La lezione segmentata (o chunked lesson)

Vi è mai capitato dopo una spiegazione importante di guardarvi intorno, in classe, e soffermarvi sugli occhi persi di uno studente? Se sì, resistete e non fatevi prendere dalla tentazione di rispiegare nuovamente, aggiungendo esemplificazioni e esercizi, o ponendo domande agli studenti, ma dividete la classe in coppie o gruppi e proponete un’attività operativa che consolidi o sviluppi la comprensione di quanto spiegato. Potrete poi far seguire le attività da una fase di restituzione e da nuovi “segmenti” didattici ritmati e brevi di spiegazioni-attività-restituzione, i cui tempi varino sulla base del monitoraggio degli apprendimenti degli studenti. 

Questa, in breve, l’idea alla base della lezione segmentata proposta dai due studiosi di didattica Middendorf e Kalish nel 1996  e che le moderne ricerche confermano come estremamente efficace, per rispondere ai problemi di attenzione, concentrazione o motivazione dei nostri studenti. E se operate già in questo modo in questo articolo potrete trovare una cornice didattica e di metodo a quanto fate già spontaneamente (o applicando altre metodologie attive).

Alcuni consigli pratici per applicare la lezione segmentata in classe.

In cosa consiste il problema dell’attenzione?

Osservando i flussi di concentrazione degli studenti in un’aula universitaria Middendorf e Kalish hanno notato dei cali evidenti dell’attenzione dopo 15-20 minuti dall’inizio della lezione e una diminuzione continuativa della concentrazione, fino all’esaurirsi della stessa, al termine della lezione. Un grafico possibile, anche se inevitabilmente semplificato, di questo andamento è riportato nel grafico qui sotto, tratto dal video Chunking – A teaching technique.

 

 

Il motivo di questo andamento è secondo i due studiosi da attribuirsi alla contrapposizione tra il modello didattico di “trasferimento a flusso continuo delle nozioni” e le modalità di apprendimento a flusso discreto del nostro cervello. La nostra mente infatti suddivide l’informazione ricevuta in “pacchetti” o segmenti (chunks) di conoscenza, da collegare a altri segmenti informativi per inferire nuova conoscenza. Non a caso il chunking, o segmentazione, è una tecnica diffusa per potenziare la memorizzazione come mostrato in questo video: si pensi, per esempio, alla suddivisione delle 16 cifre del numero di carta di credito in 4 blocchi da 4 o alla struttura a paragrafi dei libri di testo o di questo articolo.

 

Perché progettare una lezione segmentata?

Strutturare la lezione in segmenti di 10-15 minuti permette da un lato un “cambio di passo” che fa ripartire l’orologio interno dell’attenzione e dall’altro di fornire un’opportunità agli studenti per esercitarsi a applicare un concetto o esaminare in contesto un’informazione ricevuta. Il focus principale è individuabile proprio nelle brevi e ritmate attività di gruppo.
Recenti risultati di ricerca mostrano infatti che l’efficacia delle lezioni dipende oltre che dalla struttura in segmenti anche dal tempo dedicato “all’apprendimento attivo”, a cui si consiglia di dedicare i due terzi del tempo a disposizione.

 

 

L’elenco delle attività brevi per sviluppare l’apprendimento attivo è molto ampio. Qui di seguito forniamo un elenco di possibili attività:

  • assegnazione di esercizi (possibilmente a tipologia aperta) o di riassunti;
  • costruzione di mappe di sintesi (o di analisi critiche di un testo per l’area letteraria);
  • discussione su un tema eventualmente in modalità Debate;
  • generazione da parte degli studenti di domande e esercizi analoghi a uno iniziale (evidenziando analogie o differenze);
  • esame critico di video o ricerca in rete;
  • previsioni sulla conclusione di un video didascalico opportunamente interrotto dall’insegnante a metà.

L’elenco non finisce qui e se vi fa piacere contribuire a estenderlo potrete inserire nuove idee o riscrivere quelle che vi appaiono più valide per renderle maggiormente evidenti nella bacheca creata per questo articolo .

 

Come strutturare una lezione segmentata?

