Finlandia: ecco le nuove linee guida per la scuola

Il 22 dicembre 2014 il sito del ministero dell’istruzione finlandese ha pubblicato le nuove indicazioni nazionali, che entreranno in vigore dal 1/8/2016. Le scuole hanno un anno e mezzo di tempo per predisporre il loro piano attuativo. Come in Italia, anche in Finlandia non ci sono programmi scolastici prescrittivi, ma indicazioni, ossia linee guida che ogni istituzione scolastica adatta alla situazione locale. In ogni scuola gli insegnanti discuteranno e frequenteranno corsi di formazione offerti dallo stato. Il lavoro non è poco ma si può prevedere che i finlandesi saranno capaci di passare dalle parole ai fatti, com’è avvenuto in passato.

Ma perché riformare le linee guida della scuola in un paese che ha un sistema scolastico riconosciuto di buona qualità?
La legge finlandese prevede che le indicazioni nazionali siano riviste ogni dieci anni. Quelle in vigore oggi risalgono al 2004, pertanto sono arrivate alla loro scadenza stabilita. Irmeli Halinen, presidente del National Board of Education (l’agenzia che progetta i curricoli nazionali), spiega che rivedere le indicazioni nazionali è periodicamente necessario per colmare il divario che si crea tra la scuola e il mondo reale. Rispetto a dieci anni fa molte cose sono profondamente mutate nel mondo: la tecnologia, il lavoro, la quantità e il tipo di sapere, l’ambiente, l’economia, la popolazione, le comunità di persone. Da qui l’esigenza di adeguare il sapere e le competenze offerte dalla scuola. Tutte le scelte fatte ora influiscono sul futuro. Le prossime indicazioni usciranno nel 2024, e quelle appena uscite sono una scommessa su cosa servirà al paese nei prossimi 5-10 anni.

In questo video, Irmeli Halinen, presidente del Finnish National Board of Education racconta quali sono i punti chiave della prossima riforma scolastica finlandese:

Chi ha elaborato le indicazioni nazionali?
La stesura è stata portata avanti da gruppi multidisciplinari, supportati esternamente dal feedback di gruppi più ampi online. Per tre volte il ministero ha aperto consultazioni in rete sulle bozze del documento: nel 2012, nel 2013 e nella primavera del 2014. Talvolta è stato richiesto di votare tra due diverse versioni. Nella discussione sono stati coinvolti molti soggetti: dirigenti, insegnanti, educatori, pedagogisti, genitori, cittadini in genere e non da ultimi gli studenti. Il confronto è servito a non calare dall’alto una normativa su un tema così caro a tutti com’è la scuola.

Per maggiori informazioni sulla riforma scolastica finlandese e sulla metodologia impiegata per la redazione delle nuove linee guida puoi consultare il sito web del Finnish National Board of Education.

Quali sono le linee generali delle nuove indicazioni nazionali?
Il nuovo documento è molto più corposo del precedente, si passa da 320 pagine a 550. Nella prima parte è descritto l’inquadramento pedagogico di base, che conferma l’orientamento già presente nella scuola finlandese di attenzione per le esigenze umane dell’alunno. Il nucleo centrale, per Halinen, è formare in ciascun ragazzo una corretta visione di sé e del mondo. La scuola deve offrire, oltre alle conoscenze e agli strumenti per affrontare la vita quotidiana, la sensazione di partecipare a una comunità di lavoro in cui si è apprezzati per quello che si è, in cui la propria persona e il lavoro svolto abbiano un significato, in cui il proprio tempo è speso in maniera sensata. Non si tratta di retorica perché le linee guida influiscono concretamente su come il piano va attuato nelle scuole.
La scuola che la Finlandia vuole è process-oriented e non result-oriented, ossia più che quanto e cosa insegnare, il punto centrale è come. Il sapere dei bambini deve svilupparsi attraverso attività che stimolino la creatività, sapere e saper fare devono procedere insieme (conoscenze e competenze in finlandese si dicono tiedot ja taidot, due parole molto assonanti). L’orientamento pedagogico si contrappone a quello di altri sistemi scolastici, soprattutto orientali, che mirano più alla qualità e all’eccellenza, e curano meno le esigenze di ciascun bambino.

Quali sono le principali novità della riforma?
La novità più grande è l’abbassamento dell’età di inizio dell’obbligo scolastico: adesso la scuola dell’obbligo sarà da sei a sedici anni, mentre fino a oggi è stata da sette a sedici. Si discute anche se innalzare l’obbligo a diciassette anni, ma questo non è incluso nel presente documento. Va comunque detto che quasi tutti i bambini finlandesi a sei anni frequentano già adesso un anno di pre-scuola.

