La prima lezione sull’elettricità

Francesco domanda:

Il nostro prof. ha spiegato in classe l’elettricità.
Ci ha spiegato che cos’è e anche come funzionano gli oggetti che sfruttano l’elettricità, ma non ho afferrato bene quest’ultimo concetto.
Mi sembra di aver capito che hanno due cariche una negativa e un’altra positiva.
Su quella negativa viene data una carica di, ad esempio, 100 v., mentre su quella positiva 0v..
Il polo positivo attrarrà, quindi, verso se stesso i v. della carica negativa, fino a quando i due poli non avranno la stessa carica (in questo caso 50v.).
Le ricariche sfruttano questo, facendo aggiungere una certa quantità di v. al polo negativo.
Ho capito bene?
Ringrazio anticipatamente.

Ecco la mia risposta:

Per risponderti efficacemente, avrei bisogno di sapere la scuola che frequenti e in che classe. Ci sono fraintendimenti che sono un compromesso accettabile in certe situazioni, ma non in altre.

Nel tuo caso, però, sembra che tu abbia fatto parecchia confusione fra due concetti: il concetto di carica elettrica e quello di potenziale elettrico. In effetti gli oggetti carichi elettricamente possono possedere una carica di due tipi, negativa e positiva. Tutti i corpi materiali sono composti di atomi in cui sono presenti particelle cariche positivamente (i nuclei) e particelle cariche negativamente (gli elettroni). L’attrazione fra particelle di carica opposta rende stabile la materia, mentre il loro movimento crea la corrente elettrica e i fenomeni associati ad essa.

Per far muovere le particelle cariche, però, è necessaria energia. L’energia è fornita dalla rete elettrica, o da una batteria o un alimentatore. Un modo per misurare l’energia messa a disposizione da un generatore è quello di indicare la differenza di potenziale che esso è in grado di imporre fra due punti di un circuito elettrico, ed esempio ai capi di una lampadina. La differenza di potenziale si misura in volt. Se fra due punti (li chiamiamo polo positivo e polo negativo) c’è una differenza di potenziale, poniamo, di 220 V, allora le particelle cariche si muoveranno da un polo all’altro con una determinata energia, che potranno spendere per produrre luce, suono, movimento. In un telefono cellulare è la batteria a fornire questa energia, e quando l’ha esaurita deve essere caricata con nuova energia (e non nuova carica elettrica) grazie alla rete elettrica. Una batteria scarica non riesce più a produrre una differenza di potenziale in volt sufficiente a far muovere le cariche nei circuiti del telefonino.

Probabilmente hai ancora domande, ma certamente un po’ alla volta ti chiarirai le idee!

Per la lezione

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