Non può esistere uno schema fisso e rigido per una lezione segmentata perché tempi e modalità devono variare sia a seconda del tipo di lezione, sia di lezione in lezione. Un’eccessiva schematicità annullerebbe l’effetto di varietà e vivacità introdotti dal metodo. Per dirla con le parole di Middendorf e Kalish: «non seguite questo schema alla lettera; tutto ciò che diventa prevedibile ha un impatto minore. La varietà è una forza potente».

Ma è possibile partire da una proposta di base su una lezione di 55 o 60 minuti, assolutamente rimodulabile nei tempi, schematizzata dal diagramma colorato sottostante (dove l’altezza dei cerchi colorati è collegata indicativamente al livello di attenzione degli studenti):


 

 

P: preconoscenze (5 minuti)
La lezione inizia con un verifica delle preconoscenze di circa 5 minuti o di confronto sugli esercizi assegnati per la lezione, seguita da uno o più segmenti didattici (indicati con L-A-R).

L: lezione diretta dal docente (10 o 15 minuti)
Il consiglio per questa parte è di impostare la lezione senza semplificare troppo, come se si parlasse agli studenti più abili della classe: una corretta segmentazione non consiste nel frammentare (interrompendo in vari punti additivi una lezione), ma nel fornire un quadro d’insieme senza rinunciare alla complessità per procedere a livelli di dettaglio via via successivi.

A: brevi attività a coppie o gruppi (10 minuti)
Le attività possono essere organizzate a gruppi di abilità mista (per le prime lezioni su un argomento) o a livelli di abilità omogenei per personalizzare i percorsi ( e fornire non solo supporto a studenti in difficoltà, ma anche accelerazione agli studenti abili).

R: una fase di restituzione ( 5 minuti)
La fase di restituzione è il momento in cui dialogare con la classe per porre domande, dare riscontro sulle attività di gruppo, chiarire e risolvere punti di debolezza emersi nelle osservazioni dei gruppi.

L-A-R: un nuovo segmento possibilmente breve (20 minuti complessivi)

C: Conclusione (5 minuti)
Una breve valutazione formativa per indicare e riflettere sui propri punti di difficoltà o di forza. Per esempio, si possono usare i biglietti di uscita (o ticket to leave), piccoli fogli in cui gli studenti  scrivono una loro breve interpretazione delle idee principali della lezione o i “test di tre minuti” (three minute assessment), in cui gli studenti possono completare due o tre frasi del tipo «sono rimasto stupito di…», «ho scoperto che…», «voglio sapere di più di…». Sulla base di queste restituzioni si possono basare le suddivisioni in gruppi omogenei della lezione successiva. 

 

 

Quali ricadute in ottica didattica per i BES?

La struttura della lezione segmentata per sua natura è intrinsecamente adatta per lavorare in ottica BES, non solo per la struttura a segmenti adatta a ridurre il carico cognitivo o per i lavori di gruppo utili a sviluppare la comprensione e consolidare gli apprendimenti. Ma anche perché dovrebbe prevedere una rimodulazione della lezione sulla base del monitoraggio degli apprendimenti durante le attività. Più gli studenti appaiono aver assimilato una parte di lezione, più il segmento successivo può essere ampio o viceversa deve essere ridotto. 

Interessante a tale riguardo la scala dei livelli di applicazione della segmentazione introdotta da J. Marzanoche distingue tra un uso spontaneo (livello iniziale), in cui la lezione è “interrotta” in modo estemporaneo sulla base dell’andamento della stessa, un uso intenzionale (livello sviluppato), in cui il docente presenta intenzionalmente un nuovo argomento suddiviso in piccole unità e infine un livello applicativo e innovativo, dove oltre all’elaborazione in blocchi della lezione si prevedono e si usano tecniche per verificare se gli studenti stiano effettivamente processando e elaborando correttamente l’informazione. E sulla base di tale monitoraggio si modificano i tempi e le modalità dei segmenti successivi.

La lezione segmentata va in questo senso naturalmente nell’ottica dell’Universal Design for Learning e nella progettazione di una lezione «utile per tutti, indispensabile per qualcuno».

 

Come fare a gestire i tempi e il programma?