Cosa succede al monte orario delle materie?
Complessivamente il monte orario della scuola dell’obbligo non cambierà, ma alcune materie prenderanno più spazio rispetto al decennio precedente. Educazione motoria raddoppierà le ore. Questa esigenza nasce dai dati sull’obesità infantile che in Finlandia sono alti. Anche musica e disegno acquistano un’ora: finora si facevano soprattutto in corsi opzionali, scelti da studenti motivati e non diffusi obbligatoriamente a tutti. La decisione di dare più spazio a materie che sviluppino l’espressione di sé è il frutto di intense discussioni sul disagio giovanile, in particolare in seguito a due terribili fatti di cronaca.
Perdono ore religione e le materie opzionali, ossia quel ventaglio di corsi tra cui l’alunno in Finlandia può scegliere.

Si parla di nuove tecnologie?
Le competenze informatiche sono un aspetto centrale della riforma. La Finlandia è preoccupata di non rimanere indietro nelle conoscenze digitali, perché sono strettamente collegate con la produttività del paese. Sapersi destreggiare con un computer è oggi importante in tutti i settori. Un aspetto del problema è la diffusa reticenza delle ragazze: i dati mostrano chiaramente che quando per una posizione lavorativa si richiedono conoscenze informatiche, seppur di base, il numero di candidate sul totale degli aspiranti si riduce a poche unità percentuali.
È interessante come nella riforma si affronti il tema della diffusione a tutti delle competenze digitali. Si è deciso di non introdurre una specifica ora di informatica: tutte le discipline dovranno usare anche le nuove tecnologie e gli insegnanti saranno aggiornati in tal senso.
In favore delle competenze informatiche la Finlandia ha deciso di rinunciare ad alcune abilità tradizionalmente insegnate a scuola, come il corsivo, che diventa facoltativo. A partire dal 2016 i bambini potrebbero imparare a scrivere a mano solo nelle due grafie stampatello. Questa scelta ha suscitato non poche discussioni e l’eco è arrivata fino ai nostri media.
In compenso i bambini finlandesi diventeranno abili nella produzione di testi con la tastiera, perché questo non è facoltativo sulle indicazioni, è obbligatorio. La Finlandia non è sola su questa strada: il corsivo è già stato eliminato dai programmi scolastici in diversi stati.

Visto che l’eliminazione dell’obbligatorietà del corsivo ha fatto insorgere critiche e perplessità, soprattutto all’estero, il ministero dell’istruzione finlandese ha voluto spiegare che la scrittura a mano resterà un aspetto centrale della scuola, come si può leggere in questo documento.
Anche lo sviluppo delle abilità manuali in genere, come per esempio la falegnameria, il cucito e la pittura, che sono attività diffuse nelle scuole, resteranno al centro dell’offerta formativa.

E l’ora di codice?
La riforma introduce anche l’insegnamento delle basi di programmazione, a carico soprattutto degli insegnanti di matematica. Poiché le ore di matematica non aumentano, si è deciso di rinunciare all’insegnamento della divisione in colonna quando il divisore è a più cifre. Si manterrà forte il calcolo mentale e in divisioni come 8016 : 32 l’alunno dovrà saper dare una stima, ma non si insisterà sull’uso dell’algoritmo, per dar spazio alle attività di coding. Anche questa decisione ha fatto molto discutere, ma la Finlandia segue un modello didattico già presente in altri paesi.
Leo Pahkin, responsabile del nuovo curricolo di matematica, indica in cosa consisterà l’informatica al primo ciclo: «La cosa più importante è far capire come funziona la programmazione ed entusiasmare i giovani a questo linguaggio». In prima e seconda elementare si insegnerà l’importanza di dare istruzioni precise, attraverso attività tra compagni senza l’uso di macchine. «I bambini», prosegue Pahkin, «imparano che istruzioni esatte producono risultati esatti e istruzioni poco definite danno risultati poco definiti». A partire dal terzo anno le istruzioni andranno date alle macchine, utilizzando linguaggi grafici. Negli ultimi tre anni della scuola dell’obbligo il linguaggio sarà quello di programmazione. «Non importa quale tipo di linguaggio si utilizza». Secondo Pahkin, «la finalità è comprendere come funziona la programmazione e saperla decifrare».

Nel video che segue, Conrad Wolfram spiega per quale ragione l’utilizzo dell’informatica agevoli l’insegnamento della matematica e favorisca l’individuazione degli ambiti in cui essa viene applicata:

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