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Davvero Augusto fece di Roma una città di marmo?

Grazie alle tecniche informatiche ora possiamo capire quando il primo imperatore ha davvero cambiato l'Urbe.
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Secondo Svetonio, il celebre biografo dei potenti di Roma, Augusto si vantava di aver ereditato una città di mattoni e di averla restituita in marmo. Il primo imperatore romano, erede di Cesare, si è certamente distinto per molte importanti riforme che cambiarono Roma così come l'impero, ma rimane il dubbio che le parole di Augusto tramandateci dalla Storia andassero oltre la metafora politica: l'imperatore intendeva forse dire che aveva davvero sostituito i mattoni con il marmo? Per rispondere alla domanda occorrerebbe avere una macchina del tempo e osservare i cambiamenti dell'intera città durante il dominio di Augusto. Oggi, grazie alle moderne tecnologie dell'informazione, quel viaggio è diventato possibile. Nuove tecniche per vecchie domande Diane Favro, professoressa di architettura all'Università della California a Los Angeles, è un'autorità mondiale nella ricostruzione digitale di antiche città. Uno dei suoi progetti più famosi, per esempio, è Digital Karnak, grazie al quale chiunque sia dotato di una connessione internet può seguire in modo interattivo tre millenni di evoluzione del famoso complesso templare egizio. Favro, che è specializzata nello studio dell'architettura e dell'urbanistica dell'impero romano, ha passato gli ultimi due anni a fare una cosa simile per la Roma augustea: assieme a due dottorandi, Marie Saldana and Brian Sahotsky, ha usato la tecnica della modellazione procedurale per osservare i cambiamenti della capitale del mondo tra il 44 avanti Cristo e il 14 dopo Cristo. In passato le ricerche degli studiosi avevano preso in esame le trasformazioni nel tempo dei singoli edifici, ma questa tecnica, presa in prestito dalla moderna progettazione urbanistica, permette di studiare una città antica nel suo complesso. Con la modellazione procedurale è infatti possibile ottenere rapidamente un modello tridimensionale di un'intera città a partire da un insieme limitato di parametri. Se questi parametri cambiano, per esempio in seguito alla scoperta di nuove informazioni, l'intero modello si aggiorna automaticamente. Gli edifici virtuali sono semplici forme geometriche e non c'è nessuna pretesa di realismo, ma in questo modo gli studiosi sono riusciti a inserire in un unico modello le informazioni necessarie per osservare alcuni dei cambiamenti avvenuti nei quarant'anni del principato. Vanteria o realtà? L'ultima versione del modello è disponibile per tutti anche on-line. Usando un'interfaccia molto simile a quelle di Google Maps e Google Earth è possibile osservare Roma e i suoi edifici da qualunque angolazione, aggiungendo o sottraendo a piacere diversi livelli: basta un click per vedere evidenziata l'area di un famoso incendio che nel 7 a. C. distrusse diversi edifici del Foro, ed è altrettanto facile vedere le aree allagate dalle piene del Tevere. Cliccando sui singoli edifici si apre una scheda con alcune essenziali informazioni, per esempio le date di inizio e fine costruzione e i materiali. Gli edifici in marmo nel modello sono colorati in rosa: è immediatamente evidente che, sebbene aumentino durante il principato di Augusto, l'imperatore non ha certamente cambiato granché il volto della città. Secondo Favro è però plausibile che i cittadini romani credessero per davvero che l'imperatore stava trasformando i mattoni in marmo. Poco prima dell'ascesa di Augusto le celebri cave di marmo di Carrara erano entrate in attività, e tra i tanti meriti dell'imperatore ci fu quello di pacificare le province romane (Pax Romana o Pax Augustea). Con questa abbondanza di materia prima unita a un lungo periodo di pace e prosperità, l'imperatore commissionò molti edifici maestosi, la cui costruzione si protrasse per decenni. Sotto Augusto i cittadini romani vedevano quindi trasportare blocchi di marmo da un capo all'altro della città. L'imperatore, inoltre, fece lastricare con le pietre di Carrara diversi spazi pubblici dando a chiunque la possibilità di calpestare una pavimentazione che di norma era riservata ai templi e alle dimore dei potenti. Nelle parole della professoressa: «Dal momento che avevano visto costruire senza sosta, credo che le persone pensassero davvero che la città fosse stata trasformata in marmo. Ma in realtà la città non era cambiata di molto». Immagine in apertura e immagine box: Augustan Rome - building materials, areas affected by fire and flood
roma augustea
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