Per i tempi, l’allenamento rende tutto più facile e l’abitudine rende gli studenti più veloci e produttivi nei lavori di gruppi. Quanto ai programmi, se anche formalmente non esistono più, la domanda resta sempre nell’aria, vista l’ampiezza delle conoscenze richieste ai nostri studenti, per esempio per gli esami di fine ciclo. Risponde per noi la studiosa Maryellen Weimer: «i docenti dovrebbero evitare a volte di svolgere molte delle attività che potrebbero essere svolte dagli studenti, quali: organizzare i contenuti, fornire esempi, porre domande, rispondere alle domande, riassumere e sintetizzare, risolvere problemi, tracciare grafici e diagrammi». Oppure ancora più diretto il collega Yuyinh ci segnala: «per coprire un contenuto il docente parla agli studenti. Per imparare un contenuto gli studenti parlano gli uni con gli altri».

Le tracce di lezione segmentata pronte all’uso sono disponibili sul sito Idee per insegnare in digitale.

Per la lezione

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Commenti [49]

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  1. Melissa Esposito

    Ho seguito il corso Zanichelli per la lezione segmentata di matematica e fisica. L’ho trovato molto interessante e sto applicando questa metodologia nelle mie classi : trovo i ragazzi molto più motivati e partecipativi durante tutta l’ora di lezione. Sono entusiasta ☺️☀️

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  2. ANDREA TORRICELLI

    INTERESSANTISSIMA E MOLTO UTILE .
    GRAZIE DELLA CONDIVISIONE
    CERCHERO’ DI UTILIZZARE QUANTO PIU’ POTRO’ LE VOSTRE INDICAZIONI
    BUON LAVORO

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    • Dany Maknouz Autore articolo

      Grazie Andrea,
      ti sono grata per il riscontro e per la voglia di sperimentare attivamente.
      Spero ti troverai bene nell’applicare queste idee, io personalmente le trovo davvero efficaci.
      Buon lavoro!

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  3. Caterina Bettoni

    Ho terminato da poco il corso Zanichelli sulla lezione segmentata. Davvero una procedura efficace ed ottima, non solo nelle classi con scarso interesse o difficoltà di comprensione. In tutte! E’ stimolante, attiva e gli alunni possono partecipare e cooperare! Applicata nelle classi ha dato risultati ottimali.

    Rispondi

    • Dany Maknouz Autore articolo

      Grazie di cuore Caterina per questo riscontro ‘dal campo’!
      Sono felice di sapere che anche tu, come me, hai trovato vantaggio nella sperimentazione della lezione segmentata.
      Il tuo commento è una testimonianza preziosa!
      Un caro saluto e buona continuazione

      Rispondi

  4. Francesca

    grazie mille, questa lezione e questo articolo sono stati molto interessanti, ne farò buon uso. Grazie e buon lavoro

    Rispondi

  5. M.Teresa

    Ci sono molte indicazioni utili, resta però nel mio caso il grosso problema del poco tempo per svolgere tantissime attività didattiche. Soprattutto in corsi come il Liceo Linguistico per Scienze ( 2 ore settimanali) diventa molto difficile fare qualcosa di interessante e non superficiale e spesso si deve rinunciare alla” complessità” e bellezza di quello che si insegna

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    • Dany Maknouz Autore articolo

      Hai ragione Maria Teresa, con poche ore a settimana sembra difficile applicare il metodo.
      Ma sperimentandolo e abituando gli studenti a questi ritmi ti accorgerai che si abitueranno sempre più a essere attivi e a applicarsi alla disciplina anche a casa e da soli. Il tempo che sembra perso è in realtà ben investito.
      E non rinunciare alla complessità e bellezza della disciplina aiuta noi docenti a essere più gratificati e a loro a essere motivati e a vedere il quadro d’insieme di quanto insegniamo con occhi nuovi.
      Non è così facile, ma provando e riprovando migliora!
      In bocca al lupo per tutto

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  6. Cinzia

    L’argomento è molto interessante. Penso che la parte più impegnativa sia la ri-modulazione della propria didattica sia a livello del proprio modo di proporre gli argomenti sia nella contestualità del lavoro in classe.
    Mi ha colpito molto l’ultima frase..” il collega Yuyinh ci segnala: «per coprire un contenuto il docente parla agli studenti. Per imparare un contenuto gli studenti parlano gli uni con gli altri” .
    Ne farò tesoro.

