è distratto (mia figlia si consola della sua, di distrazione). Quando arriva a fatica all’Università (sarà pur stato svogliato, ma l’Università è pur sempre Cambridge e non la scuola radio-elettra) passa più tempo a collezionare coleotteri che a studiare medicina e teologia. Tanto che un amico lo disegna scherzosamente a cavallo di uno stercorario:
 
 
Davanti alla pianta del Beagle e alla mappa del giro intorno al mondo ci sentiamo anche noi in viaggio con Darwin: condividiamo entusiasmi, scoperte e mal di mare.
 
Io penso anche, fra me e me, quanto sono felice che questo viaggio lo abbia distolto dalla carriera di parroco di campagna (pensate che spreco sarebbe stato per scienza e umanità).
 
Nel viaggio ci imbattiamo, oltre che in un mare di fossili uno più curioso dell’altro, in tre simpatiche creature: un’iguana, un armadillo e la velenosissima rana freccia. Complice la notte, schizzano tutti e tre, vispissimi, da un angolo all’altro delle vasche (i guardiani, eccitati pure loro, confermano che siamo fortunate: durante il giorno gli animali sono spesso semi-letargici e pressoché invisibili).
 
Dopo il lungo viaggio torniamo felici a Londra, conosciamo Emma, visitiamo Down House (bellissima la ricostruzione dello studio-laboratorio) e attraversiamo il sandwalk (nell’originale Darwin meditava sui problemi da risolvere, associando a ogni pensiero un sasso, che spostava con un calcetto: più il problema era difficile e più erano i sassi che calciava).
 
Il tempo stringe, la mostra chiude in pochi minuti. Non riusciamo a dedicare attenzione all’evoluzione dopo Darwin e a Darwin e l’Italia (ma per questo torneremo: a questa mostra fantastica bisogna portare anche il papà giramondo).
 
Facciamo però un’ultima lunga sosta davanti alla mappa interattiva delle migrazioni degli ominidi e poco oltre (o poco prima?) ci commuoviamo perché Darwin voleva – già due secoli fa – l’abolizione della schiavitù (gli uomini sono tutti diversi e tutti uguali: c’è chi ancora oggi non lo vuole capire).
 
Quando usciamo è quasi completamente buio, la Besana è ancora più magica e noi risaliamo felici a cavallo della bici.
 
Un solo disappunto: la mostra chiuderà il 24 ottobre ed è l’unica tappa nel Nord Italia (la mostra è stata a Roma in primavera e andrà a Bari in autunno). Quanti bambini e ragazzi del Nord Italia riusciranno a visitarla? L’apertura ha coinciso con la fine del calendario scolastico. A settembre le scuole quando riapriranno saranno travolte dall’abituale caos organizzativo di inizio anno, complicato dai tagli. Quante classi riusciranno fin da subito a organizzarsi per venire alla Besana?
 
La scelta del periodo balneare forse è stata dettata da una sfortunata coincidenza. Sarei più propensa a credere a quest’ipotesi se il sindaco di Milano, da Ministro dell’Istruzione, non avesse attentato all’insegnamento della teoria dell'evoluzione.
 
Comunque, qualunque sia la verità, care insegnanti di Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Liguria, inondate fin da ora l'ufficio visite di gruppo di prenotazioni per le vostre classi: chissà mai che di fronte a tante richieste gli organizzatori non si trovino costretti a spostare un po’ più in là la chiusura... E se proprio non ce la fate a venire a Milano entro fine ottobre, organizzate una gita invernale a Bari: ne vale davvero la pena, per questo Darwin!
 
Prima di chiudere, molti complimenti ai tre illustri curatori: Niles Eldredge, Telmo Pievani, Ian Tattersall.
 
In questo video Telmo Pievani racconta l’idea della mostra:
 

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