I risultati dell’indagine PISA-OCSE 2012

All’inizio di dicembre l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha pubblicato il rapporto sull’indagine PISA 2012 (Programme for International Student Assessment), una rilevazione internazionale che mira ad accertare le conoscenze e le capacità dei quindicenni scolarizzati dei Paesi industrializzati che fanno parte dell’Organizzazione. L’indagine PISA può quindi essere considerato un controllo periodico del sistema dell’istruzione. I risultati indicano che l’Italia è complessivamente sotto la media dei Paesi membri, ma ci sono alcuni miglioramenti. Vediamo il dettaglio.

Che cosa valuta l’indagine PISA?
L’indagine ha lo scopo di verificare in che misura i giovani prossimi all’uscita dalla scuola dell’obbligo abbiano acquisito alcune competenze giudicate essenziali per svolgere un ruolo consapevole e attivo nella società e per continuare ad apprendere per tutta la vita. Quindi, più che rilevare la padronanza di parti del curricolo scolastico, l’indagine PISA mira a valutare la capacità degli studenti quindicenni di utilizzare conoscenze e abilità apprese anche e soprattutto a scuola per affrontare problemi e compiti analoghi a quelli che si possono incontrare nella vita reale.

In ogni ciclo di PISA, che è un programma di rilevazioni con periodicità triennale, si valutano i tre ambiti della lettura, della matematica e delle scienze, ma se ne approfondisce uno a rotazione. L’ambito che è stato approfondito nel 2012 è quello riguardante la matematica, mentre nel 2009 è stato approfondito quello della lettura e nel 2015 sarà approfondito quello delle scienze.

Che cosa dicono i risultati dell’indagine 2012?
I migliori sono stati sicuramente i Paesi asiatici. In particolare si è distinta la provincia cinese di Shanghai che ha ottenuto il punteggio più alto, 613 punti, cioè 119 punti al di sopra della media OCSE ed equivalgono a tre anni di scolarità.

Anche l’Italia ha ottenuto buoni risultati, anche se il suo punteggio rimane ancora al di sotto della media OCSE (485 punti rispetto a 494). Rispetto al PISA 2003, anno in cui la matematica è stata per la prima volta ambito principale di indagine, il nostro Paese (insieme a Polonia e Portogallo) ha aumentato la percentuale di studenti a livelli alti di competenza e diminuito la percentuale di studenti al di sotto del livello 2, considerato il livello base di competenza matematica che è richiesto per poter partecipare pienamente alla società moderna.

Ma non solo questi sono i risultati positivi del nostro Paese. Infatti se l’Italia tra il 2000 e il 2006 ha avuto risultati abbastanza costanti se non addirittura peggiori (per esempio, nella lettura), nel 2009 ha fatto registrare un innalzamento significativo del punteggio a cui è seguito un ulteriore lieve miglioramento nel 2012, come si può vedere dal grafico. Il salto maggiore è avvenuto, quindi, tra 2006 e 2009, e confermato dal miglioramento meno importante tra 2009 e 2012.

grafico_pisa

Andamento dell’Italia nelle rilevazioni PISA. A un pallino di dimensioni maggiori corrisponde l’ambito che in quella rilevazione è stato oggetto del focus specifico (Fonte: elaborazione INVALSI su dai OCSE)

Quali fattori  possono spiegare questo miglioramento?
Dato che il sistema scolastico è un sistema complesso, è difficile attribuire a un fattore specifico i risultati positivi dell’Italia dal 2006 a oggi. Ma proviamo ad analizzare quali cambiamenti intervenuti in questi ultimi anni possono aver influito sul miglioramento del nostro Paese.

Innanzitutto, nel periodo che intercorre tra l’indagine OCSE-PISA del 2003 e quella del 2012, e più specificatamente tra quella del 2009 e quella del 2012, la scuola italiana è stata interessata da diversi e profondi cambiamenti strutturali tra cui, in particolare, l’emanazione di nuove Indicazioni Nazionali per tutti gli ordini di scuola e la messa in campo di un sistema di prove standardizzate di valutazione degli apprendimenti (in particolare per la matematica), le Prove INVALSI.

Gli studenti regolari del campione statistico che hanno sostenuto le prove PISA, quindi, hanno frequentato sia una scuola del primo ciclo che una del secondo ciclo profondamente diverse da quella dei ragazzi che parteciparono all’indagine OCSE PISA del 2003. In particolare il primo ciclo di istruzione è stato interessato in questo periodo da una serie di rinnovamenti strutturali e curricolari, che sono cominciati con le Indicazioni Nazionali del 2003, per poi perfezionarsi attraverso le Indicazioni per il Curricolo del 2007 e finalmente trovare una sistemazione complessiva con le nuove Indicazioni Nazionali del 2012; il secondo ciclo è stato invece interessato dalla riforma che ha introdotto cambiamenti significativi sia per quanto riguarda gli obiettivi generali, che per la definizione dei percorsi (e quindi per l’individuazione dei contenuti matematici).

Un altro elemento importante che sicuramente ha avuto un ruolo significativo nel miglioramento dei nostri risultati riguarda l’attuazione del Piano di Formazione e Informazione finanziato dal fondo sociale europeo (PON) negli anni 2007 – 2013. La finalità del Piano era quella di sostenere l’attenzione del mondo della scuola verso gli aspetti teorici e metodologici della valutazione degli apprendimenti, contribuendo così all’azione di miglioramento dei risultati degli studenti delle regioni dell’Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) attraverso la formulazione di opportuni piani di miglioramento didattico.

Il miglioramento dei risultati complessivi dell’Italia in questi anni è, quindi, stato sicuramente influenzato dal miglioramento delle regioni del Sud. Come si può vedere dalla tabella, dal 2003 al 2009 la macroarea del Sud ha avuto un miglioramento piuttosto netto, passando da un punteggio di 428 punti a 465, mentre la macroarea del Sud e Isole ha fatto registrare un miglioramento molto importante tra il 2006 e il 2009, aumentando di ben 34 punti. Nessuna delle altre macroaree ha avuto nel tempo un miglioramento così significativo.

tabella_pisa

Rimane comunque un quadro generale in cui l’Italia nel suo complesso è ancora sotto la media OCSE e le differenze tra Settentrione e Meridione permangono.

Tra i fattori va infine ricordata l’introduzione della certificazione delle competenze, che ha portato l’intero sistema verso un modello in cui la valutazione (in particolare quella realizzata attraverso le prove Invalsi) non fosse più centrata sul mero accertamento del possesso di contenuti.

Come si può quindi vedere, diversi sono gli aspetti che possono aver contribuito al miglioramento dei nostri risultati, ma sono necessarie ricerche più approfondite per capire se tali aspetti hanno contribuito in egual misura o alcuni sono stati più efficaci di altri.

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