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    • Dany Maknouz Autore articolo

      Grazie Cinzia! E’ la frase che ci può aiutare di più a organizzare la nostra didattica. E proprio ora che la situazione dell’insegnamento a distanza ci impone nuove sfide e non siamo proprio in grado di coprire in senso stretto il programma, la lezione segmentata è una cornice che aiuta gli studenti a procedere anche un po’ da soli e a ‘discutere’ tra loro.
      Un caro saluto!

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  7. Antonietta Palmieri

    Metodologia sicuramente interessante.
    Richiede al docente un efficace lavoro di progettazione

    Rispondi

    • Dany Maknouz Autore articolo

      Confermo Antonietta! Ma via via diventa più agevole e veloce!
      Buona sperimentazione e buon lavoro…a distanza in questo momento.

      Rispondi

  8. Sergio Migliozzi

    utile, ho potuto riconoscere i miei errori e i miei punti di forza, spero di riuscire a migliorare.

    Rispondi

    • Dany Maknouz Autore articolo

      Grazie Sergio per il tuo riscontro!
      Dalla voglia di metterti in gioco che mostri con il tuo commento appare chiaro che sei un grande docente.
      Buona sperimentazione e buon lavoro.

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  9. Gennaro Pisciotta

    la lezione segmentata risolverà uno dei problemi della didattica giornaliera: la perdita di concentrazione degli allievi

    Rispondi

    • Dany Maknouz Autore articolo

      E’ proprio così Gennaro….e aggiungo che secondo me aiuterà a risolvere anche le difficoltà di attenzione nella didattica a distanza. Un caro saluto e buona continuazione

      Rispondi

  10. Ida

    Molto interessante la progettazione della lezione segmentata per stimolare l’attenzione e l’apprendimento attivo degli studenti orario permettendo

    Rispondi

    • Dany Maknouz Autore articolo

      Grazie per il riscontro Ida, ricordiamoci di sperimentare anche nella didattica a distanza, dove i tempi e gli orari sono ancora più vincolati. Un caro augurio di buon lavoro!

      Rispondi

  11. Elena Morichetti

    L’articolo è molto interessante e pieno di stimoli; cerco sempre di inserire in una lezione momenti di brevi attività in cui gli studenti lavorano a gruppi per poi riprendere la lezione; cercherò di migliorare le mie lezioni sulla base delle indicazioni di questo articolo.
    Grazie
    Elena Morichetti

    Rispondi

    • Dany Maknouz Autore articolo

      Grazie a te Elena per il tuo riscontro! Buon lavoro e buona sperimentazione sempre di nuove idee
      Un caro saluto

      Rispondi

      • Enrica Viti

        Interessante; conferma quanto sto già facendo durante molte delle mie ore curricolari nelle varie classi

        Rispondi

        • Dany Maknouz Autore articolo

          Come dici tu Enrica, molti di noi sperimentano già ‘per necessità’ questo tipo di approccio.
          La speranza qui è che inquadramento teorico e metodologico sia un ulteriore aiuto al nostro lavoro.
          Un caro saluto e grazie per il commento!

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  12. enrica.viti

    Interresante; ho la conferma di come già io agisco in classe durante molte ore della didattica curricolare

    Rispondi

  13. Fiorenzo Barbaro

    Interessante l’idea di spezzare la lezione.
    Senza rendermene conto questa metodologia la sto applicando da anni particolarmente in geometria e scienze.
    gli spunti di riflessione che ho trovato in questa lezione potranno rafforzare le mie convinzione sulla lezione laboratoriale

    Rispondi

    • Dany Maknouz Autore articolo

      Grazie Fiorenzo per i riscontro e la conferma della validità ‘sul campo’ dell’approccio!
      Buona continuazione di lavoro sperando di tornare presto a scuola!
      Un caro saluto

      Rispondi

  14. alessandra mazzoli

    Ho trovato il corso molto interessante e ricco di spunti molto concreti e spendibili.
    spero che la situazione torni presto alla normalità per sperimentare quanto appreso con il tempo necessario a progettare le nostre lezioni senza l’assillo della didattica a distanza.
    Grazie!

