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DA14, l’asteroide che non ci rovinerà Sanremo

Passerà a "poche" migliaia di chilometri dalla Terra e nonostante gli allarmismi non ci saranno danni per il nostro pianeta.
AGGIORNAMENTO Giovanni Bignami: il passaggio di DA14 e il meteorite che ha causato danni in Russia sono fenomeni indipendenti.
DA14, l'asteroide che il 15 febbraio 2013 passerà a "poche" migliaia di chilometri dalla Terra, non ci terrà col fiato sospeso perché al suo passaggio nessun danno ci sarà per il nostro pianeta. Eppure, ogni volta che un «oggetto che transita vicino alla Terra» viene segnalato dalla Nasa, i media (e non solo) si scatenano.
 
AGGIORNAMENTO: il metorite che questa mattina, 15 febbraio 2013, con i suoi frammenti ha causato 400 feriti e diversi danni alle cose e agli edifici in sei diverse città della regione russa dei monti Urali è un fenomeno che non ha nulla a che vedere con il passaggio dell’asteroide DA14 di cui si parla in questo articolo. Lo ha precisato Giovanni Bignami, presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e autore de I marziani siamo noi, in coda a un’intervista ripresa dai maggior quotidiani italiani.

Sanremo, 12 febbraio 2013, serata di apertura del Festival della Canzone Italiana. Subito dopo aver fatto il suo ingresso nel teatro Ariston, Luciana Littizzetto legge al pubblico presente in sala una letterina-preghierina rivolta a un fantomatico San Remo. In un passaggio centrale l’attrice torinese dice: «Fa' inoltre, Remo mio, che il meteorite che deve distruggere il pianeta il 15 febbraio aspetti almeno l’esibizione di Albano, sai com’è fatto lui... poi si offende.»
Il meteorite, o meglio l’asteroide, di cui parla la Littizzetto esiste davvero, si chiama DA14, ma non distruggerà la Terra. In questo momento sta sfrecciando sopra le nostre teste a una distanza di circa 30mila chilometri dalla superficie terrestre, e con ogni probabilità il suo passaggio susciterà un clamore inferiore a quello delle polemiche che sono seguite alla serata di apertura del Festival.

Quando le dimensioni contano
DA14 è un esempio di NEO, dall’inglese Near-Earth Object, che in italiano suona un po’ come "oggetto che transita vicino alla Terra". A questa grande famiglia appartengono essenzialmente due categorie di corpi celesti: qualche migliaio di asteroidi tra i milioni che fanno parte del Sistema Solare e le comete con un’orbita che ciclicamente si avvicina a quella della Terra. In realtà, quando si tratta di bombardare il nostro pianeta, gli oggetti che la fanno da padrone sono i cosiddetti meteoroidi. Si tratta di frammenti rocciosi o metallici generati dagli scontri tra asteroidi o a seguito dell’evaporazione dei nuclei delle comete che passano nelle vicinanze del Sole. In base alle loro dimensioni, che variano da quelle di un granello di sabbia a quelle di un grosso masso, quando entrano all’interno dell’atmosfera terrestre, i meteoroidi possono letteralmente dissolversi oppure frantumarsi in pezzi più piccoli («Lucianina, sono queste le meteoriti!», direbbe Fazio) che ionizzano i gas atmosferici generando tracce luminose che chiamiamo stelle cadenti. Benché ogni anno sulla superficie terrestre ne piovano addirittura 15mila tonnellate, i meteoroidi difficilmente fanno notizia.
 

Elaborazione artistica di un gruppo di asteroidi che passano vicino alla Terra (Crediti: Nasa)

Le cose cambiano, invece, quando ad "aver messo nel mirino" la Terra è un asteroide. Con ogni probabilità, se avete già sentito parlare di oggetti di tipo NEO, la colpa è di Apophis, il mastodontico asteroide di un paio di chilometri di diametro che, secondo i calcoli degli scienziati della Nasa, sarebbe dovuto cadere sulla Terra, con conseguenze davvero apocalittiche: prima nel 2029 (ma poi si è scoperto che in quell’anno saremo soltanto sfiorati), poi nel 2036 (ma per fortuna un mese fa ci hanno fatto sapere che la probabilità di impatto è inferiore a una su un milione).
 
Identikit di un asteroide
Apophis non centrerà dunque la Terra, ma la sua storia, quella dell'asteroide che avrebbe messo a repentaglio la vita sul pianeta, non ha catturato ovviamente solo l'attenzione degli scienziati. Così, ogni volta che la Nasa annuncia il passaggio ravvicinato di un asteroide, il suo sito web viene bombardato di domande e dell’ultima minaccia che giunge dall’alto veniamo a sapere praticamente tutto. È accaduto nelle ultime settimane anche per il nostro DA14, che con i suoi 45 metri di diametro e le sue 130mila tonnellate di peso sembra quasi un sassolino rispetto ad Apophis. Grazie alla curiosità scatenata sul web dagli astrofili, scopriamo che questa sera, intorno alle 20.24, DA14 transiterà nel punto più vicino alla superficie terrestre più o meno sopra i cieli di Sumatra, sorvolando l’Oceano Indiano a un’altezza minima di circa 28mila chilometri, un record assoluto per un asteroide così grande. Questo significa che passerà ben al di fuori dell’atmosfera terrestre, ma si troverà per circa sei ore più vicino al nostro pianeta di quanto non siano i satelliti geostazionari utilizzati per le telecomunicazioni, circostanza quest’ultima che per asteroidi grandi come DA14 avviene una volta ogni 40 anni.

Una video-animazone della Nasa che racconta il passaggio di DA14 vicino alla Terra (Crediti: Nasa)

Qualcuno, inevitabilmente, domanda cosa succederebbe se un asteroide così grande colpisse la Terra. Dalla Nasa fanno sapere che eventi del genere capitano in media una volta ogni 1200 anni e che l’unico impatto sulla Terra di un asteroide simile a DA14 di cui si abbia memoria è avvenuto nel 1908 a Tunguska, in Siberia, fortunatamente in un’area pressoché disabitata. Risultato: devastazione completa di 1200 chilometri quadrati di foresta. E c'è anche chi, infine, forse non contento che il passaggio dell'asteroide non abbia conseguenze per l'uomo, domanda scherzosamente se esiste la possibilità che DA14 colpisca almeno un satellite geostazionario. Negativo, rispondono dalla Nasa. Menomale, invece, penseranno stasera gli organizzatori del Festival di Sanremo: anche quest’anno la kermesse potrà essere trasmessa senza problemi in Eurovisione.

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