    Rispondi

    • Dany Maknouz Autore articolo

      Speriamo davvero che tutto torni alla normalità presto Alessandra!
      Intanto possiamo sperimentare la lezione segmentata anche per le attività a distanza…funziona benissimo in questo difficile contesto.
      Grazie a te e buona continuazione!

      Rispondi

  15. Roberta

    grazie mille, questa lezione e questo articolo sono stati molto interessanti, ne farò buon uso.

    Rispondi

    • Dany Maknouz Autore articolo

      Grazie a te Roberta,
      siamo molto contenti che sia stato di tuo interesse, auguri per un futuro didattico sempre migliore!

      Rispondi

  16. Maria Chiarenza

    Ho constatato che con la lezione segmentata gli studenti lavorano più a lungo e con risultati migliori, accrescendo la propria motivazione e sviluppando capacità di ragionamento e pensiero critico.

    Rispondi

  17. ROSA DE CARO

    Modulo interessante .Ritengo possa essere stimolante ed utile per i ragazzi che, in particolar modo, in questo momento, appaiono più disattenti e disinteressati. Penso di mettere in pratica al più presto i preziosi consigli.

    Rispondi

  18. torriglia anna maria

    Sono curiosa ed aperta alal didattica innovativa , e mi rendo conto che, è vero, ,o span dpattenzione dei ragazzi è sempre più limitato, ma sono perplessa di fornte all’idea di una segmentazione nel trattare, ad esempio, l’introduzione ad un autore, che si Pascoli o Baudelaire: 15 muinuti mi aproono pochi per dare profondità e spessore alal presentazione e non saprei quale attività far fare ai ragazzi su una breve presentazione che può essere giocoforza solo iniziale, parziale e che necissta di un’altra seire di 15 minyti per arrivae ad offrie una panoramica d’insieme sufficientemente ampia per consentire all’alunno di approcciarsi autonomamente al’autore. Guarderò comunque il video suggerito

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    • Dany Maknouz Autore articolo

      Grazie Anna Maria per questo commento riflessivo e importante.
      I tempi della segmentazione non devono essere rigidi ma possono variare di fronte a esigenze come quelle che segnali, soprattutto se si hanno due ore di seguito la struttura in segmenti più ampi diventa più agevole. Resta l’importanza di tener conto dei ritmi possibili di lezione che diano spazi di lavoro agli studenti. Esempi di attività che rientrano nel quadro del ‘retrieval’ o consolidamento in memoria attraverso il recupero dalla mente delle nuove informazioni è di chiedere agli studenti di scrivere i punti essenziali, di creare una mappa concettuale o di non prendere appunti mentre si spiega e poi di dare 5 minuti per una sintesi eventualmente collaborativa. E’ la sperimentazione personale a fare la differenza, buon lavoro!

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  19. Lorella

    Da questo articolo ho compreso che bisogna suddividere la lezione in fasi, perchè l’attenzione degli alunni va mano mano scemando. Sto applicando questo metodo nelle mie lezioni, soprattutto quando devo spiegare Economia

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  20. Lorella

    Da questo articolo ho compreso che bisogna suddividere la lezione in fasi, perchè l’attenzione degli alunni va mano mano scemando. Sto applicando questo metodo nelle mie lezioni, soprattutto quando devo spiegare Economia. Trovo il corso molto interessante

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  21. Lorella

    molto utile ed interessante, soprattutto quando devo spiegare argomenti complessi come economia

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  22. Claudia Gasperi

    Ho seguito il corso sulla Lezione Segmentata ed e’ stato per me utilissimo ad inizio della DAD perche’ ho imparato ad organizzare le lezioni a distanza in maniera efficace e stimolante. Il risultato sulle classi e’ stato notevole perche’ tutti gli studenti risultano piu’ coinvolti. Grazie per il vostro contributo, e’ di grande valore.

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  23. Brunella Croce

    Ottimi spunti.. da domani sperimento…

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  24. Nicoletta Barbato

    Sto imparando molte cose nuove, opportunita’ di arricchire le mie lezioni. Ritengo la lezione segmentata sicuramente il futuro della scuola. In tempo di DDI soprattutto e’ la nuova risposta ad una didattica che va rimodulata. Grazie.

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  25. Monica Carmi

    Interessante! Proverò certamente

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